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Il bacio
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Titolo:
Il bacio |
Autore:
Frankijacques |
Contatto:
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Racconto
n° 2576 |
Altri
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Sono disteso… mi accorgo che non ho i pantaloncini, né la maglietta. Sono nudo, indifeso. Ma non ho paura. Non sono sicuro, ma forse mi sono spogliato prima di addormentarmi. Mi tocco il sesso, è a riposo. Un pezzo di carne addormentato. Mi piace toccarlo anche così. Senza timore. Lo accarezzo leggero, senza intenzioni. Reagisce naturalmente e si inturgidisce. Non è in erezione. E’ nel suo limbo, indeciso tra l’alzarsi e lo sdraiarsi. Smetto di accarezzarlo e lo lascio sdraiarsi, cosa che fa subito. E mi immagino anche la sua voluttà, nel tornare nel dormiveglia del pomeriggio, senza dover impegnarsi in attività ginniche. Ma il suo è un breve riposo. Chiudo gli occhi e ti vedo… davanti a me. I tuoi capelli sono lunghi, fluenti, sono castani ma sembrano ramati, quasi bruciati dal sole e dalla salsedine. Sì, perché tu sei una creatura marina, e sulla tua pelle abbronzata si notano i riflessi argentati del sale lasciato dall’acqua del mare. Sei qui davanti a me. I tuoi occhi mi stanno ammaliando, facendomi sentire come Ulisse che ode il canto delle sirene. Ma io non sono legato come il politropo Odisseo. Le mie mani sono sciolte, e cominciano a toccare i capelli che ti cadono sul seno nudo. Seguo con la mano il profilo del tuo volto, sfiorandoti gli occhi, il naso, fermandomi sulla tua bocca schiusa, disegnando il suo contorno. Le tue labbra rosse sono un po’ seccate dal sole e la tua lingua è in attesa, come un serpente addormentato. Mi avvicino, e il silenzio si trasforma in un’onda di dolcezza, di leggero stordimento che entra in me e m’inebria. Ora sono vicino a te, e le mie labbra sfiorano le tue. Apro la tua bocca con un bacio leggero e tu mi accogli. Sono le tue labbra ora a giocare con le mie, a strusciarsi quasi incerte, toccandosi e lasciandosi, avvicinandosi e respingendosi, in un crescendo di emozioni che prendono vita dentro di noi, come un calore che da impercettibile cresce e si alimenta con il movimento delle labbra, e si fa fuoco, e si fa fiamma improvvisa quando le nostre lingue si incontrano e si scambiano le prime carezze. Poi il fuoco sembra ardere di energia nuova e la tua lingua si mette a danzare intorno alla mia, la ricopre, la spinge, e allora, solo allora, le mie labbra si chiudono su di essa, e la imprigionano in un lungo bacio. Mi respingi e mi guardi, le tue mani si posano sul mio petto e lo accarezzano, ma senza leggerezza; quasi con forza mi afferri i capezzoli e poi scivoli tra le mie cosce e lo ricevi, in quella bocca che ho imparato a conoscere. E’ il mio cervello ora che è infuocato, e il calore diventa incendio, e brucia ogni mia resistenza, e mi lascio andare, inarcando le reni per offrirti il mio corpo ancora di più, per lasciare che sia la tua lingua e giocare con il mio sesso come vuole. Non posso non guardare. Non posso non vedere. E apro gli occhi e vedo quella striscia di carne rossa che lambisce il mio sesso in tutta la sua lunghezza, che gioca con la punta, che accarezza il frenulo, che scende lentamente fino alla sua base. L’erezione che provo non ha paragoni, non la conoscevo finora. La mia mente è squassata da quell’andare e venire, da quella lingua prodigiosa che sa come muoversi sul mio cazzo e che mi porta ormai sull’orlo di un orgasmo che sento sarà violento e liberatorio. Ma non voglio che quella bocca paradisiaca mi faccia esplodere, sono sulle soglie del paradiso e non posso andarmene ora. Il mio sesso scompare nella sua bocca, e riappare, scompare e riappare, come in un gioco di prestigio. Il suo movimento è dolce e continuo e sento che il mio cuore impazza in una danza sfrenata, e accelera i suoi battiti. Chiudo gli occhi e mi appare un unico colore rosso, intenso: il colore del fuoco che ho dentro le vene, dentro la testa, dentro il mio cazzo che – ora mi accorgo – scompare e ricompare da quella bocca ad una velocità sempre maggiore e non posso non venire ora… non posso… Lo sento arrivare, come un treno in corsa, dal profondo del mio corpo, e il calore dentro di me è così intenso che potrei bruciare all’improvviso, e la tua bocca non si ferma, non si ferma… ed inarcandomi esplodo in un getto improvviso mentre tu rimani a guardare quell’impulso bianco zampillare in alto, seguito da altri getti minori ma non meno devastanti per il mio corpo che sussulta, trema, si accascia, si abbandona, si arrende ai tuoi nuovi baci, che prolungano per un tempo che sembra infinito un orgasmo che lentamente si trasforma in un languore estremo, come se fossi stato proiettato in alto e scendessi ora con una lentezza esasperante… Baciami ora, creatura marina. Bacia la mia bocca e dammi il mio sapore, che io possa conservare a lungo nella memoria il ricordo di questo tuo regalo unico. Resto immobile, aspettando che le energie ritornino in me, mentre tu mi aspetti, appoggiata al petto…
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