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Che bella giornata!
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Titolo:
Che bella giornata! |
Autore:
Ios |
Contatto:
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Racconto
n° 2700 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Era da sempre una specie di autostrada del piacere. Mi bastava visualizzare mentalmente alcune immagini create dalla mia fantasia, mai vissute nella realtà ma così nitide e ricche di particolari da sembrarmi sempre molto reali, per sentire il mio desiderio accendersi e in pochi, meravigliosi istanti raggiungevo il piacere più intenso. Difficile dire quando è nata questa fantasia. La ricordo compagna in gioventù del mio sesso solitario, e negli anni anche nel rapporto a due l'ho spesso utilizzata per arrivare all'acme del piacere. L'immagine di me stesa sul letto e di quattro mani che massaggiavano il mio corpo cospargendolo di olio profumato, io a quattro zampe mentre vengo presa dietro e con la bocca lecco e gusto un sesso turgidissimo e poi il momento clou: la doppia penetrazione. Fotogrammi, sempre gli stessi, che sono diventati come un interruttore del mio orgasmo. Ci penso e scatta on. Una scarica di energia attraversa il mio corpo, sino a raggiungere le dita dei piedi. Pochi intensi momenti che però mi sanno rendere felice per molte ore. Sono sposata da 22 anni, dopo un inizio con qualche difficoltà, con il mio uomo siamo riusciti a costruire una vita intima ricca, senza falsi tabù. Ci raccontiamo le nostre fantasie che sono spesso presenti nei nostri giochi a due, anche se in verità alcune di queste rimangono solo tali. Ad essere sincera mio marito mi ha sempre detto che se voglio sperimentarla davvero questa mia fantasia speciale, lui lo avrebbe fatto senza problemi e gelosie. Ma io un po di paura la ho. E se rovino tutto il nostro bel rapporto? E se esaudisco questa mia fantasia che fantasia userò in quei momenti...
Sono al lavoro, pausa pranzo. Oggi fa un caldo bestiale. Decido niente pranzo fuori, mi prendo un toast veloce e mi rinchiudo nel mio fresco ufficio, con temperatura fissa a 22 gradi. Il corpo si rilassa che è un piacere. Per far passare il tempo giro in internet, leggendo alcuni blog. Fra tante storie private, a volte francamente noiose, riesco a trovare ogni tanto delle persone che sanno scrivere anche cose carine, storie simpatiche, a volte anche banali, ma scritte così bene che le si legge volentieri lo stesso. Arrivo ad un blog di tale Ios. Non ci sono molti dati sulla persona. Trentasette anni, veneto, sessuologo. Scrive un blog erotico. Invita chi lo legge a scrivergli: "Raccontatemi la vostra fantasia più eccitante. Poche righe che poi tramuterò in un racconto". Specifica che il racconto sarà sempre letto prima dalla persona che ha inviato la fantasia, che via mail dovrà correggere o suggerire all'autore tutti i particolari per tramutare questo racconto nel resoconto più vero ed eccitante possibile della sua fantasia ideale. Non esiste da molto questo blog. Ci sono una decina di storie in tutto. Inizio a leggere. Il bello dell'autore è che sa descrivere bene l'atmosfera e le emozioni dei protagonisti. Non è una cronaca di un incontro fantasticato, è più come sbirciare dal buco della serratura direttamente nei pensieri più segreti di queste persone. Letti un paio di racconti mi sento già particolarmente languida e vogliosa. Non vedo l'ora di tornare a casa. Ho una voglia di cazzo che fatico a controllare. Presa dall'eccitazione, decido di scrivergli la mia fantasia. Sono curiosissima di leggere cosa scriverà per me. Clicco il tasto invio e già non vedo l'ora di ricevere le prime righe del suo racconto. Come per frenare l'eccitazione crescente premo con le dita da sopra i pantaloni, il centro del mio piacere. Sono sola ancora per pochi minuti prima che rientri la mia collega in ufficio. Decido di regalarmi pochi secondi di piacere. Sbottono il pantalone, faccio scorrere la lampo e infilo la mano dentro le mutandine. Un sospiro di piacere esce per il dolcissimo contatto. Mi rendo conto di essermi particolarmente eccitata. La stoffa degli slip è umida. Molto umida. Passo un dito tra le labbra della mia fica, e lo infilo dentro. Un'altro sospiro di piacere mi esce spontaneo. Devo smettere. Sono le due, sta per tornare Giusy, la mia collega. Che figura ci farei se mi vedesse così? Una donna di quarantasette anni che si fa un ditalino in ufficio. Smetto e mi ricompongo. Devo resistere fino a stasera. Appena in tempo.
-Ciao Allegra sei rimasta qui? -Ciao Giusy, sì, avevo troppo caldo! -Sì, è vero, oggi è da morire. Mi racconta di dove è andata a mangiare e che ha incontrato una nostra ex collega che ora ha cambiato azienda. Mentre parla però mi rendo conto che parte dei miei pensieri è ancora rivolta ai racconti che ho letto. L'eccitazione e la voglia prendono il sopravvento, e con una scusa banale decido di regalarmi qualche minuto per me.
- Giusy! Devo andare un attimo al bagno, mi controlli tu il telefono? Faccio presto! - Ma certo Allegra vai tranquilla, ci sono io.
Chiudo la porta del bagno, sono qui non certo perchè ho delle urgenze fisiologiche. Voglio solo placare il desiderio che non riesco più a controllare. In pochi secondi mi spoglio completamente. Via la canotta, via il reggiseno, i pantaloni e gli slip. Sono nuda! Una mano strizza il seno, tira i capezzoli con vigore. Ho voglia di sensazioni forti. Con l'altra sono già dentro di me. Le gambe sono aperte, oscenamente aperte. Con le dita mi penetro a fondo. Ora le muovo verso la parte anteriore del mio sesso e inizio un massaggio dentro che mi scalda ancora di più. Gli umori scendono copiosi, bagnano le dita; la mia fica sta pulsando. Come vorrei ora un bel pene turgido che sostituisse le mie dita. Mi farei prendere a pecorina, la posizione che amo di più. Visualizzo l'immagine dell'uomo che mi sta scopando. Sono sincera, non è mio marito. Nelle mie fantasie solitarie, spesso fantastico di un giovane ragazzo amico di mio figlio, quasi coetaneo. Ha ventitrè anni. Qualche volta ho colto degli sguardi alla mia scollatura che tradivano un certo interesse per... il panorama. Mi immagino di sedurlo, di mostrargli il seno. Lo invito a toccarlo, senza timidezza. Potrebbe essere mio figlio ma la cosa, invece di inibirmi, mi eccita ancora di più. Ma com'è che con il passare degli anni, si guarda con maggiore interesse uomini sempre più giovani? Mi immagino di spogliarmi davanti a lui, lo invito a toccarmi, e poi avvicino la mia bocca alla sua. Le nostre lingue si cercano, si rincorrono. Gli lecco le labbra, il mento, il collo, mentre con le mani sbottono i pantaloni. Giù anche la cerniera e poi li sfilo. Apro piano le sue mutandine e sbircio il suo sesso turgido. Sono sicura che non vede l'ora di farselo toccare, ma voglio farlo impazzire. Torno a baciare ed assaggiare quella giovane bocca. Di sicuro nessuna sua coetanea gli ha fatto quello che gli sto facendo io. Via ora anche le mutandine, con la mano gli massaggio le palle, dolcemente. Il movimento scopre la punta del glande. E' molto bagnata. Si sta eccitando parecchio il ragazzo. Ora glielo faccio scoppiare! Inizio a leccarlo sull'asta, poi su, verso la punta, mentre muovo la mano, in una leggera masturbazione. Lo prendo in bocca. Geme di piacere. Lo succhio vogliosa ed eccitata, mentre con la mano continuo a masturbarlo. Gusto il sapore del suo cazzo. Sarei tentata di farlo venire così, ma voglio sentirlo anche dentro di me. Voglio che mi penetri e che venga dentro con tutto il frutto del suo piacere. Mi sento così porcellina a fare questi pensieri su un amico di mio figlio. Sono molto eccitata, mi manca davvero poco. Non posso più aspettare. Strofino il clito con la punta delle dita. Nella mia mente ho l'immagine di lui dietro che mi prende. La mia mano si muove sempre più velocemente. Dai scopami, fammi godere, riempimi la fica. Godo. Eccola la scarica che arriva. Raggiunge ogni centimetro del mio corpo. Uno spruzzo, come l'eiaculazione di un uomo, parte dal mio sesso. Una forte senzazione di calore, il cuore che batte a mille, la vagina che pulsa per l'intenso piacere. Ho la mano tutta bagnata. Ho eiaculato come un uomo tanto ho goduto. Mi capita raramente, ma era tale la voglia oggi che ho vissuto un orgasmo intenso come non lo ricordavo da tempo. Lecco la mano bagnata dai miei umori. Mi assaggio. Fosse qui il protagonista della mia fantasia ora gli leccherei il cazzo dolcemente, come per premiarlo del fantastico orgasmo che mi ha regalato. Guardo l'orologio. Mamma mia. Un quarto d'ora sono stata in bagno. Chissà cosa penserà Giusy.
Sono uscita dal lavoro. Anche oggi le seccature non sono mancate. Poi la cosa che odio di più sono i clienti che arrivano pochi minuti prima della chiusura, facendoti perdere minimo un quarto d'ora. Io che scatterei come un centometrista da quella sedia per catapultarmi verso l'esterno non appena arrivano le 18:00, devo di buon grado stare lì a sorridere a questa gente che mi fa francamente incavolare. Ora però mi sfogo. Un'ora per me. Da qualche mese ho ripreso a fare un pò di sport. Faccio spinning. Praticamente sono quelle bici dove tu pedali come una matta per un'ora, senza spostarti di un millimetro, ma faticando e sudando come se avessi fatto una tappa del giro d'italia. Inizia la lezione e tutti i pensieri spariscono. Sono concentrata sullo sforzo fisico che fa il mio corpo nel seguire le indicazioni dell'istruttore. Cavolo! Oggi ci sta veramente facendo faticare di brutto. Sto colando sudore. Vicino a me ci sono sempre Sonia e Katia. Sonia ha circa la mia età, forse qualche anno in meno, Katia invece ha festeggiato l'altra settimana i trentanni. Ha iniziato da qualche mese a venire in palestra. Sai, mi ha detto: "Mi è venuta la classica crisi di chi arriva alla mia età. Ti accorgi che non sei più una bimba, hai delle responsabilità sempre più importanti e il corpo non è più tonico come quello dei ventanni. Meglio curarsi un po' prima che arrivi il decadimento fisico". Lo diceva un po' seria e un po' scherzando. Arriva l'urlo dell'istruttore: "Ultimo minuto! Date tutto. Ultimi sforzi!" Sono in piedi sui pedali. Come fossimo allo sprint per arrivare prime al traguardo. Con la coda dell'occhio sbircio prima Sonia e poi Katia. Che smorfie di fatica. Chissà io che faccia ho in questo momento. Ultimi istanti e stop! Si ferma la musica che detta il tempo delle nostre fatiche ed è l'ora di una doccia rinfrescante. Siamo nello spogliatoio; mi tolgo i calzoncini, la canotta e tutto il resto. Sono pesanti il doppio del normale. Tutto frutto della mia fatica. Mi torna in mente la mia pausa pranzo di oggi. Sono nuda come nel bagno quando mi sono data quell'intenso piacere. Alzo lo sguardo come per paura che qualcuno possa accorgersi dei miei pensieri. Vedo Katia. Alla faccia del corpo in decadimento. Ha un fisico perfetto. Ha due seni che un maschio leccherebbe e massaggierebbe volentieri per ore. Il mio sguardo cade anche lì, nel centro del suo piacere. Tranne una strisciolina in mezzo l'ha completamente depilata. Io invece non ho mai toccato il mio cespuglio davanti. Poi mio marito mi ha sempre detto che trova molto più eccitante la fica al naturale e io cerco sempre di accontentarlo. Guardo anche Sonia, fisicamente è più simile a me. Non abbiamo un corpo da trentenni, ma facciamo ancora la nostra porca figura. Anche lei ha il sesso quasi completamente depilato, tranne una piccola strisciolina nel mezzo. Sembra quasi una freccia che indica la strada giusta! Mentre le guardo mi rendo conto che avrei voglia di toccare anche quei corpi. Credo di non aver mai guardato una donna con questi occhi. Sarà che sembra la situazione descritta da uno di quei racconti che ho letto oggi. Tre donne che in palestra iniziano a guardarsi con occhi sempre più vogliosi. Al momento della doccia si lavano reciprocamente la schiena, e una delle tre un pò più pazzerella fa scendere la mano sul culetto della sua amica e dandole una palpatina le dice che ha proprio un sederino sexy. Da lì, ridendo e scherzando, iniziano a toccarsi tutte e tre il fondoschiena, finche la più pazzerella esclama: "Sapete ragazze che mi avete messo una certa voglia?". Un po' stupite le amiche la guardano, ma poi anche loro ammettono di essersi un pò eccitate. Il racconto poi proseguiva con loro cha vanno a casa della più pazzerella, che viene messa al centro dell'attenzione, ed esaudiscono la sua fantasia. Una ragazza le legava le mani dietro la schiena. Lei nuda in piedi nel mezzo. L'altra che le faceva aprire la bocca e leccare e mordere una banana in maniera sensuale come fosse il cazzo turgido di un uomo. Mentre lo faceva le sue amiche le dicevano un po' di sconcezze. "Guarda che brava a fare un pompino", "come sai leccare bene tesoro". Poi una delle due la prendeva con forza per i capelli e spingeva la testa avanti indietro come dovesse far scoppiare di piacere quel frutto così ambiguo. Senza staccare la mano la invitava poi a mettersi in ginocchio: "Vediamo adesso come sai leccare una bella fichetta piena di voglia". L’altra amica abbassava le mutandine, apriva le gambe e ne sollevava una appoggiandola sopra una sedia. L’altra spingeva la sua testa verso la fica già eccitata. “Assaggia il gusto di una donna”. Poi, visto che la leccava un po’ timidamente, “mettici un po’ di passione tesoro, o ti sculaccio per bene”. Finito di parlare partivano un po’ di schiaffi sul culetto. La ragazza al centro dell’attenzione iniziava a leccare più convinta e… vogliosa. “Brava, così. Sappiamo che ti stai eccitando. Sei proprio una porcellina. Ora metto un dito nel centro del tuo piacere e scommetto che sei tutta bagnata. Lo sapevo, sei un lago tesoro. Scommetto che anche le sculacciate ti piacciono molto.” Altri sonori schiaffi vanno ad infiammare le natiche, ma anche il desiderio della ragazza. "D'ora in poi sarai il nostro giocattolo sessuale. Quando ne avremo voglia, con le tua lingua ci soddisferai tutte e due e se sarai stata brava, poi ti potrai toccare davanti a noi. Se non avremmo goduto abbastanza invece una bella razione di sculacciate". Mentre ero immersa in questi pensieri mi raggiunge la voce di Sonia.
-Allegra, vieni a fare la doccia? -Certo Sonia eccomi! -Hai qualche pensiero? Ti ho visto come se avessi la testa da un'altra parte. -No, stavo pensando ad una cosa che ho fatto oggi in ufficio.
Dopo i pensieri che avevo fatto mi vergognavo quasi un po' a fare la doccia con loro. Avevo paura che si fossero accorte che le avevo guardate con... con certi occhi. Naturalmente non si erano accorte di nulla. Almeno credo. Poi, come nel racconto, arriva la voce di Katia: "Volete che vi lavi la schiena?" Ho cominciato a pensare che stavo vivendo quella fantasia. Io annuisco con la testa, Sonia dice un "sì, grazie" convinto ed allegro. Guardo Katia che la sta lavando. La mente comincia un pò ad offuscarsi, sento il desiderio che sale e la mia razionalità venire meno. Vorrei succedesse proprio come nel racconto. Arriva Katia: "Allegra girati che tocca a te". Mi appoggia una mano sulla spalla. E' calda. L'altra stringe una spugna, che usa per strigliarmi bene la schiena.
-Mi lascerai dei bei segni rossi con la forza che ci metti! -Ma dai Allegra, come sei delicatina... Poi sai che in certe cose un po' di forza ci vuole...
Ridiamo tutte e tre e io mi convinco sempre di più di star vivendo quella fantasia... La sua mano ora sta scendendo verso il culetto. Avrei una voglia che lo lavasse lei, con la stessa forza con cui mi lavato la schiena. Spero non si fermi. Sento che stacca l'altra mano dalla spalla. Pochi istanti dopo la sento sfiorarmi delicatamente il culetto. Sono pervasa da un brivido. Mi viene la pelle d'oca. Vicino all'orecchio Katia mi dice: "Adesso però tocca a me".
La strofino con la stessa intensità che ha usato con me. Le spalle, poi scendo fino alla schiena e le do una strigliata anche al sederino. Lei lo muove un po' scherzando. Mi dice quanto le piace. Sonia richiama la nostra attenzione: "Dai ragazze, andiamo. Non vorrete passare la serata quì in palestra." Invece di scaricarmi in palestra mi sono forse eccitata ancora di più. Per fortuna a casa la mia dolce metà mi aspetta. Stasera non ci sono scuse, ho una voglia di scoparmelo da paura. Già! Non fare l'amore, voglio proprio scoparlo. Sesso! Sesso intenso e porco!
Arrivo e lo vedo che sta per preparare la cena. Lo cingo da dietro e gli dico quanto lo apprezzo come cuoco.
- Non avendo soldi con me caro cuoco... posso pagare in natura dopo? - Sa signora che mi prende nella sera giusta. Ho una certa voglia, accetto volentieri questa forma di pagamento.
La mia mano scende dalla pancia verso il suo sesso. Partiamo bene, lo sento gia turgido. Lo massaggio un po' da sopra i pantaloni. E' evidente che la cosa è gradita. Con una mano allargo i boxer che indossa e con l'altra cerco il contatto del suo pene. Lo afferro e muovo la mia mano su e giù. So quanto gli piace quando lo tocco così. Dice sempre che gli faccio delle seghe che sono meglio delle sue. Gli abbasso i boxer. Gli massaggio il culetto, lo stringo con una certa decisione quasi ad assaggiarne la consistenza. Che culetto eccitante che ha il mio amore. A volte mi piace con un dito stuzzicargli anche il buchetto. All'inizio lo stringe un pò per non fare entrare il mio ditino, ma poi si rilassa e lo penetro dolcemente. La cosa so che gli piace, di solito quando faccio così il suo cazzo diventa di marmo. Mi bagno con la saliva il dito indice e massaggio il suo buchetto. Lo sento rilassarsi piano piano. Si fa più arrendevole. Ora muove il culetto cercando un contatto sempre più forte con il mio dito. E' il momento, provo e farlo entrare nel suo sederino. Senza difficoltà si fa strada. Ora al mio amore faccio un bel massaggino dentro. Una volta penetrato, dirigo il dito come volessi toccagli il cazzo. Così riesco a massaggiargli quella parte che se opportunamente stimolata sa scaldare molto il mio maschio. Dicono sia una specie di punto g dell'uomo. L'effetto è immediato: vedo il suo pene inturgidirsi sempre di più. I suoi gemiti mi dicono che sta godendo molto. Il suo buchetto si rilassa sempre più e il mio dito si muove più velocemente. Ho quasi l'impressione che dentro si stia quasi bagnando dall'eccitazione. Mi sembra impossibile. Ma il dito scivola su è giù senza fatica. Lo invito a girarsi. Voglio un anticipo prima di cena. Voglio leccare il suo cazzo turgidissimo. Mi inginocchio davanti a lui e lo prendo in bocca. La punta è umida. Il mio massaggio sul suo buchetto ha avuto l'effetto sperato. Lecco con passione. Lo gusto. Ogni tanto con la mano lo masturbo un po'. Due o tre colpi. Ho quasi paura di farlo venire. Non è ancora il momento. Mi stacco con la bocca da lui e lo bacio con passione. Poi gli sussurro all'orecchio:
- Per ora amore basta così. Dopo cena saldo il conto, va bene? - Sei sicura d resistere tanto Allegra? Io sto già scoppiando. - Sai amore, è da oggi pomeriggio che ho una voglia di scopare con te che non ti dico. - Ah sì? Come mai?
Intanto mi sposto ed inizio a portare in tavola le cose che ha preparato. Lui si rialza i boxer e ci sediamo a mangiare.
- Sai, nella pausa pranzo sono rimasta in ufficio perchè faceva troppo caldo e girando in internet ho trovato un blog di racconti erotici e leggendoli mi sono venuti dei pensieri particolarmente hot!
- Uhm... interessante. Raccontami di cosa parlavano. - Uno era tipo la mia fantasia preferita, sai no... una donna e due uomini. L'altro invece una storia lesbo. Non che sia una cosa alla quale penso di solito, però leggerlo è stato intrigante. - Sai che immaginarti con un'altra donna mi eccita molto. - Come non lo sapessi ahahah. Pensa che era ambientato in palestra.
In pochi minuti gli riassumo il racconto e gli dico anche quanto successo poi in palestra, e della strana voglia che avevo di toccare e farmi toccare da una donna.
- Facciamo così amore, adesso sparecchiamo, ti stendi sopra la tavola e ti do piacere come io fossi una donna. Niente cazzo. Solo con la lingua e le dita. Così puoi far finta che sono una tua amica di palestra che ti sta leccando lì...
Sparecchiato, mi prende da dietro come io avevo fatto con lui. Con una mano mi tocca il seno e con l'altra mi massaggia la fichetta che comincio sentire sempre più umida. Vorrei tanto essere già nuda e sentire la sua mano a contatto con il centro del mio piacere. Sentire mentre mi massaggia il cespuglio e poi scivolare lì dove ogni millimetro è piacere. Mi dice di chiudere gli occhi e di pensare ad una donna da cui mi ecciterebbe essere toccata. Penso subito a Katia prima, sotto la doccia. Glielo dico.
- Mi piacerebbe fosse Katia, prima in palestra ci siamo lavate la schiena a vicenda, avrei davvero voluto lavarla e farmi lavare su tutto il corpo. Scommetto che se fossi stato là a vederci, saresti impazzito per l'eccitazione. - Perchè lei? - E' molto pazzerella, mi immagino che sia lei a prendere l'iniziativa, a spogliarmi e toccarmi sempre più intimamente. Anche il suo corpo è intrigante. Ha una quarta di seno e un culetto che sono sicura ti piacerebbe.
Mentre gli racconto questi particolari lui intanto inizia a spogliarmi. Sempre da dietro sbottona la camicia, quella con cui ero tornata a casa. Mi slaccia il reggiseno e stringe i miei seni. Appoggio la testa indietro sulla sua spalla e mi godo il massaggio. Quando i miei capezzoli sono belli turgidi, inizia a tirarli e muoverli su e giù, a destra e sinistra. Poi stringe le mie tette con maggior vigore. Mi piace quando me le afferra con forza. L'eccitazione è tale che anche un pizzico di dolore non fa che aumentare il desiderio ed accendere i sensi. I miei sospiri ora dicono quanto mi piace. La mia bocca cerca la sua. Mi giro e lo bacio. Le nostre lingue si cercano, si leccano, si assaggiano. Il corpo ora è tutto sensibile. Ogni tocco mi regala un brivido. Le sue carezze vanno ora sui miei fianchi e poi sul mio culetto. Decide che ora i miei pantaloni sono di troppo. Anche lui deve essere molto eccitato, con un solo gesto me li sfila insieme alle mutandine. Con la mano tocca la mia fichetta come per accertarsi di quanto sono eccitata. Inutile dire che è già calda e umida. I sospiri di piacere a quel contatto gli confermano quanto sono già partita. Come per ricreare la stessa atmosfera del pomeriggio gli dico che lo voglio fare in bagno. Naturalmente lui mi deve lavare.
Mi mette dentro la vasca e con il doccino inizia a bagnarmi su tutto il corpo. Insiste particolarmente nel centro del mio piacere, mi piace la senzazione dell'acqua spruzzata lì. Apro le gambe per consentirgli di dirigere il getto della doccia su tutto il mio sesso. Mi eccita essere così oscenamente a gambe aperte, mostrargliela, piena di voglia. Con una mano allarga le labbra della fichetta e avvicina lo spruzzo della doccia. Dalla mia bocca escono gemiti e parole. Il piacere mi dà alla testa. Sa davvero come accendermi sempre più. Si spoglia ed entra dentro la vasca con me. Inizia ad insaponarmi. Prima davanti. Le sue mani scivolano sul seno, sulla pancia e poi più giù. Passa il sapone direttamente sulla fichetta e la sensazione è meravigliosa. Poi torna a massaggiarmela con la sua mano. Inizia la penetrazione con un dito. Il sapone rende particolarmente facile l'operazione. Finalmente ci siamo. La voglia di essere penetrata era arrivata al massimo. Ne aggiunge subito un altro. Mi sento finalmente riempita a dovere. Con l'altra mano invece mi cinge dietro, e inizia a massaggiarmi anche l'altro buchetto. Anche lì il dito entra agevolmente. Il suo massaggio davanti e dietro è inebriante. Sospiri e gemiti escono sempre più frequenti. Mi trovo ad urlare quasi il mio desiderio: "Amore, voglio il tuo cazzo ora, ti prego scopami!". Lui continua il suo doppio massaggio. Con le mani inizio a toccarmi il seno immaginando un altro uomo dietro di me che lo fà. Eccola la mia fantasia preferita che ritorna. Mi gira e mi fa appoggiare con le mani sulle piastrelle, mi allarga le gambe, e con la mano guida il suo turgidissimo cazzo dentro di me. Sento che entra dentro poco a poco. Gli chiedo di scoparmi, farmi godere. Ora lo ha infilato fino in fondo. Sarà stata eccitante la fantasia di farlo con una donna, ma quanto mi piace farmi penetrare così. So già che con pochi colpi riuscirà a farmi venire. L'eccitazione accumulata tutto il pomeriggio mi ha già predisposto all'acme del piacere. Iniziano i suoi movimenti, prima lenti, e poi arrivano colpi sempre più decisi. Spingo il mio culetto più indietro a cercare un contatto sempre più profondo con il suo pene. Per farmi muovere sempre più veloce mi prende sui fianchi con le mani e mi muove verso di lui. Ogni tanto mi dà qualche piccola sculacciata. Lo adoro quanto fa così. Mi fa sentire presa con forza. Gli urlo di sculacciarmi più forte, di scoparmi. Sto per venire. Eccolo l'orgasmo che sta salendo. Non penso più a nulla. Il mio corpo aspetta solo la scarica di piacere. Un sospiro intenso, gli ultimi colpi. Il mio corpo trema per l'intenso piacere, le gambe sembrano quasi cedere. I brividi ovunque. Adoro mio marito, sa veramente come farmi godere, giocare con le mie fantasie, e soddisfarmi fino in fondo. Ora però tocca a me soddisfarlo. Mi giro e prendo la doccia puntandola sul suo sesso che non aspetta altro che di spruzzare il suo piacere. Con l'altra mano lo prendo delicatamente, lo scappello, ed inizio a masturbarlo. Grazie all'acqua e al sapone riesco a massaggiarlo con il pollice proprio sulla punta, dove c'è il frenulo, zona molto eccitante per lui, ma anche molto delicata. Il resto della mano e chiusa a pugno sull'asta del pene. Alterno movimenti secchi e forti a movimenti più leggeri e brevi. Mi dice che sta quasi per venire. Sono in ginocchio davanti a lui. Continuo la mia masturbazione e con la bocca inizio a fargli un pompino. Voglio farlo venire così. La mia mano si muove sempre più decisa, mentre l'altra la porto sotto le sue palle spingendole verso l'alto. In questo modo i colpi della mano vanno a finire direttamente in quella parte del suo turgidissimo cazzo. Non devo esagerare con la forza, potrei fargli male, Ma con la giusta attenzione so che riuscirò ad ottenere un'eccitazione tale da farlo venire rapidamente. Infatti pochi secondi dopo me lo annuncia la sua voce. - Amore sto per venire! - Lo voglio in bocca tesoro, fammi sentire quanto mi ami. Ora aumento la velocità e l'intensità della mia sega. Voglio vederlo esplodere. - Vengo aaaahhh... Un primo getto è sulle mie labbra, fermo la mano, e poi lo scappello di nuovo velocemente e un secondo spruzzo e nella mia bocca. Lo lecco vogliosa e riconoscente per il piacere che ha saputo regalarmi. Finalmente la tensione erotica della giornata si sta scaricando. Resta la pace dei sensi.
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