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Colpa del temporale?
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Titolo:
Colpa del temporale? |
Autore:
Ciadel |
Contatto:
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Racconto
n° 2671 |
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Lanciò un urlo muto serrando il pugno e agitando il braccio in un esaltante segno di giubilo. Quindi, proseguendo a dire al telefono quanto era dispiaciuta di quel contrattempo, continuò a gioire improvvisando le movenze di una improbabile samba. Per Mirella quell'inaspettato sabato pomeriggio libero era veramente un regalo inatteso e apprezzatissimo. Non aveva proprio nessuna voglia dell'uscita per lo shopping con quella rompiscatole di Carla; Chiuse la comunicazione con l'altra donna ed esclamò un eloquente: -- E vai! --. L'attendevano alcune piacevolissime e rilassanti ore in totale libertà e solitudine, anche il suo uomo, al lavoro, era fuori. Insomma un fantastico pomeriggio da dedicare a sé stessa e al relax. Scostò le tende e guardò all'esterno, la giornata calda non prometteva bene: Il cielo era già gonfio di nubi nere e bianche che si rincorrevano nel grigiume; Di certo, entro sera, ci sarebbe stato un bel temporale, forse ancora prima. Così decise di godersi il suo tempo tra le mura di casa e ... in perfetta libertà. Sfilò i jeans leggeri e corti appena sotto al ginocchio, come andavano di moda, e la canotta; Quindi si avvicinò allo stereo. La scelta cadde sulla sua compilation preferita: rock anni settanta. Eagles, Yes, America, Toto, Dire Strits, Led Zeppelin ... davvero la sua colonna sonora. Si armò di straccetto per la polvere e prodotti adeguati; Prima un paio di faccende in casa e poi ... tutto il tempo per rilassarsi e riposarsi, se lo meritava dopo tutti gli impegni degli ultimi tempi. Non era la prima volta che restava mezza nuda per la casa, gli piaceva quella libertà un po' trasgressiva; anzi, a volte si era dedicate alle sue faccende tutta nuda, godendo poi di quella solitudine. Quel pomeriggio si limitò a gironzolare con la sola biancheria intima per casa seguendo la musica e spolverando il contenuto di un armadietto con tanto di vetrina. Intenta a quella operazione, a carponi e con le spalle incurvate in avanti, lasciò cadere lo sguardo sul suo petto: Dall'imbottitura abbondante del reggiseno occhieggiavano due rosei capezzoli. Mirella, quando li vide, fece loro un gran sorriso. - Heylà, guarda chi si vede!- Indossava un completo giallino con disegnate matitine e altri oggetti scolastici. Nonostante i trenta passati da un pezzo, adorava quel genere di indumenti, per nulla sensuali, ma estremamente adatti alle ridotte dimensioni dei suoi seni. Assolutamente disinibita e passionale non amava troppo l'intimo ridotto, preferendo nella quotidianità, la comodità alla carica seduttiva di certi capi. - Ciao ragazzi, come state? - Decise che quell'indumento era di troppo, se lo tolse con un movimento rapido della mano, restando poi ad osservarsi con un sospiro. Non era decisamentesoddisfatta di quella sua parte del corpo e non tanto per la loro dimensione in assoluto, piuttosto per lo squilibrio con i fianchi, morbidi e le spalle, abbastanza larghe; Sì, decisamente avrebbe voluto avere un paio di taglie in più. Chiuse entrambi i palmi delle mani sui suoi seni e li strinse, fece spallucce. Forse un giorno si sarebbe decisa per l'intervento estetico; Però i suoi capezzoli erano proprio carini: rosei e piccoli. Gli piacevanoe, quelle parti del suo corpo, risultavano tra le più sensibili. - Forza piccoli, fatemi vedere che cosa sapete fare!- La ragazza prese a stringerseli tra le dita, solleticarli, premerli e accarezzarli, fino a che si ingrossarono diventando almeno tre volte più grandi. Trovava bellissima quella sensazione, le aureole si arrossarono. - Ecco, così sì che siete sexy!- Rimase in ginocchio a giocare ancora un poco con i propri seni fino a che, ormai eccitata, sentì tra le cosce l'effetto di quelle manovre; Allora si fissò l'inguine: - Ah, ti sei svegliata anche tu eh! Ti dovrai tenere la voglia fino a questa sera, amica mia. - Mirella diede una rapida occhiata all'orologio e proseguì per un'altra mezz'ora le sue faccende. Decise quindi per una rigenerante doccia con idromassaggio e, spostandosi verso il bagno, si trovò a passare di fronte allo stereo proprio sul gran finale di un pezzo rock scatenato. Si fermò a ballare e, al culmine del finale, si sfilò le mutandine lanciandole verso l'apparecchio; Come se esso stesso fosse davvero una rock star in carne ed ossa su di un palco da omaggiare con un gadget davvero prezioso. Poi risuonarono le corde di Carlos Santana; Sulle note di black magic woman si infilò nel bagno, aprì l'acqua e aggrottando le sopraccilia, si diede uno sguardo allo specchio. - Tu hai bisogno del parrucchiere, altrimenti mi farai fare una figuraccia in costume. - Pensando al suo uomo sogghignò: - Visto che abbiamo tempo, perchè non gli regaliamo per la serata una bella depilazione totale? Eh, che ne dici? Sai quanto gli piaci morbida e glabra. - Sghignazzando da sola si infilò sotto alla doccia, dove rimase per una mezz'ora buona a trastullarsi tra i getti d'acqua e le essenze dei prodotti. Portava i capelli cortissimi, come il solito; Gli donavano, in più, erano anche comodi. Così, uscita dalla doccia si dedicò a massaggiarsi tutto il corpo con un olio cosmetico, senza preoccuparsi di asciugarli. Non gli piaceva il phon e, appena poteva, lo evitava. Con una piacevolissima sensazione di benessere uscì dal bagno; Una salvietta striminzita legata al fianco che fungeva da minigonna e a seno scoperto, andò in camera dove scelse di indossare, lasciandola sbottonata, una camicia del suo uomo. Quindi andò a prendere il libro che stava leggendo, regolò il volume dello stereo ad un sussurro e si accomodò sul divano a leggere. Il primo tuono rombò all'esterno facendo vibrare i vetri delle finestre; Accese la luce e pensò che era un ottimo momento per dedicarsi a quel libro, un vecchio beast seller già letto. Tutto sensualità e azione non era certo un capolavoro letterario, ma era ottimo per distrarsi e farsi solleticare i sensi. Forse fu proprio colpa del temporale e della sua stmosfera elettrizzante, ma la tensione e la voglia tornarono prepotenti, riaccese da quelle parole, scritte per emozionare ed eccitare. Fatto sta che, dopo qualche minuto di lettura, Mirella, quasi senza accorgesene, infilò la mano sinistra sotto ai lembi della camicia aperta e ricominciò a giocare con il capezzolo ed accarezzare il piccolo rigonfiamento del seno, per poi salire fino al collo e ridiscendere a trastullare nuovamente il morbido bottone rosato. Forse era colpa del temporale; Forse era davvero per quel motivo che, quel pomeriggio, Mirella era così su' di giri, oppure il tempo non centrava nulla. Posò il libro con la copertina rivolta verso l'alto, aperto, per non perdere la pagina; La mano destra infilata sotto all'asciugamano iniziò ad accarezzare le gambe. La ragazza appoggiò la testa indietro, sullo schienale del divano, socchise gli occhi e mormorò: - Lo so, non è colpa tua, è tutto il pomeriggio che ti stuzzico.- Divcaricò le gambe e si mise comoda; Continuò così a tormentarsi i seni ed accarezzarsi la pelle liscia delle cosce, quindi passò a premere sull'inguine e passare le dita sulla morbida superficie appena depilata del suo sesso. - Roby stasera farà festa, senti come sei morbida.- Proseguì a premere le dita e il palmo della mano tra le cosce, sentendosi bagnata fece in modo che il tocco fosse più profondo: le dita penetrarono molto facilemente tra le labbra dilatate. - Tu saresti già pronta eh! Ma lui non c'è... devi resistere fino a stasera. - Dopo essersi inumidita le labbra con la lingua si mordicchiò il labbro inferiore. - Tu forse resisti, io invece, non ce la faccio più! - Premette la mano in modo da penetrarsi con il dito medio; Iniziò un lento e profondo massaggio prima di cercare di stringergi attorno i muscoli, inutilmente. Per mantenere il piacere dovette aggiungere anche l'indice alla penetrazione; Così sì, che la simulazione era accettabile. Inarcò il bacino iniziando ad ondeggiare alternando la penetrazione alla pressione sul clitoride. Ormai vicina all'orgasmo e presa dalla sua spasmodica ricerca del piacere, non si accorse nemmeno dell'esplosione del temporale e degli scrosci di pioggia; Così come non si accorse del ritorno anticipato del suo compagno che si trovò improvvisamente di fronte. - Woooow, scusa Mirella; Ti lascio subito, non sapevo! - L'uomo imbarazzato ed eccitatissimo da quella scoperta cercò di giustificarsi e di lasciare la stanza, ma la donna, tra i sospiri, lo fermò. - Ciao, sei tornato prima... è colpa di quel libro, mi sono lasciata prendere. - - Hai fatto benissimo, che c'è di male? - Non riusciva a staccare gli occhi dalla sua compagna scoperta in quell'attimo di intimità e alla sua mano che, sotto all'asciugamano, stava muovendosi sempre più freneticamente. - Ora ti lascio finire in pace! - - No, ti prego! Resta, sai che mi piace da morire quando mi guardi. - - Vuoi aiuto? - - No, voglio fare da sola, ma ti prego... resta a guardarmi. - Mirella, con un gesto deciso, si tolse l'asciugamano dai fianchi, mostrando così chiaramete le sue manovre erotiche. - Caspita! Ti sei depilata tutta ... che cosa festeggiamo? - La donna rispose allargando al massimo le gambe e serrando stretti gli occhi, era alla fine e un sospiro rauco indicò chiaramente il momento dell'orgasmo. - Certo che sono arrivato proprio nel momento peggiore! - - No, direi che sei arrivato in quello migliore. Così è stato molto, molto emozionante, davvero fortissimo. - Detto questo si alzò e, tenendo solo la camicia come unico capo, si spostò verso il bagno, lacsiando l'uomo impalato a guardare le sue natiche muoversi sotto la stoffa leggera. Si voltò verso di lui. - Ho fame, metto qualche cosa addosso e poi mangiamo. - - Io veramente pensavo a qualche altra cosa da fare prima... - Mirella tornò dopo un attimo con addosso un vestitino rosso scollatissimo e corto, gli si avvicinò per un bacio, a dir poco, appassionatissimo. - Ho fame, che fretta c'è? - L'uomo vide che non aveva nient'altro addosso. - Ma! Io sarei un po' sotto pressione... - Gli rispose con un sorriso malizioso e si allontanò sollevando con noncuranza il vestito, tanto per tenere alta la tensione e per farsi guardare ancora. Pensò che lui il suo spettacolo fuori programma l'aveva avuto, e che spettacolo. Adesso toccava a lei; certi giochetti piacevano anche alla ragazza e, per pareggiare il conto, si preparò ad una cottura a fuoco lento per una serata davvero bollente. Fuori il temporale rombava ancora, forse era stata colpa sua, ma quella strana giornata aveva proprio preso una piega intrigante e si preparava un epilogo degno della burrasca che si era scatenata quel pomeriggio.
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