Alessandra è la sorella di Andrea; Andrea è stato il mio compagno di sventure (liceali) per 5 lunghi anni. Alessandra è la ragazza di Antonio; Antonio è un mio amico da tanto.. Alessandra è tutto quello che si può desiderare da una ragazza; Alessandra è quello che io ho sempre desiderato..
Ora Alessandra è davanti a me e mi guarda con gli occhi della femmina che è dentro di lei. Alessandra ha voglia di me, sento l'odore che sprigiona il suo sesso, l'odore dell'eccitazione..
Alessandra è coperta da un reggiseno bianco di pizzo che trattiene a stento i suoi seni sormontati dai capezzoli inturgiditi; capezzoli che ho cercato con lo sguardo ogni volta che l'ho incontrata. Alessandra portava delle calze velate bianche..ora non le ha più indosso.. Alessandra ha un tanga di seta bianco che non fa nulla per nascondere le perfette rotondità del suo sedere e le colline umide che fanno capolino a sud del monte di venere; colline che volevo possedere da tanto tempo.
Alessandra è truccata perfettamente, come se l'avesse fatto da poco e non chissà da quante ore... Alessandra porta i capelli legati in una coda che le lasciano libero il viso. Alessandra ha un viso semplice, dominato da una bocca corallina; una bocca che ho sempre sognato di baciare.
Alessandra aveva indosso un vestito nero; ora il vestito nero ci guarda dall'uscio della stanza. Alessandra era tornata a casa con il suo ragazzo Antonio; Antonio si era unito a noi per il poker. Alessandra mi aveva guardato negli occhi; occhi che ora sono riempiti dal suo corpo. Alessandra mi aveva sussurrato parole chiare, esplicite; parole che solo nei miei sogni avevano avuto vita. Alessandra aveva distrattamente appoggiato i suoi seni su di me; seni che per la prima volta nella mia vita sto per vedere nudi. Alessandra si era seduta accanto a me e aveva fatto di tutto per distrarmi dal poker con i ragazzi; poker che ora stanno continuando senza di me. Alessandra aveva chiesto se qualcuno di noi 5 le avrebbe dato una mano a lavare i piatti; piatti che le nostre mani non hanno nemmeno sfiorato. Alessandra mi era saltata addosso appena eravamo giunti nell'altra stanza; stanza che sarà il palcoscenico della nostra voglia. Alessandra aveva cercato la mia lingua con la sua; lingua che l'aveva accolta come il sopraggiungere di un profeta. Alessandra aveva guidato la mia mano verso la sua intimità; intimità che voglio violare più di ogni altra cosa..
Alessandra si slaccerà il reggiseno e lo farà cadere; reggiseno impregnato ancora del suo profumo. Alessandra farà scivolare quel triangolino bianco mostrandomi il sesso allagato; sesso che colmerò con tutta la forza che ho in corpo. Alessandra si avvicinerà a me e slacciandomi i pantaloni mi denuderà il membro; membro che punterà teso verso di lei.
Alessandra si impalerà su di me togliendomi il fiato; fiato che sibilerà "Alessandra; Alessandra."
Alessandra avrà un orgasmo devastante; orgasmo paragonabile solo a quello che avrò io.