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Così
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Titolo: Così
Autore: Frankijacques
Contatto:
Racconto n° 2609
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Basta dolcezza! Basta con le delicatezze, i respiri controllati, le carezze lente. Facciamola finita. Non mi va. Non ne ho più voglia. Non più.
Ferma. Non toglierti i vestiti. Non ho né tempo né voglia. Ho urgenza di prendere tra le mani quel tuo culo perfetto. Ho voglia della tua carne, di mordere, comprimere, sbattere, sfondare.
Alzati solo le gonna, sposta il perizoma, cazzo! Sbrigati! No, non toccarmi! Non te lo permetto. La cinta me la sciolgo io, mi abbasso la zip, tiro fuori il mio cazzo grosso e duro.
No! Non tirarmi verso il letto. Ti sbatto contro la porta. E’ così che voglio. Niente rispetto, niente di niente. Solo il mio cazzo che ti possiede. La mia bocca che ti morde il collo. Voglio sentirmi di merda, voglio una colpa da trattenere, un egoismo da ricordare. Anch’io.
Fammi entrare in te. Ora. Lo voglio. No, non toccarlo! Dammi quelle mani che ti inchiodo in alto, dove il legno è freddo e senz’anima.
Ho fame di dolore, di durezza e di tenebra.
E’ questo che vuoi? Solo la mia verga nel tuo ventre che ti pompa furiosa? Allora ti sbatto, violandoti senza dolcezza. Non voglio pensare a te. Sei solo una fica umida. Non mi interessa se stai piangendo o urlando di piacere. E’ così che volevi, no? Un uomo che non ti ama, non ti rispetta, non pensa a te. Solo un uomo che ti scopa. Così, senza scampo. Un uomo che ti umilia, che ti ordina di farti scopare.
Non mi fermerò ad ascoltare le tue sensazioni. Arrangiati. Lo so che è solo così che riesci a godere veramente. Non ti interessa della mia bocca, della mia lingua, delle mie mani. Non sopporti nemmeno che ti lecchi la fica. Mi hai sempre tirato i capelli perché smettessi di farlo.
Tu volevi solo chiudere gli occhi e sentire il cazzo che ti possedeva, che ti violentava senza requie. Scopami scopami scopami. Era la tua parola preferita. Anzi, l’unica.
Solo il cazzo nella tua fica. Questo e nulla più.
E allora prendilo. Prima che il cielo si apra; prima che il mondo finisca, prendilo. Goditelo fino a che è dentro di te. Mi arrendo, non combatto più. Ti lascio a chi ha solo il cazzo e null’altro. A chi ragiona con la verga.
Ho deciso. E’ l’ultima volta che ti scopo. L’ultima. Grida! Urla il tuo piacere, se vuoi. Non mi importa! E’ così che mi hai sognato. Ora è tuo. Il mio cazzo ti scopa sempre più forte. Sempre più forte. Solo il mio cazzo.
Aumento il ritmo, sto per venire sto per esploderti dentro. Stai urlando di darti il mio seme bollente?
No, allora no! Per questa volta, la mia prima e ultima volta che ti scopo come vuoi tu. Come un cazzo e non come un uomo. Questa volta sarò stronzo fino in fondo.
Sto per urlare e schizzarti dentro, ma mi fermo. Ti guardo negli occhi. Voglio godermi la tua faccia stravolta e stupita. Lo tiro fuori, lento. Me lo prendo in mano. E’ duro, grosso e rosso. Bagnato, viscido e lucido dei tuoi umori. Anche i pantaloni sono pieni del tuo piacere. Hai lasciato il segno; ora cristalizzato e brillante sopra il loro colore nero.
Lo ripongo, a fatica, dentro i boxer. Mi chiudo la patta. Ti volto le spalle, esco dalla tua stanza, dal tuo appartamento, dalla tua vita. Esco così, stronzo come un uomo.

Frankijacques