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A te.
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Titolo:
A te. |
Autore:
Frankijacques |
Contatto:
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Racconto
n° 2574 |
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Sono sopra di te. Aspiro il profumo dei tuoi capelli mentre le mie mani scendono ad accarezzarti le spalle, il collo, la nuca; scendo con il dorso della mano con lentezza, senza fretta, esplorando ogni centimetro della tua schiena, contando ogni vertebra, fermandomi sull’ultima per un attimo di incertezza, come un tuffatore di Quebrada. La mano sfiorandoti appena scende ancora, attraversando come in una vallata sconosciuta il territorio più intimo della tua femminilità. Il contatto tra la tua pelle di rugiada e il mio tocco leggero risveglia desideri nascosti di dolcezza. Appoggio la guancia sui tuoi capelli, e mi ci immergo grato al cielo per la tua presenza.
Le mie labbra sul collo, si spostano con estrema lentezza, senza fretta, e si appropriano del tuo sapore. Seguo la curva delle tue spalle nude sfiorandole. E' il tempo che si ferma, e un suono culla i nostri sensi: è il pulsare ritmico del cuore che accompagna i movimenti lenti, colonna sonora dei mie baci e dei tuoi sospiri, lenzuolo leggero e sensuale che ricopre i nostri pensieri che si incrociano golosi d'amore. La tua pelle reagisce, elettrica, quando ti sfioro con il dorso della mano, scivolando verso i tuoi glutei. Il mio corpo aderisce al tuo, schiacciandoti con una rude leggerezza. Il respiro si tramuta in canto mentre il calore del tuo corpo scioglie le ultime resistenze. Ti muovi danzando e io seguendo il tuo compàs accompagno la danza dei tuoi fianchi. Ti giri: e ti guardo. Ti bacio ti bacio ti bacio. Le tue palpebre, i tuoi capelli, il tuo naso, la fronte… la bocca, il collo, le spalle… e il tuo seno che accolgo nella mia bocca, aspirandone il profumo, l’odore, il sapore. Ti voglio amare! Ti voglio! Siediti qui, sopra di me, e lascia che riprenda a baciarti, a leccarti, a succhiare i tuoi capezzoli. Li accarezzo con la lingua, li accolgo nella mia bocca, ci gioco con le labbra. Mentre sto per entrare in te, scivolandoti tra le cosce. Mi muovo, piano entrando con lentezza, mentre le mia mani toccano la tua bocca, seguono il profilo delle labbra. Ora muoviti, danza! Comanda l’azione! Racchiudo il tuo seno con le mani, e ti spingo verso l’alto. Ricadi, e ti rispingo in alto. Così. Fai di me quello che vuoi: portami al tuo ritmo, gestiscilo, scopami come ti va. Oggi sono solo tuo. Oggi sei solo mia. Puoi muoverti come e quanto vuoi. Non smetto fino a che non lo decidi tu. Non sento urgenza. Voglio solo che questo orgasmo fisico, mentale, cerebrale, carnale, ideale non finisca mai. Mi piace accarezzare il tuo monte di venere, là dove siamo uniti! Ora ti fermi! Immobile! A sentire l’eco del piacere, a concentrarlo dove sai tu. Ti vedo chiudere gli occhi, assaporarlo. Poi la danza riprende, sempre più parossistica, fino a che … angelo... esco da me stesso, come un salto verso il tuo cuore, ti prendo, ti raggiungo, ti afferro, per un attimo che vale una vita. Discendo con una lentezza dolcissima issimaaaa lentaaaaamente plano dalle vette dell’ebbrezza, come un falco plana sulla valle, dopo aver raggiunto la cima più vertiginosa. E la lentezza è languore infinito, mentre ti bacio il seno, mentre ti amo, succhiandoti la tenerezza che provi, a lungo, ti bacio, ti lecco, ti mangio, ad occhi chiusi... preso dalla vertigine dell’altezza, e planando sulle ali del tuo amore… amore. Per un attimo lunghissimo ed infinito; amore totale unico irripetibile; amore! Senza possesso ed esclusiva. Amando la tua voglia d’amare il mondo... nel quale ho un posto unico incedibile.
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