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La svolta
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Titolo:
La svolta |
Autore:
Bruciodipassione |
Contatto:
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Racconto
n° 2561 |
Altri
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I corvi volteggiano cupi sul cielo scuro di Edimburgo. Una lunga notte sta per cominciare...
Loren avvolta dalle soffici lenzuola rosa stava lentamente abbandonando i suoi sogni, destata da quelli che sembravano lamenti provenienti dalla stanza. Stretta alla coperta di raso sgranò timidamente gli occhi scrutando con attenzione la camera semibuia, quando improvvisamente lo vide; nell'oscurità un uomo sostava in piedi al bordo del letto, il viso oscurato da un passamontagna. Il respiro le si bloccò per qualche istante nello stomaco, ma la mano dello sconosciuto arrivò pronta a coprirle la bocca strozzando l'urlo di terrore ancora in gola, mentre la lama affilata di un coltello le scivolò infida sulla pancia scoperta.
L'uomo accese la luce e il bagliore arrivò pungente sul suo viso ancora intorpidito dal sonno, le parole risuonarono calme e agghiaccianti nel loro significato, la voce calma e decisa dell'individuo le intimò di non urlare, di non ribellarsi perchè così facendo avrebbe messo inutilmente in gioco la sua vita e quella di suo marito, in caso contrario tutto si sarebbe svolto rapidamente senza conseguenze per nessuno.
"Tuo marito", le parole per quanto le suonassero ancora confuse le diedero subito una chiara dinamica di ciò che era appena successo, la casa messa a soqquadro dal ladro, suo marito insospettito da rumori aveva colto il malintenzionato sul fatto tentando di ostacolarlo, finendo però legato, imbavagliato e immobilizzato al letto.
Incrociò subito lo sguardo di Manuel disteso al suo fianco, il viso arrossato con qualche graffio ancora fresco; conoscendo il temperamento sanguigno di Loren tacitamente la implorava di non opporre resistenza, la donna non potè far altro che acconsentire.
Il ladro parve rinfrancato nell'individuare l'espressione di rassegnazione disegnata sul suo volto, lentamente scostò il lenzuolo liberando il corpo che, lucido ed esile, appariva sensuale e armonioso attraverso la sottoveste. Le intenzioni dell'intruso si manifestarono subito chiaramente, prima di abbandonare la casa con la refurtiva, voleva concedersi ancora un pò di tempo per placare i suoi ardori a spese dell'avvenente mogliettina.
I coniugi azzardarono un inutile moto di ribellione immediatamente vanificato dalla punta della lama che minacciosa riprese a scivolare sul ventre della donna. Calò definitivamente il silenzio nella speranza che un insperato imprevisto giungesse a dissuadere il bastardo dal proseguire nelle sue barbare intenzioni.
Gli occhi verdi e prepotenti dell'uomo incrociarono per un istante quelli di Loren e stranamente, seppur densi di lussuria, parvero volerla rassicurare. Come per effetto di qualche misterioso sortilegio il terrore, la paura, cominciarono lentamente a svanire lasciando il posto ad una leggera, calda inquietudine.
Molte volte Loren aveva incontrato nei suoi sogni simili fantasie: uomini rudi, spietati che abusavano del suo corpo e della sua anima senza alcun ritegno. In quelle occasioni si svegliava sempre accaldata e con un gran senso di appagamento. Ma quelle erano appunto torbide fantasie e la realtà era pur sempre un altra cosa... forse...
Ad ogni modo sfuggire a quella situazione era improbabile; arrivò presto alla conclusione che il minore dei mali fosse quello di assecondare la libidine dell'uomo. Le ordinò subito di girarsi supina, Loren ubbidì cercando lo sguardo del marito in un futile tentativo di conforto, ma gli occhi del consorte apparivano sbarrati, furenti e privi di appigli per la consolazione del suo animo.
La mani possenti dello sconosciuto cominciarono ad accarezzarle le gambe,le cosce, ed insinuandosi attraverso la sottana proseguirono il loro percorso massaggiando avidamente il sedere piccolo e sodo della donna. Benchè la situazione fosse drammatica, le movenze di quell'uomo indussero i suoi muscoli a rilassarsi, chiuse gli occhi per qualche istante seguendo con la mente le mutandine che accuratamente venivano sfilate, scivolando sempre più in basso oltre le caviglie. Attimi di attesa... poi il corpo massiccio dell'uomo ancora semivestito cadde pesantemente su di lei. La tensione tornò a farsi sentire, si abbandonò all'inevitabile sperando che quel momento trascorresse più velocemente possibile.
Fu dentro di lei, ingordo, eccitato, le mani che golosamente coprivano e stringevano i seni, lo sguardo del marito era ghiacciato, impotente mentre l'uomo alternava respiri profondi a gemiti incontrollati, godeva liberamente e senz'alcun senso di compassione.
Improvvisamente nello stato d'animo di Loren qualcosa sembrò mutare lentamente, quasi il suo spirito potesse liberarsi in volo, per restare spettatore distante, lasciandola in balia delle voglie barbare di quell'uomo. Divenne solo carne, puro istinto, il suo corpo cominciò a modificare le proprie reazioni,le mascelle si serrarono,gli occhi si socchiusero, la schiena s'inarcò quasi a voler anticipare il contatto col suo addome, trattenne a stento gemiti soffocati.
Manuel la guardava stupito, incredulo mentre lei cercò invano di smorzare un sorriso. Continuò a fissarlo mentre il suo sguardo finì per perdersi nell'oblio dei sensi quasi immerso in un altra dimensione. I pensieri si offuscarono seguendo il ritmo delle vigorose spinte del bastardo alle sue spalle che, senza diritto alcuno, aveva svaligiato la sua casa e ora la stava possedendo toccando sapientemente le sue pareti umide fino al centro del piacere. Non era più sicura che si trattasse di violenza, mancò volutamente di rispetto a suo marito desiderando intimamente che quei colpi la scuotessero ancora a lungo.
Non riusciva a sentirsi in colpa mentre osservava al suo fianco l'uomo umiliato, ferito sul quale riversava un forte senso di rivincita per gli inutili litigi, i ripetuti tradimenti, gli anniversari dimenticati, regali promessi e mai fatti, e neanche un tentativo per alleviare il peso della routine, la monotonia che nel corso degl'anni aveva presto il posto della cocente passione.
Non solo non provava vergogna, ma decise di godersi fino all'ultimo il corpo sconosciuto di quell'uomo violento che dietro di lei spingeva incessante, con un'intensità sempre maggiore. Le mani autoritarie intrecciate ai lunghi capelli neri di lei la guidavano, sottomettendola al suo potere, al suo volere, mentre il suo addome infuocato batteva incessante sul fondoschiena, alla ricerca dell'orgasmo che era sempre più vicino.
Loren era ormai allo scoperto, ansimava spudoratamente, presa dalla foga allungò un braccio spingendo e incentivando i movimenti dell'uomo che non tardò a venire, pulsandole ripetutamente tra le gambe e liberando un piacere che non gli spettava, sopra un corpo che non le apparteneva. Il viso della donna si nascose sotto il cuscino e mordendosi le labbra smorzò l'orgasmo che impetuoso e travolgente si era fatto strada dentro di lei, veemente, inappropriato, ma di un intensità mai provata prima.
Quando il sole del mattino filtrò caldo attraverso le persiane tutto era ormai un ricordo lontano, un giorno nuovo stava nascendo. Quell'esperienza avrebbe inevitabilmente cambiato le loro vite. Uno sconosciuto era entrato prepotentemente nella loro casa mutando il corso della loro esistenza.
Se nel bene... o nel male... solo il tempo lo avrebbe stabilito.
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