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Oggi no
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Titolo:
Oggi no |
Autore:
Mara |
Contatto:
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Racconto
n° 265 |
Altri
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"Vai su e fatti un bagno. E non uscire dalla vasca fino a che non vengo io. Capito cagna?". "Si Padrone... ". Non capisco cosa vuole non riesco a capirlo. Ma lo faccio. Perchè io devo andare a farmi un bagno e lei resta con lui... Cosa avrà in mente... Mi girò e salgo la scala. "Giù .. offriti al tuo Padrone... avanti... allargati...". Li sento... io devo fare ciò che lui mi ha chiesto. Cominciò a far scendere l'acqua, mi siedo sul bordo. Per non pensare comincio a far scivolare nell'acqua a gocce il bagno schiuma. Un giochino che facevo da bambina.. un giochino... Ricordo che da bambina avevo un'altro giochino che preferivo. Facevo appoggiare una sedia per terra, quelle belle sedie di legno.. poi salivo a cavalcioni sulla sua gamba, alzavo il grembiulino e incominciavo a fregargli contro il mio sesso. Chi mi vedeva pensava volessi giocare ad andare a cavallo e io glielo lasciavo credere... mentre invece sognavo di essere una prigioniera, in una torre splendida, alla quale il suo carceriere potesse chiedere di tutto... anche se ancora non sapevo cosa fosse il tutto... oppure altra scena era quella di me.. posta in vendita su di un teatro.. un vero mercato delle schiave... e pensare che manco sapevo esattamente cosa fosse il sesso, figuriamoci il sadomaso... L'acqua scende e i pensieri corrono. Sento la frusta che sciocca, sento le urla e i gemiti, e vorrei essere io al posto suo, vorrei dare io quel piacere al mio Padrone. Ma mi è stato negato per il momento. Ora devo solo entrare nell'acqua. Che piacevole sensazione l'acqua... Sembra di ritornare per un momento ad un mondo pulito, senza pensieri, senza nessuna gelosia... Le mie mano scivolano veloci sul mio corpo, devo stare attenta a non toccarmi, anche se sto morendo dalla voglia, dalla voglia di sentire vibrare il mio corpo. Di sentire lui che mi prende. Pensieri non da schiava attraversano la mia mente, pensieri da donna, pensieri di lui... Aspetto... in quell'acqua, aspetto di rinascere con lui... ma cosa aspetto veramente? Una sottile paura mi attraversa la mente, ma è un attimo. Eccolo. Mi si avvicina. Sento l'odore di lei sul suo sesso. E' dolce. Le sue labbra sfiorano senza toccarle le mie, io cerco di leccarle con la lingua, me lo nega... "Alzati cagna, non asciugarti e seguimi.". Continuo a non capire, ma lo faccio. Le gocce d'acqua colano dal mio corpo sul pavimento, segnando il mio cammino. Lui davanti a me, non mi guarda, non mi incoraggia, non è come le altre volte. Che succederà... Arrivati nella camera vedo lei legata sul letto. E' una bella ragazza. La sua chioma bionda le copre un poco la schiena, sotto il suo ventre lui ha messo due cuscini, cosi che il suo sesso e il suo sedere siano sporti il massimo possibile... vedo che nel suo ano è stato inserito un fallo di gomma. "Fai la brava... sai che tu sei la mia puttana, e le puttane fanno tutto quello che gli ordina il loro padrone.. ". "Certo padrone lo sai che per te lo faccio...". "Leccala, eccitala per me. Avanti puttana fallo.". Sento freddo, l'acqua che ho ancora sul mio corpo si sta raffreddando e mi da brividi di freddo. L'unica parte calda del mio corpo è restata il mio sesso, nonostante non capisco, nonostante non so cosa voglia da me il mio padrone... il mio sesso è caldo, pronto, voglioso di lui... Sento che stanno scivolando fuori di me alcune gocce di piacere, mi rigano le gambe... Mi chino su di lei, le apro la figa, e comincio a leccarla. La mia lingua scorre fra le labbra del suo sesso gonfio. Le passo le mani sulle natiche rigate dalla frusta, ... che strana sensazione... la gelosia di prima è sparita... ora sento solo una voglia di lei, una voglia di prenderla, una voglia di coccolarla... La lingua passa e ripassa sul clitoride duro, la bocca lo chiude sfiorandolo con i denti quasi una presa senza dolore, lo succhia, poi la lingua ricomincia ... scorre ed entra nel suo buchetto... che dolce sapore che sprigiona, la sento fremere fra le mie mani, sento il suo corpo caldo che vuole che la prenda, mi chiede di essere presa... La mia mano sfiora il fallo, lo muove, lo scuote leggermente dentro il suo ano... il suo ventre comincia a muoversi... sento i suoi gemiti soffocati... deve avere il bavaglio. Le sue gambe mi premono contro la testa, non vogliono che mi distolga. "Basta, cagna. Non devi avere il suo piacere, quello è mio ricorda.". Ora lui è in piedi davanti a me, mi sta mettendo le polsiere, si china e mi mette le cavigliere. Lei geme ancora ... nell'attesa. Io sto colando... i miei capezzoli cercano il contatto con le sue dita, cercano ... e ancora non lo trovano... Mi sta legando al palo.. gambe divaricate, natiche aperte e braccia appese in alto. Sento vibrare la frusta. La sento nell'aria. Un attimo. E' sulla mia schiena. Forte, senza pietà. Sento la durezza del contatto. L'acqua deve aver dilatato i pori della pelle, reso la mia sensibilità al massimo livello... Altri colpi si alternano sulla mia schiena, altri gemiti escono dalle mie labbra... altre implorazioni... ma non esiste pietà oggi.. non esiste limite... La testa mi sta scoppiando, la schiena è un fuoco... D'improvviso, come era cominciato tutto finisce, mi lascio andare ... le braccia mi sorreggono al palo, mi dolgono ma non riesco a non accasciarmi... Lui parla al mio orecchio, lui parla io non sento... "Scusa Padrone, non ho capito...". "Alzati cagna, voglio che dai piacere alla tua amichetta.". Mi rimetto in piedi, lui mi sgancia dal palo. Non mi tocca, non mi tocca... perchè... Mi gira, mi prende i polsi e me li aggancia sulla schiena. Bramo le sue mani, desidero la sua bocca, me la nega... traggo emozioni solo dalle sue dita che lavorano sui miei polsi, rubo ad esse ciò che mi manca oggi... Ora lui è su di lei, con la lingua le passa la schiena, scende fino al punto dove cominciano le sue natiche, una mano è già fra il suo sesso, lo sta accarezzando, lei geme... conosco quel gemito... non le sta strizzando il clitoride... lo sta accarezzando... l'altra le estrae dolcemente il fallo. "Ora avrai il mio cagnetta.". Ora avrà il suo... e io? La sta sciogliendo, la gira. la tira a sè. Non le toglie il bavaglio. La bacia sul seno. "Vieni cagna sdraiati svelta, la faccia dalla parte dei piedi. Veloce non amo aspettare lo sai.". Manco mi aiuta, con le mani legate dietro la schiena, sembrò un verme che si dimena. Faccio ciò che lui mi ha chiesto. Che vorrà. La riporta sopra il letto, gambe larghe su di me. Vedo il suo sesso aperto. E' gonfio, rosso, pulsa. Desidera il piacere e lo dà solo guardandolo. Il suo ano è ancora leggermente aperto, la pelle intorno è arrossata... non ha usato certamente nulla per agevolare la penetrazione di quel fallo... "Chinati su di lei, è la mia cagna ti farà provare piacere...". Vedo il suo sesso farsi sempre più vicino, più grande, la sento esitare... quasi indietreggiare... Lui la prende per i fianchi e l'appoggia sulla mia faccia... "Avanti cagna lecca la mia troia... falla eccitare per me.". Io comincio a leccarla, a perdermi nel suo sesso, respiro il suo piacere. Lui la alza leggermente, le infila un dito nell'ano. Lei tenta di avanzare, la blocca. Dalla sua bocca sempre bloccata... solo gemiti e mugolii... "Brava, ora sei pronta a ricevere il premio del tuo Padrone... ora sei bella aperta, ricorda non devi farmi far fatica, altrimenti la punizione sarà tremenda. Vedo il suo cazzo penetragli nell'ano, aprirlo senza fatica, prenderla fino in fondo.. un attimo... mi fermo... il mio sesso sta per scoppiare, vorrebbe essere almeno toccato, sfiorato... La sua testa è così vicino... basterebbe che alzassi un po' il bacino e le sfiorerei il mento. Lui capisce. La strattona per il collare, le fa penetrare ancora di più il suo cazzo. "Avanti puttana, non sento la tua lingua. Non pensare di toccarti o di farti toccare... non azzardarti il tuo piacere è mio e spetta a me decidere se dartelo o no.". O ... no... oggi sarebbe stato no... cavolo sto scoppiando. Ricomincio a passare la lingua, mentre i loro movimenti si fanno più convulsi, più forti. Mi sento stretta fra le gambe di lei... i loro umori si sono confusi, si mescolano sulla mia lingua. Non sento altro che il loro piacere, la loro voglia... Sento lei gemere forte, la sento vibrare... mi bagna la faccia con il suo nettare... sento le sue gambe allentare la presa, ma la violenza di lui non cessa. Continua a prenderla, sempre più forte, con la mano le preme sempre il clitoride... Ora lo sento esplodere in lei... Mi fermo... aspetto che da quel buchetto cosi maltrattato esca il suo piacere... so che devo pulire... La mia lingua passa sul suo sesso, lungo quel canaletto... apro la bocca... il Padrone fa scivolare fuori il suo cazzo bagnato che me la riempie. "Pulisci il tuo Padrone cagna.". Glielo passo svelta... consapevole che quello è l'unico regalo che oggi riceverò. Lui si stacca da me. "Pulitevi e vestitevi, abbiamo altre cose da fare... cagnette.". E guardandomi... "Non toccarti, non lo voglio. Voglio sentire per tutto il giorno il tuo calore, la tua voglia... voglio vederti morire ai miei piedi per implorarmi di concederti il piacere come una cagna sempre in calore." Non oso neppure alzare gli occhi... lui esce. Nel frattempo lei si era alzata, aveva tolto il bavaglio e ora mi sta aiutando ad alzarmi e mi sgancia le polsiere. Ci guardiamo. Lo so che non devo, ma... non riesco a non farlo. La prendo fra le braccia e la bacio... un bacio solo. Sento il suo seno caldo sul mio, le sue labbra umide sulle mie... la sua lingua lecca il piacere che mi è rimasto ancora addosso... un bacio e basta. Dalla porta, un Padrone... guarda.
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