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Nulla sarebbe stato come prima
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Titolo: Nulla sarebbe stato come prima
Autore: Euridice
Contatto:
Racconto n° 2605
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Lei entrò nella stanza. Lui la seguì senza fretta.
Fu un attimo e si ritrovarono a guardarsi negli occhi. a desiderarsi, a baciarsi.
Un bacio lungo e appassionato colmo di parole non dette e che mai sarebbero state pronunciate.
I corpi frementi di desiderio, sguardi disperati, da lì a poco tutto sarebbe stato come prima…
Come prima, no! Nulla sarebbe stato come prima!
Il desiderio bruciava l’anima,la passione la dominava,
era il sogno che prendeva il sopravvento.
Baci, piccoli baci sul collo, labbra umide e calde sul viso sfioravano occhi, tenere carezze
lambivano ora i seni, ora le spalle l’uno dell’altra e viceversa.
Lei iniziò a spogliarsi,
tolse la camicetta, sbottonandosi lentamente, lui la guardava,
poi lei cominciò a sbottonare la camicia di lui guardandolo negli occhi,
e lui lasciava fare, uno sforzo sovrumano lasciarla fare, ma era quello che desiderava.
Voleva sentire il desiderio dentro se scoppiare, voleva annullarsi in quel gran gioco che si chiama “sesso”.
Lei proseguì l’esplorazione del suo corpo,
le mani sul suo petto, sui suoi capezzoli, sulle spalle, lo guardava e lo baciava
e, mentre le sue labbra erano incollate a quelle di lui, le sue mani scivolavano sul suo sesso.
Attraverso i pantaloni lo sentiva pulsare fremente e duro.
Cominciò a slacciare la cintura e poi giù la cerniera lampo e subito capì che il suo compito
in quel momento era finito, perché le mani di lui cominciarono dove lei aveva finito.
Il sesso turgido era vivo e desideroso di attenzioni,
lei prese ad accarezzare dolcemente, teneramente, il sesso grande e forte dell’uomo,
le labbra presero il posto delle mani e poi l’umida e calda bocca l’accolse.
-“Come può un gesto così tenero trasformarsi in una dolce tortura”-pensò l’uomo, mentre godeva d’ogni istante di quelle labbra tenere che lo suggevano e leccavano.
Immagini senza oggetto, colori sgargianti si ingigantivano dentro lui, un universo colorato
di sensazioni ed emozioni forti lo pervadeva ed era in paradiso.
Lei lentamente lo guidava verso il suo piacere, ma non voleva che lui arrivasse al culmine.
Il gioco era appena iniziato, era ancora presto, troppo presto, quindi decise di spostare la sua attenzione sui suoi seni,
prese le sue mani e se li pose a coppa sopra, facendo compiere a quelle semisfere gemelle
gentili circumnavigazioni intorno al suo sesso, ecco che il piacere si moltiplica, lui era estasiato, ma ora era lui a voler essere attore protagonista della situazione.
Con un gesto lento e sensuale finì di spogliare la donna che si ritrovò in pochi secondi come Eva.
La sua nudità, la loro nudità: erano un uomo ed una donna che si desideravano.
Le mani di lui sui fianchi di lei, carezze intime profonde provocarono in lei piccoli gemiti di piacere, il letto a pochi passi invitava ad un maggiore impegno.
Lui lentamente si avvicinò, lei lo seguì senza mai staccarsi completamente dalle sue mani, le sue mani, come sanno essere delicate le mani di un uomo
e come sanno essere forti quando occorre.
Prese ad esplorarla dentro e fuori, le sue dita scorrevano dentro lei procurandole un piacere profondo, liquido caldo le scivolava tra le cosce, profumo di muschio selvaggio, umida caverna, dove lasciarsi morire.
Le labbra di lui sul suo sesso, ad assaporarla, un dolce languore la rendeva docile e impotente.
I sensi all’erta alla ricerca di sensazioni mai provate, di brividi antichi, nell’attesa di un “qualcosa” che le desse la “liberazione” finale.
Miriadi di sensazioni, desideri inespressi le si materializzavano in testa,
avrebbe voluto essere tutto per lui, come se in pochi attimi tutto il piacere, il desiderio
che era dentro lei dovesse essere condiviso, perché troppo grande per poter essere solo suo.
E lui sentiva questo ribollire di sangue e passione e i suoi sensi ardevano, i desideri si moltiplicavano nell’attesa del momento dell’attimo.
Di lei, di se stesso che ora più nulla poteva trattenere.
Ed ecco l’antica danza che comincia.
Lui è dentro lei.
Occhi negli occhi, labbra incollate, lingua che cerca, accarezza dentro e fuori,
e i sessi bagnati di umori e sete, come naufraghi che cercano un appiglio, una salvezza,
uno con l’altra, aggrappati all’unico sogno che ora è il loro,in un istante... una vita.

Dopo solo respiri, fiato, pulsare impazzito di cuori e carezze e sorrisi.
Attimi di tenerezze, sguardi umidi e le mani strette... per non lasciarsi più.