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A ritroso... nel tempo
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Titolo:
A ritroso... nel tempo |
Autore:
Fulgenzio |
Contatto:
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Racconto
n° 2736 |
Altri
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Sono passate ormai tre settimane da quando Luigi è partito. Andrea è tornato dalla gita in Grecia, ed Anna ha ripreso il tran-tran quotidiano, senza più molto tempo a disposizione. Renato continua ad ammirarla, ma si limita ad una corte discreta, attento com’è a non far trapelare, in ufficio, quanto c’è stato tra loro. E poi c’è Silvia, sua moglie, che spesso viene a prenderlo all’uscita. Da parte di Greg nessuna notizia; né Anna se ne dispiace: l’ultima esperienza ha esaurito in lei anche la voglia di ulteriori frequentazioni. Talvolta si sorprende a ricordare i momenti più scabrosi dell’incontro che, comunque, le ha saputo donare forti, irripetibili emozioni, di quelle che è bene restino poche nella vita. Almeno per come la pensa lei! La mattina, Anna si sveglia di buon'ora, porta il caffè ad Andrea e si chiude in bagno per le abluzioni ed il trucco mattutino, controlla che suo figlio, dopo aver fatto colazione, abbia lasciato in ordine la stanza ed il proprio bagno, ed esce di casa per recarsi al lavoro. Raramente Andrea va a scuola dopo di lei, anche per evitare le raccomandazioni e qualche ramanzina che, certo, non predispongono bene per il buon esito dell’attività scolastica. E’ bravo a scuola e molto pieno di amor proprio. Non ama i rimproveri e studia con profitto. Ha pochi amici che raramente porta a casa. Egli, però, rientra assai presto, verso le sedici, e trascorre il resto della giornata tra i libri e qualche ricerca al computer. La lettura di buoni classici l’accompagna prima di addormentarsi e nel tardo pomeriggio, se riesce a liberarsi dei compiti anzitempo. Ed è immerso nella lettura che lo trova Anna, rientrata anch’essa più presto del solito. S’affaccia, senza far rumore, all’uscio semichiuso della stanza e lo sorprende, seduto in poltrona, che si masturba, fissando una foto che tiene con la sinistra in un libro aperto. La prima reazione di Anna è quella di entrare e porre fine all’onanismo in atto, ma poi, la sua sensibilità di mamma, attenta a non interferire nella scoperta del sesso da parte del ragazzo, le suggerisce di soprassedere e di lasciarlo fare. Dopo, accentuando i rumori dell’entrata, lo raggiunge che si è già ricomposto ed ha ripreso la lettura. “Ciao piccolo, cosa leggi di bello?” gli domanda. Andrea si volta e le sorride dicendo: ”Ciao Anna, niente, sto leggendo le “Liaisons dangéreuses” di Choderlos de Lanclos“. Egli raramente la chiama mamma perché la vede, dice lui, troppo giovane per esserlo ed anche i suoi compagni l’hanno spesso scambiata per sua sorella. “Ah, bene e… i compiti?” “Già fatti da un pezzo”. “Bravo” fa Anna, ”preparati che tra poco si cena”. “Così presto..." si lamenta Andrea. “Tra mezz’ora circa" risponde lei "hai giusto il tempo di mettere il motorino in garage e di lavarti le mani”. “Vabbè” bofonchia il giovane, che esce, lasciando il libro con la foto sulla scrivania. Anna, incuriosita, prende in mano il volume ed arrossisce violentemente, quando scopre che la foto-segnalibro, oggetto del desiderio lubrico di poc’anzi, è un suo ritratto, in bikini, dell’estate scorsa. Il suo primo pensiero, però, non è di sgomento, per la scabrosità della situazione, ma di sorpresa: “posso piacere ad un ragazzo” si dice ed è una constatazione cui non avrebbe mai dato credito e che, comunque, la sconvolge nel profondo. Poi, a mente fredda, rabbrividisce pensando all’atto incestuoso consumato dal figlio e si ripromette di discuterne con Don Fabio, il parroco che conosce da qualche tempo, divenuto un po’ il suo consigliere spirituale. E così fa l’indomani, quando nel tardo pomeriggio si reca in parrocchia e si apparta con il prete per raccontare quanto ha scoperto e chiedere consiglio su cosa fare. “Bhè" esordisce Don Fabio "non è tanto insolito come lei crede." Molti giovani di quell’età sono attratti dalla figura materna. Certo, non tutti giungono ad averne coscienza ed a concupirla esplicitamente, però è sicuro che, inconsciamente, ci sono aspirazioni ataviche del figlio a sostituire la figura paterna nella funzione di coppia e, quindi, anche nell’intimità. E poi, a diciott’anni, chi può negare che lo sviluppo fisico non comporti nel corpo adolescenziale quella superproduzione ormonica, responsabile delle pulsioni sessuali e delle curiosità istintive in ordine alla libido. E glielo dice uno che questi argomenti dovrebbe lasciarli agli psicanalisti. Sicuramente, sta agli adulti sorvegliare perché certi istinti non degenerino in complessi, a livello di conscio, determinando comportamenti contrari alla morale ed alla Religione”. “Quindi, cara Anna, non darei soverchia importanza all’episodio, però, siccome conosco Andrea da quando è nato, sarà forse il caso che gli faccia un discorsetto… tra uomini. Mandalo da me domani pomeriggio, facciamo alle sei. Va bene?” “D’accordo, padre e grazie.” Quello che ella ha apprezzato sempre, in Don Fabio, è l’assoluta semplicità con cui affronta i problemi, senza considerazioni di carattere etico e, soprattutto, senza la prosopopea di chi voglia atteggiarsi a giudice, forte della perfezione interiore conquistata con l’esercizio del Sacerdozio. Don Fabio ha, in ogni circostanza, ben chiara la nozione d’esser peccatore tra i peccatori e, pertanto, debole creatura con la vocazione ad aiutare chi sbaglia. L’indomani Anna rientra prima del solito e trova Andrea con un suo compagno che stanno trafficando al computer. “Ciao mamma, fa il giovane, questo è Roberto con cui debbo fare una ricerca di biologia.” “Buongiorno,signora” farfuglia l’ospite arrossendo e cacciandosi un foglio nella tasca del giaccone. “Ciao Roberto”, dice Anna porgendogli la mano e squadrandolo da capo a piedi, sorpresa di trovarsi di fronte un ragazzo dall’aria assai più matura di suo figlio. Un bel ragazzo, peraltro, forse un tantino impacciato, ma ben proporzionato e dall’aria sveglia. Capelli castani, occhi scuri e dal taglio orientale, labbra ben disegnate, che nascondono una chiostra di denti bianchi, su un mento volitivo. “Hai offerto qualcosa a Roberto?" s’informa "Volete un tè con la merenda? Sono giusto le cinque e trenta.” “Grazie, signora, non si disturbi, stavamo per uscire.” “Nessun disturbo e tu ricordati di passare da Don Fabio, gliel’ho promesso”. “Vabbene mamma, stai tranquilla, adesso ci vado” dice Andrea, mentre con Roberto infila la porta. Rimasta sola, Anna ne approfitta per fare una doccia e rimettersi in sesto dopo una giornata di lavoro. Entra nel box e si lascia lavare dal getto d’acqua tiepido che le scorre addosso in rivoli fitti, creando una cascatella all’altezza del pube depilato solo in parte. Quando è rilassata ed appagata dal lungo massaggio, si avvolge in un bianco accappatoio di ciniglia e lega, a turbante, un asciugamani sulla testa. L’immagine che rimanda il grande specchio da parete è quella d’una giovane donna serena, con indosso un indumento che sottolinea le curve morbide del corpo. E’ così che la sorprende il suono del campanello ed ella va ad aprire, convinta sia suo figlio di ritorno dal colloquio col prete. Si trova invece di fronte Roberto che si scusa e le chiede di poter andare nella stanza di Andrea dove dice d’aver dimenticato una cosa. “Prego, entra pure” gli dice sorpresa da quella richiesta e va avanti verso la camera. Poi lascia il passo al giovane e gli chiede se ha trovato ciò che cercava. ”Si, questa” e le mostra la foto in bikini oggetto delle attenzioni del figlio. Anna rimane a fissarla stupita, mentre egli si avvicina sorridendo: “L’ho rubata ad Andrea, certo che lei è proprio bella, signora Anna”. Giunto ad un passo, sempre fissandola, porta la destra sulla lampo dei pantaloni, l’abbassa, ed estrae un membro in erezione che lentamente inizia a masturbare. Quindi, con la sinistra, slaccia il cordone che trattiene in vita l’accappatoio ed ella appare nuda sul davanti dove i polpastrelli del ragazzo indugiano sull’ombelico, scendendo a vellicare il ciuffetto di peli. Anna segue la scena come in trance: si lascia docilmente pilotare, indietreggiando sul bordo del letto di Andrea, dov’egli la sospinge e poi si adagia con la schiena lasciando che il ragazzo la solleciti ad aprire le cosce. Finalmente si riscuote, ma è tardi per sottrarsi e poi non ha nessuna voglia di farlo. Perciò allunga la mano a cercare la verga e la guida ad introdursi in lei, emettendo un singulto soffocato. Appena dentro, Roberto inizia a pomparla con lento andirivieni, strappandole lamenti soffocati mentre la donna lo abbraccia tenendogli la destra sulla nuca, tra i folti capelli che massaggia con compiacimento. Intanto il giovane ha raggiunto un primo orgasmo che Anna avverte, sentendolo zampillare nel profondo, ma non smette il va e vieni che, anzi, aumenta di ritmo. Ella non si trattiene più ed inizia a godere in continuazione, mentre l’onda nel suo ventre sale e la saliva s’inaridisce nella bocca. Ora ansima e si contorce sentendolo venire ancora mentre il coito diventa sempre più convulso ed alla fine cede, urlando, mentre il fallo, vicino alla matrice si libera un’ultima volta. “Posso venire ancora a trovarti?“ le sussurra il giovane mentre esce dalla vulva e si sdraia al suo fianco. Anna lo guarda con tenerezza e gli sussurra “Sì”.
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