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Urgenza di un desiderio
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Titolo:
Urgenza di un desiderio |
Autore:
Frankijacques |
Contatto:
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Racconto
n° 2566 |
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Il silenzio è totale, la mia bocca è vicina alla tua. Sento il tuo corpo fremere al contatto del mio mentre mi appoggio a te. IL mio ginocchio scivola tra le tue cosce e sento il tuo desiderio farsi umido. Sei calda, bruciante contro la mia gamba mentre sono sopra di te e ti bacio con calma, esplorando la tua lingua, all’interno della tua bocca profumata e dolce. Esco e respiro l’odore del tuo collo, alla base della spalla. E’ il tuo odore puro, incontaminato che mi entra dentro e si mischia al mio. Lo voglio assaporare tutto, non ne voglio perdere una goccia, e mi precipito a respirarlo sul tuo petto, sul seno, sul suo contorno liscio e morbido, sul tuo capezzolo inturgidito. Succhio il nettare di quel seno, come un neonato, e mi lascio ammaliare senza fare resistenza. Lecco e bacio con dolcezza, senza paura, la tua pelle, suggendone il sapore che qui si contamina con la tua parte femminile più delicata. E sento in te un ardore che si placa e si fa offerta, dono, di quel mistero che vive nel corpo di una donna e stilla dal suo seno. Abbandonato al tuo seno fiero mi sento protetto e cullato, e grato. Ma tu ti muovi, e sento il tuo desiderio cambiare, farsi urgenza. Scivolo giù, e ti bacio il ventre, giocando con la mia lingua sul contorno del tuo ombelico. E allora lo sento arricchirsi, il tuo odore, farsi robusto e pieno. E’ il profumo da ginestra del tuo sesso che mi spinge ad esplorare i segreti anfratti del tuo corpo. Assaporo fino in fondo quel tuo nettare, lo stimolo e lo ricevo, fino a che non mi reclami tra le labbra, e stringi con una mano il mio sesso teso. Sussulto alla tua carezza decisa e mentre avvicini il tuo bacino verso di me scivolo con le mani tra le tue reni, accarezzandoti e lisciandoti i fianchi mentre i nostri baci si fanno passione ardente. Ora sono lì, e lascio che siano i tuoi movimenti ad adattarsi al mio sesso in fiamme. Mi trovi e con un brivido il mio glande si fa strada tra le labbra della tua vagina. Ma non entro, mi limito a restare in bilico. Ti muovi, ma ti impedisco di spingere il mio pene dentro di te subito. Lo so, il desiderio è quello di sentirlo dentro ed il mio è un richiamo fortissimo che mi urla di spingere, di muovere quel bacino in avanti. Ma non lo faccio, e resto a danzare lentamente sull’orlo di quel paradiso. Non ci sono ostacoli tra di noi, ti sento bagnata e desiderosa di me, e il mio sesso è teso fino a farmi male. Cerco di muovermi più che posso ma senza lasciare che scivoli in te. E’ facile, e le tue unghie si piantano nella mia schiena involontariamente presa dallo spasimo di dare l’ultima spinta, unirti a me e cominciare la danza del coito. La senti crescere sempre di più quella voglia di sentirlo dentro di te quel pezzo di carne caldo che rimane invece lì a giocare avanti indietro, dentro per pochi millimetri e di nuovo quasi fuori, quasi entra e quasi esce. E sale anche un risentimento, una sorta di rabbia per quel membro che non fa il suo dovere, che rimane stupidamente sull’orlo del tuo desiderio che si fa sempre più forte, diventa urgenza, necessità vitale. Dai, vieni dentro di me, spingilo. Fammi sentire quello che sai fare, sbrigati, non lasciarmi qua, stronzo! Ed invece nulla, continui a sentirlo sempre sulla tua apertura che ora comincia a diventare ipersensibile... Mi fermo improvvisamente e con un guizzo muovo solo il pene. Con un movimento che sembra provenire dallo stesso organo si tende verso l’altro, facendoti sobbalzare di desiderio. Ancora, questa volta più forte sembra scivolare di più. Devi ruotare il bacino, danzare mentre il mio bacino fa lo stesso, le mie reni si inarcano e finalmente scivola in avanti di un centimetro per poi ritornare indietro. Si spinge ancora avanti per poco e ritorna indietro, ogni volta sembra la volta buona. Il mio pube sfiora il tuo mentre i due sessi si incontrano e si attraggono e le mie mani sono sui tuoi fianchi e guidano la strana danza. Le tue mani invece scendono dalla schiena ai glutei dai quali spingi verso di te. Le mie mani sui tuoi fianchi, il mio sesso sul tuo, i nostri umori che favoriscono l’unione e la facilitano, le tue mani sui miei reni; tutto è in movimento e la danza dei fianchi si fa sempre più forte più veloce e ti senti sospesa tra cielo e terra, tra desiderio e rabbia, tra voglia e impotenza... e il mio sesso si ferma per l’ultima volta immobile mentre tu trattieni il fiato... e finalmente! Finalmente! Finalmente! Entra e raggiunge il profondo di te! Dentro di te! Tutto in te! Mentre un grido di soddisfazione, di vittoria ti esce dalla gola. Ora sono tutto dentro di te e il mio pube tocca la parte alta del tuo sesso, lo strofina e ti dona un piacere nuovo mentre, dentro di te, il mio membro si muove ancora verso l’alto, con lo stesso movimento automatico. Lo senti che si muove dentro, anche se il mio bacino è fermo immobile. Esco con lentezza, mi fermo un attimo ancora sulla tua entrata e per un momento sembra voglia ripetere la stessa snervante danza di prima. Ma entro e stavolta mi muovo e ci lasciamo trasportare dalla danza che più ci piace, mentre ci baciamo, ci tocchiamo, ci accarezziamo, e ci amiamo ora con dolcezza, ora con forza, ora abbandonandoti alle mie spinte che ora non hanno freni!
Mi trattengo e sono fuori. Scivolo di nuovo tra le tue cosce, e ti bacio con passione fino a che non sento il tuo piacere aprirsi in te sommergerti farsi reale. Mi avvicino, e rimango a cullarti a lungo; mia creatura marina, mia musa ispiratrice, il tuo corpo è un tempio ove celebrare riti pagani e magici.
Frankijacues (C.G.)
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