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Dal ginecologo
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Titolo:
Dal ginecologo |
Autore:
Haimle |
Contatto:
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Racconto
n° 273 |
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Rosy e Margherita sono diventate amiche da qualche anno e non è chiaro su quale base; Rosy è una trentacinquenne impiegata di banca, Margherita si è da poco laureata in Lettere, ha 24 anni ed è una minuta ragazzina.
Rosy, in compenso, è piuttosto in carne e, anche se di reggiseno porta la seconda, ha fianchi a pagoda e cosce molto tornite.
Margherita è l'intellettuale delle due, frequenta librerie e cinema d'essai, Rosy le boutique e le strade delle griffe famose.
Delle due, però, l'elemento trainante è Rosy, sia per età, che per quella sua aria esperta e piena di vita, mentre l'altra, l'intellettuale, con quelle sue esili gambette da trampoliere, quegli occhioni sgranati e, più che mortificati, evidenziati dalle lenti leggere e sbarazzine, dimostra ancor meno dei suoi anni e spesso si propone, ed è, gregaria.
E' Rosy che suggerisce le "mise" a Margherita, la sera in cui usciranno insieme o quando Margherita ha un nuovo appuntamento con qualcuno che le piace.
La più ricca sarebbe Margherita, che vive ancora in famiglia, con entrambi i genitori avvocati e che non le mettono fretta sulla sua autonomia; però è Rosy che sfoggia capi e, soprattutto, accessori firmati, dalle borse e scarpe di Prada alle camicette e pullover Missoni, fino alla biancheria intima e da notte, tutta rigorosamente di seta, lenzuola comprese.
Rosy, che cambia compagnia maschile a ritmi da consumo veloce, non può contare su fidanzati ricchi e generosi e, a domanda di Margherita, una sera che erano entrambe su di giri da consumi alcolici incontrollati, l'amica s'è fatta sfuggire la frase storica "tanto c'è la Vecchia che ci pensa, a pagarmi i capricci, e i conti in boutique!"
Dopo insistenze neanche troppo serrate, ma certamente piene di morbosa curiosità, Rosy ammise di intrattenere una relazione con la Vecchia, ovvero un'anziana, danarosa signora che le voleva bene e che, pur di vederla sexy, sia in tenuta da giorno che da notte, le elargiva, abbigliamento e buoni acquisto, che le consentivano i noti lussi.
La Vecchia spingeva il proprio vizio fino a pretendere di trovare Rosy sempre con lenzuola di seta nel letto, stirate e fresche di bucato, con conseguenti consumi di seta, degni di una cortigiana d'altri tempi!
Dopo questa uscita, forse involontaria, però Rosy s'era cucita la bocca e l'amica, curiosa dei dettagli che non le erano stati raccontati, non era poi stata capace di cavarne di più.
Margherita che mancava alquanto di senso pratico, tutta presa dalle sue ricerche di storia contemporanea, seguiva i consigli di Rosy anche per quanto riguardava aspetti inerenti la vita quotidiana e, particolarmente, la salute che Rosy curava mediante medicina alternativa, incentrata su rimedi naturali e diete olistiche, rigorosamente vegetariane.
Allorché, parlando di questi temi però, emerse che Margherita aveva effettuato, in vita propria, appena un paio di visite ginecologiche, l'altra s'era indignata ed aveva affermato che no, così non si poteva essere certi di una sana prevenzione dei possibili malanni femminili.
Margherita spiegò che quelle rare volte che si era sottoposta a controllo, era stato per qualche disturbo che l'aveva consigliata in quella direzione ma poi, risolte le piccole grane del momento, non aveva provveduto ad ulteriori controlli, ovvero torture sia fisiche che psicologiche, così come lei le aveva vissute.
Rosy allora assicurò all'amica che ci sono ginecologici e ginecologici, che la sua era di un tatto, psicologico oltre che fisico, da invogliare la visita iniziale ed i frequenti controlli cui lei stessa si sottoponeva, almeno ogni 6 mesi. "Vedrai che dopo aver conosciuto Mirella ti ricrederai sulla faccenda!"
Detto fatto, Rosy informò Margherita d'aver fissato un appuntamento con la professoressa Mirella Parodi, celebrata ginecologa della borghesia milanese, appena tre giorni dopo, e che la stessa, occupata come non mai, le chiedeva di recarsi in studio alle 20, preparata anche a possibili, prolungate attese.
Per tranquillizzare l'amica, Rosy arrivò a dirle che aveva organizzato con la prof., di essere anche lei presente, sia per fare coraggio alla nuova paziente, che anche per effettuare il proprio controllo, programmato per il mese successivo.
L'anticamera dello studio, posto in un palazzina prestigiosa a pochi passi da piazza San Babila e Montenapoleone, era già vuota, con l'inserviente che salutò calorosamente Rosy, e che subito dopo si tolse il camice e disse "la Professoressa vi chiede di aspettare con pazienza, non ci vorrà molto, ma mi ha autorizzato ad andare a casa, sai qui siamo sempre fuori orario!"
Pochi attimi dopo, la voce della professoressa indicò che si stava accomiatando dall'ultima paziente e comparvero infatti due donne, madre e figlia probabilmente, di cui una, proprio anziana e l'altra di mezza età che, dopo qualche ulteriore scambio di battute, uscirono definitivamente.
La professoressa si rivolse alle due amiche con tono lieto e familiare: "Eccovi qua finalmente, non vedevo l'ora di terminare, oggi pomeriggio ho fatto ben sette visite e sono stanca morta, ma con voi è diverso, mi rilasserò un po', se non avete troppa fretta!" Sedette di fronte alla scrivania ed attaccò subito a stilare la nuova cartella di Margherita, per l'anamnesi completa.
La professoressa era una donna molto alta e magra, con scarse curve o protuberanze, dai capelli a caschetto piuttosto brizzolati, il viso franco, dagli occhi intensi e chiari e dalle labbra importanti e molto mobili, piene di mimica e di vitalità: i quesiti che poneva alla nuova paziente non erano posti con la fredda meccanica di un rito, vuoto di significato ma, al contrario, con attenzione e partecipazione.
Risolta questa prima fase con sollecita efficienza, invitò Margherita a spogliarsi, cosa che la ragazza fece mentre con l'altra la ginecologa conversava familiarmente facendo riferimenti a persone che Margherita non conosceva.
Il lettino ginecologico accolse la ragazza che, trepidante, si posizionò a gambe divaricate; il primo commento della ginecologa, dopo aver illuminato la zona e calzato il guanto sanitario fu: "Ecco una che si lava poco", osservazione questa che fece avvampare Margherita e la spinse, come una molla, a dire che si lavava una volta al mattino ed una alla sera, convinta che fosse più che sufficiente!
La ginecologa, nel confermare la corretta cadenza di lavaggi, segnalò di avere rilevato numerosi casi, invece, di "ambienti poco sani" in donne che per eccesso di lavaggi e protezione, magari da salvaslip, soffrono di disturbi della vagina per ... eccesso di detergenza , senza lasciare la naturale sua protezione! "Tu invece, disse, sei tutta da leccare" battuta questa che lasciò Margherita senza fiato, per lo stupore, e destò la deliziata ilarità di Rosy, evidentemente già abituata a simili battute!
Le esplorazioni furono poi, effettivamente, così discrete e delicate che Margherita si rilassò, sentendo come in sottofondo il leggero chiacchiericcio delle altre due, fino a rendersi conto che stava eccitandosi. Il fatto è che l'esplorazione vaginale, effettuata con insistenza utilizzando alternanza di dita medie, era integrata dal pollice che, diabolico, sollecitava leggero ma sapiente, il clitoride !
La ragazza sentì la voce della dottoressa che, rivolta alla Rosy, diceva: "Tipica ragazza fisicamente ancora immatura, tette piccole, fianchi stretti, coscia lunga e poche curve, ma a me piace da matti, mi ricorda com'ero io stessa, tanti anni fa!"
Al tentativo, per la verità poco convinto, che la ragazza fece per sottrarsi alle attenzioni della ginecologa, l'amica più anziana s'interpose e, respintala sul fondo della sedia, iniziò ad abbracciarla e baciarla, suggerendole con voce smorzata di rilassarsi e godersela, che sarebbe stato tutto più bello se avesse lasciato fare alle due donne, più esperte e desiderose di farla godere.
Rosy sbottonò la camicetta ancora indossata da Margherita, mentre la prof, improvvisamente liberatasi del guanto sanitario, iniziò a carezzare le cosce ed il pube, avvicinando le labbra al monte di venere che strofinò col viso per poi allungare labbra e lingua a quelle rosee, ed al clitoride, già eccitati ed umidi delle precedenti carezze; Rosy contemporaneamente succhiava le labbra dell'amica, le immergeva la lingua nella bocca e con le mani tracciava piccoli ghirigori sulle tette e sui capezzoli, ormai estremamente inturgiditi.
Il primo orgasmo fu un'esplosione che Margherita sentì partire dalla base del coccige ed estendersi senza fine in tutto il bacino e, in qualche modo, in tutto il corpo, accaldato e sudato come dopo uno sforzo fisico improvviso: la lingua della donna più anziana insisteva nelle labbra della vagina a leccare, più leggermente e dolcemente di prima, ma a leccare e leccare, saggiare e leccare, penetrare e leccare, stimolare il clitoride e leccare, come se mai si dovesse fermare, come se questo leccare fosse un'azione senza fine che, appunto senza fine, procurasse piacere anche a chi leccava, forse più che a chi subiva.
Infatti dopo quella che le apparve un'eternità, e dopo una serie di piccoli orgasmi Margherita sentì la propria voce invocare: "Basta, per favore, non ce la faccio più!"
E subito il set viene cambiato, è la volta di Rosy che s'è spogliata e seduta al posto dell'amica e che viene penetrata da un divaricatore con cui la prof. la fruga quasi con crudeltà, mentre Rosy mugola con toni rotti ed invoca l'amica "Adesso tocca a me, dai succhiami i capezzoli, stingili fra le labbra, ancora, ancora" La voce si fa flebile e sognante e Margherita sente i capezzoli induriti sotto la propria lingua e le labbra, ma la voce della Parodi, dura, incita a morderli e le invocazioni di piacere sembrano trasformarsi in gemiti di dolore; incerta Margherita si ferma ma la ginecologa le dice "Non fermarti, Rosy ha bisogno di questo trattamento , è un vacca in calore a cui non basta nulla , adesso entrerò ed uscirò con l'attrezzo e tu devi farle sentire i tuoi denti sui capezzoli, anche se t'implora di smettere non farlo, è quello che le piace e che mi piace!"
L'urlo liberatorio di Rosy sembra senza fine, come il suo orgasmo che la scuote con movimenti del bacino che mimano la scopata, e col ventre che ne asseconda l'onda ed il movimento da odalisca.
Una breve pausa, in questo studio, fumante ed impregnato degli umori delle tre donne ma già la professoressa si spoglia del camice sotto cui non indossa nulla.
La sedia ginecologica viene abbandonata per il classico lettino orizzontale su cui la donna si stende e fa stendere in posizione di 69 la propria amante, Rosy; è evidente infatti dal comportamento delle due che per loro non c'è novità ed, infatti si soddisfano vicendevolmente in pieno accordo e dimenticando per un po' Margherita, già in calore di nuovo alla vista dei baci lussuriosi che si trasferiscono l'una all'altra sulle rispettive fiche e delle penetrazioni di dita e mani in tutti i pertugi disponibili.
Margherita, trasferitasi di nuovo sulla sedia osserva lo spettacolo e, quasi inconsapevole, carezza le labbra e l'interno della vagina ormai quasi svogliatamente, esausta.
Due ore dopo le tre donne hanno finito la cena nel ristorante alla moda sul tetto del palazzo, e la prof. riaccompagna le amiche a casa con la sua Mercedes due porte.
Rosy chiamerà poco dopo Margherita al telefono e le dirà "Sei stata brava: stasera mi sono guadagnata un gioiello e tu sei in lista per entrare nei favori della Vecchia. Lei cominciava a sentire un leggero calo nei miei confronti ed ho pensato di coinvolgere anche te: sai lei è una miniera d'oro ed io sono il suo vizietto inconfessabile. A me piace ed a te?"
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