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Baila por mi
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Titolo:
Baila por mi |
Autore:
Frankijacques |
Contatto:
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Racconto
n° 2593 |
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Ti ho aspettato troppo. Non posso aspettare ancora, dai, lo sai quello che voglio. Un solo ballo mi basta. Mettiti comoda, togliti quei vestiti. Hai ancora le parigine, le chiamo così anch’io. Sono belle addosso a te. Le tue gambe sono lunghe, affusolate, magre e forti. Nelle tue gambe c’è l’energia che ti possiede quando balli. Ora balla per me. Il tuo perizoma bianco ti copre. È bello vederti così. Stai ballando per me. Ti muovi con lentezza e i tuoi movimenti sono un inno alla sensualità. Ancheggi e volteggi mentre io guardo affascinato i tuoi passi. Danza mia tarara. Danza. Baila por mi.
Guardami e sorridimi, e avvicinati.
Sono in piedi. Fermo immobile con le mani dietro la schiena. La posizione di un autoscatto, quello che ti fa sorridere. Ora però sei tu che mi guardi e non l’obiettivo di una macchina fotografica senz’anima.
Ti avvicini, mi giri attorno, mi sfiori con le tue mani.
Ogni volta che sei vicina a me sento il tuo profumo entrarmi dentro. Il mio corpo freme. Mi regali un’emozione diversa ed intensa a mano che la tua mano scende su di me, mi sfiora il ventre, mi accarezza il sesso che è diventato turgido, rosso, infuocato. E’ qui, nelle tue carezze a questo pezzo di carne viva e pulsante, che sento la vita scorrermi dentro come un fuoco nuovo, acceso e incapace di spegnersi ancora, il fuoco della vita, del desiderio, dell’amore, del sesso, della dolcezza e dell’irruenza, della leggerezze e della potenza.
Ora non porti che il tuo profumo, addosso.
Nel letto sul quale ti abbandoni entro anch’io, sotto coperte leggere e fresche. La tua pelle scotta, e la mia è fuoco puro. Lascia che la mia bocca esplori il tuo corpo, che lo scopra, lo riscopra, lo coccoli, lo riscaldi ancora di più. Lascia che questa lingua si incunei negli anfratti riposti, nei giochi di carne, nelle pieghe del ventre morbido e accaldato. Accoglimi nel tuo profondo che io possa bere alla fonte della tua vita, e che possa così ritemprare il mio corpo e la mia anima indebolita dall’inverno della solitudine. Lasciati andare al mio ritmo, galleggiando sul mare della tua sensualità, sulle ali di un vento primitivo e irresistibile che ci sospinge e ci accompagna verso correnti amiche.
Giochi di labbra. Giochi di lingua.
Calore di sguardi ricambiati, e dalla tua bocca ricevo fuoco liquido che mi brucia le vene! Sì. Fallo per me. Rendimi fiamma! Trasforma il mio sangue in lava incandescente! Bruciami! Incendiami l’anima! Nel fuoco che mi purifica, mi depura e mi libera!
Come il vulcano che placa momentaneamente la sua furia e sembra riposare in attesa di riprendere la sua eruzione più violenta ed esplosiva di prima anch’io placo per poco la mia febbre.
E’ il tuo seno che voglio. Sul tuo seno riposo. Lo bacio gioiosamente, e con dolcezza infinta mi guardi e sorridi, creatura Amore. Ora non mi basta più. Il mio corpo freme nel sentire il tuo odore, lo aspiro profondamente, lo sento diffondersi dentro e fuori di me, ora lo sento sulla mia pelle ora come una carezza leggera e vellutata, ora come un uragano di passione. Mi rilassa e mi eccita allo stesso tempo.
Il centro del mio piacere è concentrato ora in basso, tra le mie gambe, si spande lentamente in tutto il corpo, all’interno come riflesso.
Ora il mio cuore accelera bruscamente quando sali su di me e ti muovi fino a che il mio sesso entra dentro di te! E danzi, danzi ancora su di me; ti muovi avanti, indietro, nel ritmo accelerato del piacere che sorge nel cuore ed esplode nel cervello!
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