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Fidati di me
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Titolo:
Fidati di me |
Autore:
Trykel |
Contatto:
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Racconto
n° 2641 |
Altri
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Si erano conosciute a cena da amici comuni, subito era scattata tra di loro una reciproca simpatia sfociata qualche giorno dopo in una cena a casa sua.
Francesca si era lasciata un matrimonio alle spalle e da circa tre anni viveva da single in un appartamento in periferia. Profondamente delusa dalla vita coniugale aveva deciso di comune accordo con il suo ex marito la separazione, ottenendo la proprietà della casa in cui vivevano. Lavoro a parte, l’unica distrazione erano i film hard che Francesca guardava nell’intimità delle sue solitarie serate. Erano film di sole donne che Francesca aveva imparato a scaricare abusivamente da internet. Non aveva mai avuto rapporti sessuali con altre donne, ma da quando guardava quel genere di film si eccitava e si toccava fino a procurarsi l’orgasmo. A trentacinque anni suonati il suo desiderio più grande era di avere una relazione con una donna.
Forse l’occasione tanto attesa era finalmente arrivata. Francesca non era sicura che Giorgia fosse lesbica, però, gli sguardi scambiati a quella cena, lo status di single e qualche pettegolezzo raccolto al riguardo, davano a Francesca la speranza che qualcosa nella sua vita potesse cambiare. Così, terminata la cena a casa sua, Francesca propose a Giorgia di guardare insieme a lei un film. Accese il suo notebook lo collegò al televisore e trattenne il respiro. Quando il film iniziò divenne rossa dalla vergogna, non aveva il coraggio di guardare Giorgia negli occhi. La sua amica al contrario era perfettamente a suo agio, tanto da complimentarsi con lei per la scelta del film. Era andata. La vergogna lasciò il posto all’eccitazione. Era andata, ma ora?
Giorgia guardò il film fino alla fine senza tradire particolari emozioni, mentre Francesca era eccitatissima e sul punto di saltare addosso alla sua amica. Al termine Giorgia si alzò, prese il suo cappotto e salutò Francesca. Prima di uscire però si rivolse a Francesca e sorridendo disse: -Credo che ci rivedremo presto- Attirò Francesca vicino a sé e la baciò in bocca cogliendo di sorpresa Francesca, convinta ormai di aver fatto solo un brutta figura.
Giorgia non si fece più sentire. Francesca, ancora con il ricordo di quel fugace bacio, non si dava pace. Provò anche a chiamarla sul cellulare, senza però ottenere risposta. Cos'era successo? Perché quel silenzio da parte di Giorgia, era forse successo qualcosa di grave? Oppure, molto semplicemente lei si era illusa di poter iniziare un rapporto con Giorgia?
Trascorse un lunghissimo mese, poi un sabato mattina il cellulare squillò, stancamente Francesca frugò nella sua borsetta alla ricerca del telefono, il cuore iniziò a battere all'impazzata sul display comparve il nome di "Giorgia".
Avrebbe voluto dirle mille cose, ma quando aprì la comunicazione rimase in silenzio per paura di sbagliare, dopo tutto Giorgia non aveva mai risposto alle sue telefonate sul cellulare quindi qualcosa doveva essere successo. -Pronto- -Ciao Francesca sono Giorgia, vestiti e scendi in strada, c'è un' alfa romeo nera che ti sta aspettando, fidati di me-
Giorgia aveva riattaccato dopo aver pronunciato quelle parole [fidati di me] che ora rimbalzavano come una pallina nella testa di Francesca. Ancora con il cellulare in mano, si avvicinò alla finestra che dava sulla strada, [fidati di me], parcheggiata al lato del marciapiede c'era un'alfa romeo [fidati di me] nera.
Perché quella telefonata? Doveva accettare oppure lasciare perdere?
Decise d'istinto, si vestì velocemente senza badare a quello che stava mettendo, ma con in testa ancora quelle parole [fidati di me]. Scese le scale ed uscì dal portone. Si avvicinò alla macchina, al sedile di guida era seduta una donna, che non conosceva, non fu necessario parlare perché la donna al volante scese ed aprì la portiera posteriore e sempre senza parlare fece cenno a Francesca di entrare [fidati di me], Francesca entrò...
La macchina abbandonò la città e dopo quasi un ora raggiunse una villa bellissima immersa in un enorme parco, passò il cancello che si aprì automaticamente e parcheggiò nel cortile antistante il porticato d'ingresso.
La donna alla guida scese per aprire la portiera a Francesca che scese a sua volta. Come prima, senza proferire parola, la donna fece cenno a Francesca di entrare. La porta era aperta, ma dov'era Giorgia ? [fidati di me] Varcò la soglia che introduceva un enorme salone. Le si fece incontro un'altra donna, anche questa non si presentò, ma le prese il cappotto e la sciarpa e le indicò una porta alla sua destra, -prego la stanno aspettando-
Prego la stanno aspettando? Francesca era confusa, quelle due donne, quella casa, quella situazione misteriosa in cui si era venuta a trovare [fidati di me], scaccio tutti i dubbi ed entrò nella porta indicata dalla donna.
Rimase senza fiato, la stanza era molto grande, non aveva finestre ed aveva le pareti dipinte di rosa, nel lato più lontano appeso alla parete vi era un monitor grandissimo, Francesca non ne aveva mai visti di così grandi. Al centro della sala, in piedi, c'era un gruppo di donne ed in mezzo a loro Giorgia. Il gruppo di donne la stava fissando, no, forse era qualcosa di più, la stavano divorando con gli occhi, Francesca si sentiva come soffocata dentro ai suoi vestiti, stritolata da quegli sguardi penetranti. Aveva paura.
Giorgia le fece un sorriso, immediatamente Francesca si tranquillizzo ed avanzò verso il gruppo di donne, Giorgia le andò incontro e, quando le fu vicino, l'abbracciò calorosamente e le sussurrò all'orecchio: -Fidati di me.-
Dopo quelle parole Giorgia iniziò a baciare Francesca che inizialmente non ricambiò e tenne le labbra serrate. Era in imbarazzo per le altre donne che la stavano guardando [fidati di me], ma alla fine si lasciò andare ed aprì la sua bocca a quella di Giorgia. La lingua di Giorgia scivolò nella bocca di Francesca e prese il sopravvento, Francesca si abbandonò e si lasciò trasportare da quel bacio cercando con il suo corpo il contatto con il corpo della sua amica. Le luci si spensero, e sul monitor appeso alla parete iniziò un film, Francesca lo conosceva bene, era il film che aveva visto dopo la cena a casa sua.
-Fidati di me- questa volta le parole non venivano dalla sua testa, ma erano state pronunciate da Giorgia, che smise di baciare Francesca e si allontanò di alcuni passi, lasciando passare le donne che dal centro della sala si erano avvicinate a loro.
Francesca sentì un numero indefinito di mani che lentamente iniziarono ad esplorare il suo corpo, [fidati di me] sulle cosce, sui seni, sul viso, nei capelli, sulla pancia e sulle natiche. Era in piedi in mezzo a quelle donne bellissime che la stavano eccitando. Sentì una lingua strisciare sul collo, mentre le mani che le stavano palpando i seni si fecero più intraprendenti ed incominciarono a stuzzicare i capezzoli che erano già duri come il marmo. Francesca si stava lasciando andare in mezzo a quelle donne che la stavano scoprendo a poco a poco, era incredula per quello che le stava accadendo. Una lingua arrivò sulla sua bocca e chiedeva di entrare, aprì la sua bocca ed iniziò a ricambiare. Le donne intorno a lei erano eccitatissime e si fecero più irruenti, Francesca perse quasi l’equilibrio ma stretta com’era fra quei corpi rimase in piedi. A turno infilarono le loro lingue nella bocca di Francesca ognuna di loro voleva la sua parte. Nel film che stava scorrendo sul monitor appeso alla parete la scena (che Francesca conosceva molto bene) era la stessa che stava vivendo in prima persona e finalmente iniziò a capire.
Era eccitata e lo erano anche le donne intorno a lei, ma ora voleva di più. I suoi seni e le sue gambe erano continuamente palpati, la sua lingua non si era fermata un istante e in quella calca cercava di aprire il più possibile le gambe perché qualcuna di loro potesse infilarvi una mano ed incominciare a farla godere, sì, ora voleva godere senza freni e senza inibizioni. Ma perché nessuna di loro la toccava in mezzo alle gambe, perché quelle mani e quelle lingue la evitavano proprio dove avrebbe avuto il massimo del piacere? Giorgia, che fino a quel momento era rimasta in disparte, si avvicinò a quel groviglio di corpi, le donne intorno a Francesca si aprirono a ventaglio, due di loro si misero alle spalle di Francesca tenendole ciascuna un braccio, Giorgia si avvicinò guardandola negli occhi e pregustando il piacere che di lì a poco le avrebbe procurato. Quella mattina Francesca aveva indossato una vecchia gonna marrone ed una camicetta bianca, che ora era tutta stropicciata e fuori dalla gonna stessa. Appena Giorgia le fu vicina le mise una mano sulla coscia e, sempre guardandola negli occhi, iniziò a salire. Altre due donne si inginocchiarono e tennero larghe le gambe di Francesca. Davanti a lei il monitor trasmetteva la stessa scena, aveva capito, Giorgia le stava facendo rivivere le stesse scene del film e lei sapeva benissimo cosa sarebbe successo di lì a poco. Le gambe erano divaricate e tenute ferme dalle due donne quanto la gonna consentiva, mentre la mano di Giorgia stava risalendo lentamente verso la sua fica bagnata e pronta a quel contatto: erano istanti interminabili, il tempo sembrava essersi fermato. Gli occhi dell’una erano fissi nell’altra quando finalmente la mano di Giorgia raggiunse le mutandine fradice di Francesca che in quel momento chiuse gli occhi per godersi appieno quella situazione. Le dita si fecero largo fra le mutandine raggiungendo il punto più intimo di Francesca ed iniziando a toccare con movimenti esperti le grandi labbra ed il clitoride. La mano libera di Giorgia passo dietro la nuca di Francesca così da attirare la sua bocca vicino e, quasi a zittire i mugolii di piacere dell'amica, iniziò a baciarla con la lingua. Era tutto come il film della prima sera, lei era la protagonista della storia nella sua prima esperienza lesbica dopo la separazione dal marito, in quel mare di piacere aveva perso ogni inibizione e controllo, prima le mani, le lingue ed i corpi di quelle donne, ora la sua amica che la tormentava di piacere e poi quel film, già quel film. Cosa sarebbe successo adesso, lo sapeva benissimo.
Giorgia tolse la mano dalle parti intime della sua amica, le dita erano fradice degli umori di Francesca, le annusò e poi gliele mise davanti alla bocca, inizialmente Francesca resistette, non voleva aprire la bocca, ma poi bastò una leggera pressione della sua amica perché la bocca si spalancasse, anche nel film c’era la stessa scena e proprio in quel momento. Succhio le dita dell’amica, bagnate dei suoi umori. Sembrava che Giorgia avesse pensato a tutto calcolando anche i tempi.
Le altre donne che le stavano tenendo le braccia e le gambe, e che in qualche modo la stavano sorreggendo, all’unisono la sollevarono e la portarono sul letto accanto alla parete di destra che fino a quel momento non aveva neanche notato. Quanto tempo era trascorso? Aveva perso la cognizione del tempo, si ricordava che la prima scena durava circa mezzora, possibile che fosse trascorso così tanto tempo?
Venne adagiata delicatamente sul letto poi una delle donne si posizionò dietro di lei seduta sul letto con le gambe divaricate, accogliendo la nuca di Francesca in mezzo alle sue cosce, esattamente come nel film.
Due delle altre donne iniziarono a togliere la camicetta di Francesca liberandole i seni dal reggiseno, poi fu la volta della gonna e delle mutandine. Era completamente nuda, sapeva che ora la sua amica l’avrebbe leccata in mezzo alle gambe fino a procuragli un nuovo orgasmo mentre le altre donne si sarebbero occupate della sua bocca e dei suoi seni.
Infatti Giorgia prese posizione davanti a lei ed iniziò a passare la lingua sulle sue cosce, sembrava un formichiere, aveva una lingua lunghissima e calda che sapeva muovere con maestria. Come prima non andò subito a cercare la sua parte intima, ma la raggiunse senza fretta leccandola prima intorno e facendo divampare l’eccitazione di Francesca. In gola aveva una lingua famelica che la stava limonando con forza quasi a volerla soffocare mentre sui capezzoli altrettante lingue la stavano mordicchiando provocandole dei brividi intensi, ma niente di paragonabile a quando Giorgia finalmente raggiunse il suo clitoride. Il godimento intenso e continuo che provava era un’esperienza nuova per lei, la bocca della sua amica le stava mangiando il suo sesso ed era di nuovo sul punto di esplodere, “attaccata” com’era da quattro fronti. L’orgasmo arrivò impetuoso talmente forte da farla sussultare ed inarcare la schiena, “liberandosi” della donna che la stava baciando in bocca. Le quattro donne non si fermarono subito, ma smisero lentamente quasi assecondando i suoi sussulti che stavano terminando. Giorgia si alzò sulle ginocchia e si stese sul corpo dell’amica fissandola negli occhi e baciandola delicatamente sulla fronte le disse: “fine primo tempo”.
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