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Il velo
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Titolo: Il velo
Autore: Mara
Contatto:
Racconto n° 262
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La penombra della chiesa era tagliata a tratti dai raggi da un sole forte e possente. Il giorno era giunto al suo culmine. Dall'esterno entravano i rumori della strada, la gente si affrettava al rientro per il pranzo. Una giovane donna vestita di nero entrò dal portone principale. Sulla testa un velo di pizzo nero le incorniciava un bel viso ovale. La scollatura della sua camicetta lasciava intravedere un seno ben disegnato. Aveva un passo lento, quasi incerto. Si muoveva sui tacchi alti di scarpe lucidissime. Guardava, osservava.. Ad un tratto si mosse nella mia direzione. Non capivo perchè. Abbassai lo sguardo e cercai di concentrarmi sul libretto delle preghiere che avevo dinanzi aperto. Sentivo il ticchettio dei suoi passi sempre più vicino. La sentii entrare nel banco, avvicinarmisi. Alzai il capo e mi ritrovai immersa nei suoi occhi verdi.
Uno sguardo strano, quasi da amica. Io non l'avevo mai vista, o comunque non ricordavo di averla vista.
Mi prese il libro di preghiere dalle mani e lo posò sulla spallina del banco.
Non riuscivo a chiederle nulla. Era come se quella fosse una visione, un'apparizione che non potevo non accettare, a cui non potevo non ubbidire.
Mi si accostò, mi prese la mano nella sua e la porto con sè fra i bordi della sua camicetta, fra i suoi seni che ora mi apparivano bianchi e caldi tra la scollatura allargata. Il suo profumo si mischiava all'incenso rimasto dalla cerimonia precedente. Non riuscivo a non obbedirle. La mia mano accarezzava quella pelle sconosciuta, desiderava obbedire ai suoi ordini... Ai suoi ordini?
Per un attimo ero diventata la Padrona di me stessa... non posso io sono una schiava, la sua schiava non posso... Cercai di ritrarre la mano...
Un dito mi si posò sulle labbra, un suo dito, sentiva della sua fica.. conoscevo quel profumo...
Quasi avesse letto nella mia mente, mi sussurrò: "Mi manda lui... lasciati andare... lui lo vuole... lui te lo ordina...".
Ascoltavo ma non riuscivo a capire. O forse non c'era niente da capire.. la mia mano contratta dal mio stesso pensiero ora si liberava dalla catena e accarezzava i suoi seni...
Sentivo crescere in me il desiderio, il mio sesso si stava bagnando... sentivo l'umido ...
La sua mano quasi avvertita dal mio pensiero, mi passò sotto la gonna, fra le gambe accarezzandole, soffermandosi sulle labbra del mio sesso, entrando... passando più volte sul clitoride con quel suo dito...
Ora il suo respiro era sulla mia spalla... ora la mia lingua passava lenta sul lobo del suo orecchio..sul suo collo...
Di colpo sentii il rumore di una porta che si apriva, lei mi strinse a sè, quasi a proteggermi... vidi fra i suoi capelli passare un chierico.
Ci diede un occhiata, e tirò dritto verso il portone principale. Sentii il botto del portone che si richiudeva alle sue spalle.
Lei mi lasciò, si alzò... era di fronte a me ormai. Si era messa a gambe leggermente divaricate di fronte a me, appoggiata sulla spallina del banco che precedeva il mio.
Si alzò leggermente la gonna. Vidi il pizzo delle autoreggenti, che le ricamava il chiarore delle gambe. Alzò ancora di più... era senza biancheria... il suo sesso, completamente depilato, era li davanti a me... pulsava, aspettava che lo toccassi, che lo accarezzassi..
Io aspettavo un suo ordine, un suo cenno...
Lei mi prese la testa fra le sue mani, mi accarezzò i capelli... e cominciò a tirarmi a sè...
Mi inginocchiai ai suoi piedi... quasi mi incastrai sotto la panca... la mia testa era fra le sue gambe...
alzai il viso... mi trovai fra il suo sesso.. caldo, profumato...
La mia lingua uscì dalle labbra come spinta da un impulso animalesco... cominciai a leccarla, cominciai a leccare quel suo caldo piacere che scorreva fra le labbra... mordicchiavo il suo clitoride e poi lo accarezzavo, lo succhiavo...
Il respiro mi si faceva sempre più stretto, mi mancava l'aria... sentivo il calore salirmi dal ventre e pervadermi tutta.
Sentivo le sue gambe che si stringevano sul mio capo, il suo corpo muoversi, offrirmi il suo sesso... Le mie mani cercavano di accarezzarla... le mie dita cercavano di entrare nei suoi buchi...
Era lì... era mia... la stavo facendo godere... sentivo il calore del suo corpo, le contrazioni dei suoi muscoli, la voglia che usciva a gemiti soffocati dalle sue labbra...
Cominciai a penetrarla nell'ano... le mie dita entravano, si soffermavano... accarezzavano le pareti interne... la mia lingua giocava fra le sue labbra...
Sentii un lampo scuoterla, un gemito... e il suo piacere farsi copioso sul mio viso... l'orgasmo l'aveva liberata dal fuoco del suo desiderio...
Ritta davanti a me ... con il viso arrossato... lo sguardo languido... la osservavo ancora infuocata dal desiderio...
Mi prese per le mani, mi fece alzare... e quando ero dritta davanti a lei... mi baciò.. sentii la sua lingua rincorrere la mia... cercare il suo piacere sul mio viso... scorrermi sul viso... avvicinarsi al mio orecchio... "Vai al confessionale... aprilo... qualcuno ti aspetta...".
Mi baciò il collo, si scostò. Aggiustò la gonna e ... con un sorriso mi fece un cenno come ad incoraggiarmi.
Si girò e, si avviò verso la porta principale. Il velo le si muoveva sinuoso con il muoversi del suo corpo... ora lei era ancor più desiderabile per me... un pensiero... ora dovevo obbedire... qualcuno mi aspettava...
Cominciai a dirigermi al confessionale. Non vedevo assolutamente nessuno.. la porticina da cui accedeva il sacerdote era leggermente scostata, ma non sembrava comunque esserci nessuno...
Non sapendo esattamente cosa dovevo fare, mi inginocchiai ad un lato e aspettai...
Dalla grata sentii il rumore dello spioncino che si apriva... "Entra svelta.".
Era la sua voce.
Mi alzai e aprii la porta del confessionale. C'era lui seduto sulla panca che mi guardava: "Ciao piccola, piaciuto?". Si alzò e mi tirò verso l'interno, richiudendo alle mie spalle la porticina.
Il posto era angusto. Sentivo il suo respiro su di me, le sue mani su di me... Ero li il mio corpo contro il suo, il mio corpo era il suo... Ad un tratto lo sentii prendermi i polsi e agganciarli con delle manette... un brivido ... forse il freddo metallo o forse... che sarebbe successo?
Nell'oscurità del confessionale io non lo vedevo, vedevo solo un'ombra che lavorava su di me, un corpo che scaldava il mio, un pensiero che si perdeva nell'attesa del piacere...
Mi spinse verso una parete laterale. Sentivo la sua mano salire in mezzo alle mie gambe... cercare il mio sesso bagnato... accarezzarlo...
"Quanto è bagnata la mia cagna... vedo che lavorare ti fa bene... ti piaceva la mia amichetta?...".
"Che amichetta? Fino a che punto amichetta?". Per fortuna lo pensai soltanto ... dannata gelosia... dovevo stare calma... lui era li con me... ora.
"Si Padrone... grazie per la sorpresa... ".
Mi prese con le mani sulle mie spalle e mi fece inginocchiare. La mia testa ora premeva contro il suo ventre, sotto i pantaloni sentivo il suo sesso... sentivo la sua voglia...
La lampo scese e... il suo sesso esplose sul mio volto... Era caldo e duro... la mia lingua sentì le prime gocce del suo piacere sul glande... come rugiada appoggiata sopra una rosa... la rosa del mio Padrone...
Poi lo infilai in bocca... e cominciai a succhiarlo... sentivo le sue mani sulla mia testa, mi premevano contro il suo ventre... come l'amica sconosciuta traeva piacere dalla mia bocca... usava la sua schiava come una troia.
"Alzati ora cagna e girati contro la parete...". Mi alzai e mi voltai con la faccia verso la parete laterale. Lui mi alzò la gonna fino in vita, fermandola nella cintura, prese la mia gamba e l'alzò fino a far appoggiare il piede sulla panca, in questo modo ora ero completamente aperta al suo gioco...
Cominciò a passarmi la mano sul mio sesso, quasi ad accarezzarlo, quasi a controllare il mio calore... mentre sentivo l'altra corrermi sul seno, strizzare il mio capezzolo...
La mia bocca restava chiusa, solo un sordo mugolio, un impercettibile suono... avevo timore di far arrivare qualcuno... dovevo stare zitta... dovevo fare la brava bambina...
Le sue dita entravano e uscivano dai miei buchi... il mio ventre era diventato il centro del mio essere, la mia coscienza non c'era più... l'unico pensiero era di donargli il piacere... di sentirmi prendere da lui... di ricevere da lui la liberazione dalla catena che ora ammorbava il mio corpo... di liberarmi nel piacere...
Ad un tratto... sento il suo sesso penetrarmi ... nell'ano... forte, senza esitazione... senza pietà...
"Cagna fa godere il tuo Padrone....". Nel contempo la sua mano prende il mio clitoride e lo schiaccia... lo lascia ... lo accarezza... lo schiaccia ... senza sequenzialità... senza pietà....Dalle mie labbra solo un gemito... un sibilo... un... "Grazie Padrone...".
Ora lui mi sta usando, ora io sono sua... sono la sua cagna. la sua troia, ... sono al centro delle sue attenzioni...
Il clitoride mi duole, ma continuo a bagnarmi... non so quanto resisterò... lui accelera il movimento delle dita... il mio corpo non risponde più... mi lascio andare al piacere... mi abbandono sulla sua mano...
Con quella stessa mano mi chiude la bocca... sento l'odore dolciastro del mio piacere... sento che accelera la penetrazione, sento il suo sesso entrare più a fondo...
Il movimento si fa più intenso, più deciso... e finalmente il mio Padrone mi dona il suo piacere... lo sento colare fra le mie natiche... sento il suo profumo...
Mi gira e mi fa inginocchiare davanti a lui... devo ripulirlo... devo rendere pulito colui che mi ha donato tanto di sè... lui è il mio Signore...
Quando ho finito, mi rialza, e mi libera dalle manette... mi bacia non più come una slave ma ora come un uomo bacia la sua donna... "Sei stata brava cucciola... ora vai... ci vediamo al solito posto.".
Mi metto in ordine la gonna, esco dal confessionale.
Giro la testa.. ma non riesco più a vederlo, la porticina si è richiusa.
La porta principale è ormai vicina... non pensavo mai qui.. non l'avrei mai pensato... è capitato... sento ancora il suo piacere fra le mie natiche. A mente fredda mi pare di aver superato un po' i limiti... ma sono sicura che anche lassù avranno chiuso un occhio per stavolta...
Chissà magari... avranno anche sorriso...