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Finalmente
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Titolo:
Finalmente |
Autore:
Trykel |
Contatto:
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Racconto
n° 2660 |
Altri
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"Che donna !!!" pensò Claudia passandogli così vicina da sentire il suo profumo. Sembrava aristocratica e, da come era vestita, doveva essere anche molto ricca. Aveva lineamenti bellissimi e lunghi capelli biondi, era una donna desiderabile. Trentacinque o quarant'anni, pensò Claudia, ma purtroppo... Lei invece non era che una studentessa universitaria squattrinata e timida, molto timida. Claudia provava attrazione per le donne, ma a causa del suo carattere molto mite non aveva ancora avuto rapporti con loro. Ma nell'intimità della sua cameretta, di notte, prima di addormentarsi si liberava dalla sua timidezza e sognava appaganti rapporti sessuali con alcune delle sue compagne di università. Tutto restava nella sua mente, nelle sue fantasie. Quindi passò oltre, dirigendosi verso l'ingresso dell'università. - Scusa ragazza, questa è tua ? Era una voce molto forte, di una donna autoritaria. Claudia si voltò, la donna aristocratica teneva in mano la sua sciarpa e gliela stava porgendo. - Oh sì è mia... deve essermi caduta dalla tasca della giaccavento. - Tieni, è molto bella. - Oh sì grazie... non so come ringraziarla. Mentre diceva quelle parole, le sembrò di notare nella donna uno strano luccichio. Ora che la stava osservando da vicino, non potè fare a meno di confermare il giudizio frettoloso di prima: era una donna bellissima. Di fronte a lei si sentiva piccolissima, fragile e molto imbarazzata. Nella donna scattò qualcosa, come in un cacciatore che si avvicina alla preda... - Un modo ci sarebbe. Accompagnami a casa, io vivo sola e soffro di solitudine. Claudia rimase impietrita. Possibile che quella donna fosse così diretta? Cosa poteva volere da una studentessa come lei? - Allora cos'hai deciso? - Ma come, io devo andare all'università, non posso. - Fai come vuoi... sei stata tu a offrirti. Claudia era indecisa, ma guardando negli occhi quella donna misteriosa pensò di non avere niente da temere e poi cambiare routine per un giorno non avrebbe fatto male alla sua carriera universitaria. - Va bene, passiamo insieme la mattinata. - Vieni, ho la macchina parcheggiata qui vicino. Seguì la donna che si fermo vicino ad una BMW X5 nera, aprì la portiera ed entrò. Anche Claudia salì. Accese il motore e partì, dopo circa mezzora svoltò in un viottolo di sassi che portava ad una villa bellissima, invisibile dalla strada. I pensieri di Claudia erano un turbinio di sensazioni positive e di paure per l'ignoto verso cui era diretta. L'auto si fermò nel cortile della villa, scesero dalla macchina. - Ti piace? Come ti chiami non conosco il tuo nome. - Claudia e tu? - Mercedes, vieni entriamo. Entrarono nella villa, Claudia seguiva Mercedes che, appena entrata, si voltò per chiudere la porta. Erano vicinissime, Mercedes, che aveva appena chiuso la porta, cercò il contatto con il corpo di Claudia che, spinta, perse l'equilibrio e si dovette appoggiare alla porta. I loro sguardi s'incontrarono. Claudia aveva paura, sapeva che quello era il momento tanto desiderato, ma non aveva mai fatto niente se non con la fantasia. Poterlo fare con una donna così bella era un sogno che si materializzava. Erano entrambe in piedi, i vestiti invernali ancora addosso, Mercedes cercò subito la bocca di Claudia prima con le dita e poi, appena riuscì a farsi breccia, vi infilò subito la lingua. Era una donna molto esperta e capì subito che la sua amica era alla prima esperienza, così si eccitò come non le capitava da parecchi anni. La sua lingua si fece sempre più intraprendente e profonda. Claudia invece si sentiva quasi soffocare dall'impeto di quella lingua. Lasciò cadere lo zaino e si abbandonò del tutto contro la porta. Mercedes, senza togliere la lingua dalla bocca di Claudia, iniziò a muovere la mano che teneva appoggiata alla porta per non schiacciare l'esile corpo della sua amica, su e giù sulle cosce di Claudia. Infilò una sua gamba in mezzo a quelle di Claudia e la uso per allargarle le gambe. Claudia non sapeva come muouvere la linguà, così subiva impotente l'aggressivita di Mercedes che intanto aveva iniziato a slacciarle i pantaloni insinuando una mano nella folta peluria della sua fichetta. Mercedes aveva capito che la sua amica era vergine, quindi si arresto appena raggiunto il clitoride ed iniziò un movimento esperto che faceva gemere dal piacere Claudia. Non aveva mai provato un piacere così intenso come in quel momento, era all'apice. Staccò di forza la bocca da quella di Mercedes che, senza sosta, continuava a farla godere con il movimento esperto della sua mano. Afferrò con entrambe le mani il braccio della sua amica, lo strinse come per aggrapparsi, proprio nel momento in cui raggiunse l'orgasmo. Mercedes tolse le dita dal sesso di Claudia, grondanti di umore, e gliele infilò nella bocca ancora aperta per gli spasimi dell'orgasmo.
Poi si voltò ed andò a sedersi sul divano della sala; si stava succhiando le dita che, fino a qualche istante prima, erano infilate nelle mutandine della studentessa.
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