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Il corpo si congeda
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Titolo:
Il corpo si congeda |
Autore:
Heidelberg |
Contatto:
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Racconto
n° 2547 |
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La vidi stesa su un fianco, con le gambe leggermente piegate, i lunghi capelli a coprire collo e parte della schiena, il culo in offerta, sopra le cosce, a guardia della cicatrice antica. I fianchi molli e così tutto il corpo. Bianco con la macchia corvina dei capelli. Soltanto per i capelli aveva opposto resistenza. Li avrei voluti al naturale, con il loro bianco precoce.
Così le avevo detto di farsi trovare. Era il nostro primo “incontro” dopo tante parole oblique, frenate, sempre più esplicite. Ci eravamo rivisti dopo molti anni. La mia ex prof giovane e lo studente bravo e innamorato. Dopo gli studi le avevo scritto. Mi aveva risposto che si era accorta del mio desiderio e che aveva dovuto controllare il suo. La comunicazione si era fermata lì.
Poi, ad un convegno, per caso, seduti vicini. Lei in imbarazzo perché legge nei miei occhi l’offesa del tempo alla sua passata bellezza. Decine di anni in pochi minuti; giovane pensionata, senza più marito e con i figli in altre città. Partecipava ancora ai convegni professionali per sottrarsi alla noia.
Per tre giorni avevamo disertato il convegno, per andare in giro e avvicinarci all’incrocio dove ci aspettava il desiderio che non avevamo soddisfatto. Si era lasciata convincere e poi aveva ceduto alla mia fantasia, come una bimba che si lascia guidare, dopo breve resistenza. Rovesciamento dei ruoli come incentivo al piacere. Un solo bacio per godere del rinvio e dell’attesa. Mi diede le chiavi di casa sua.
Mi avvicinai lentamente. Taceva come era stato concordato. L’avrei presa come se dormisse, come se fosse sogno e non realtà. Mi spogliai ed eccitato mi stesi al suo fianco. Poi sentii il freddo della sua carne e mi accorsi del colpo di pistola al cuore.
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