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Seduzione è potere
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Titolo:
Seduzione è potere |
Autore:
Trovel (Nadia) |
Contatto:
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Racconto
n° 2659 |
Altri
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Da qualche giorno, tra un gossip e un varietà, riflettevo su quanto possa essere semplice avere il mondo ai piedi, con qualche piccola astuzia estetica. Gli uomini sono sensibilissimi all’apparenza di una donna ed alla sua sensualità, e con quest’arma si potrebbe, pensavo, ottenere molto. Non intendo dire che bisogna scendere a compromessi, questo mai, mai il mio corpo in pasto a qualcuno per ottenere favori, obiettivi, successo. Ma gli stessi fini si possono raggiungere con il minimo sforzo. Quella mattina mi svegliai turbata da un delirio di onnipotenza. Volevo misurare la mia forza, volevo capire le dimensioni del mio arsenale, volevo misurarmi, e vincere, col mondo. Mi depilai con accuratezza. Mi misi smalto bordeaux, contorno labbra e rimmel. Poi indossai un tanga in pelle nera elasticizzata. Quindi un reggiseno a balconcino che mettesse in bella mostra i già vistosi seni tondi e duri, rifatti, misura terza. Quindi una camicetta attillatissima, coi bottoni che a fatica contenevano le bocce che volevano esplodere. Poi una gonna cortissima, grigia, elasticizzata, per evidenziare e fasciare il mio sodo culetto tondo. Come se non bastasse, la minigonna recava uno spacco apposito, per far intravedere il gancetto del reggicalze. Calze velate ben elasticizzate ovviamente, perché amo la precisione, tutto deve restare al suo posto, senza sbavature. Giacchetta corta, stretta e aperta, in tinta con la minigonna. E finalmente le scarpe. Per non apparire troppo aristocratica, ho voluto dare un tocco di freschezza, con un bel paio di stivali in pelle nera stretti fino a sotto il ginocchio, appuntiti, e con tacco a spillo da 13 cm! Esco di casa. Gli sguardi tutti su di me. Primo risultato: sono al centro dell’attenzione, ho rubato la scena!!! Gli uomini mi scrutano storditi. Sono tutti così docili, accondiscendenti, gentili e servizievoli... Cammino ancheggiando leggermente. Il traffico impazzisce, i pedoni cambiano traiettoria. Passo dalla banca. Lo sportellista ignora la coda e mi fa passare dal retro raggiungendomi e domandando se può essermi utile. Mai fatto tanto in fretta in banca! Arrivo al lavoro, in macchina. Il parcheggiatore mi omaggia di un intero giorno di tagliandini per il posteggio. Mentre cammino controllo che la microgonna non salga troppo... Bisogna dare, sì, ma non troppo, non tutto. Al bar dell’ufficio mi viene ovviamente offerta la colazione. Ed ecco il test più importante: il mio capo. Mi seggo davanti alla sua scrivania, come ogni giorno, per il programma dei lavori. Sedendomi, la minigonna sale leggermente, e si vede la banda velata più in scuro delle calze. Il reggicalze è ormai palese, è a vista, e anche volendo non riuscirei a contenerlo. Mi vergogno un po’, ma subito noto i toni cortesi del capo. Lo vedo arrossire, e prendo coraggio. Accavallo le cosce, in un trionfo di esibizionismo sfrontato ed irriverente. Il mio capo non connette più, parla con voce tremante e sbircia dappertutto. Non sa più se guardare le cosce o le tette che fremono, e spingono forte sotto la camicetta. Lui per un attimo si alza e va a chiudere la porta. Approfittando della sua distrazione, mi sgancio un bottone della camicia. Le mie bocce tonde e dure sono palesi, e si vede chiaramente il reggiseno a balconcino. Lui si risiede, mi guarda nuovamente e quasi gli viene un colpo. Ormai è in mio potere, e devo sfruttare il momento al meglio. Intavolo un discorso su un eventuale aumento di stipendio. Il terreno è fertile, lo vedo illuminarsi. Guadagno 1.200 euro, ed ero intenzionata a chiedere 200 euro in aumento. Ma lui mi precede, e mi offre 800 euro d’aumento. A quel punto capisco che il coltello dalla parte del manico ce l’ho io. Così mi alzo, mi sistemo la minigonna, mi giro e cammino verso la finestra, sculettando un po’. So che lui ha gli occhi stampati sul mio sedere. So quanto sono sinuosa, sexy ed attraente, perché mi sono guardata allo specchio prima di uscire. Su quei tacchi a spillo sto da Dio; mi sento bene, sicura di me, alta e con le gambe slanciate, affusolate e sode. Quindi mi giro, e rilancio. Ne voglio 1.200 che sommati ai 1.200 che prendo, fanno 2.400. A questo punto cerca di fare il furbetto, e di azzardare un corteggiamento facendomi capire che se io gli dessi qualcosa in cambio si potrebbe raggiungere l’accordo. Ma ormai sono superba, e gli dico che in cambio posso continuare a vestirmi così sexy, così ci si può lustrare gli occhi. E lui accetta, è ovvio, perché guardarmi così è un vero spettacolo, e ne vale un raddoppio dello stipendio. Non solo ma, per ringraziarmi, invece che una stretta di mano preferisce, in segno di adorazione e devozione, inginocchiarsi e baciarmi gli stivali. Da allora, tutti i giorni sono sempre più provocante, sfrontata e irriverente. Ho capito che sedurre vuol dire dominare, e se domini non devi scendere a compromessi. Provocare è il mio sport preferito. Provoco per non pagare multe, per ottenere favori, lavoretti gratis, vacanze meravigliose, automobili sportive... In cambio devo solo tenere ben rifornito il mio guardaroba, e fare un po’ di palestra (dove, ovviamente, non pago l’abbonamento). Parimenti, non pago più neppure l’affitto!!! Il mio capo sta letteralmente impazzendo, e spesso deve correre al bagno per masturbarsi (così come ormai fanno tutti i miei colleghi). Mi diverto come una matta, faccio shopping per trovare abiti e scarpe sempre più provocanti. Spesso anche quelli me li regalano. Quando mi provo un po’ di calzature, i commessi si eccitano e fanno follie e regali. In cambio tutti chiedono solo di potermi vedere spesso, e sbirciare. Qualche feticista schiavetto si offre spesso per servigi vari. Ho chi mi fa le pulizie, chi cucina, chi tiene in ordine il giardino... tutto gratis. E’ circolo virtuoso. Più non ci stai più si arrapano, più si arrapano più li domini. Ciao a tutti da Nadia (nickname Trovel). Scrivetemi...
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