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Nuove amicizie
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Titolo:
Nuove amicizie |
Autore:
Bimbodentro |
Contatto:
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Racconto
n° 2752 |
Altri
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Oramai è quasi un anno che porto avanti una relazione a distanza. Niente di particolarmente eccessivo, ma cinquanta chilometri di distanza, specie se fatti da solo in macchina, alla lunga cominciano a diventare troppi anche se la persona merita e riesce lo stesso a riempirti di soddisfazioni, in tutti i sensi.
Stasera sono uscito con gli amici della mia ragazza, siamo andati prima al bowling poi a mangiare una pizza. Durante la partita Francesca non faceva altro che rimbeccarmi:
- Non fare il solito antipatico, cerca di fare amicizia. - Io, a parte qualche battuta qua e là, sono rimasto sulle mie; tra un tiro e l’altro, a dire la verità già pregustavo un fine serata a colpi di sesso, e credo che Francesca avesse la stessa voglia vista la minigonna che si era messa, che faceva la sua bella figura mentre buttava giù birilli su birilli, quasi fosse un segno del destino. A dire la verità non vedevo l’ora di sbatterla sui posteriori e farla finita, ma ci avevano chiamato per “la serata tra amici” e non abbiamo proprio potuto dire di no. Eravamo insime ad un’altra coppietta ed ad altri amici spaiati tra maschietti e femminucce, che come noi sembravano avere una voglia di scopare non indifferente, ma rispetto a noi, le possibilità di finire veramente la serata in bellezza erano molto remote. Già solo per questo ci sentivamo al centro dell’attenzione e dell’invidia di tutti.
Quando la partita è finita ho quasi tirato un sospiro di sollievo “finalmente”, forse la serata volgeva al termine.
- Andiamo a mangiare una pizza? - E che cazzo no!!! Non me la voglio mangiare la pizza! Non ho fame! Fatti i cazzacci tuoi io ho da fare! Ma niente, Francesca si fa convincere, mi sussurra anche ad un orecchio: - Vabbè dai, una mezzora e scappiamo via! - con un tono talmente convincente che non ho saputo proprio dire di no. Maledette le donne! Quando fanno gli occhietti dolci e la voce ammaliante ci fanno crollare subito senza trovare resistenza.
- Allora Lisa e Fabio vanno in macchina con Francesca e Marco? - Eh no, allora lo fate apposta! Mi volete togliere anche lo sfizio di qualche bacetto rubato in macchina mentre si procede, con quella bella passerina di Francesca che non vede l’ora di un paio di carezze.
- Sì dai, le coppie facciamole viaggiare nella stessa macchina. - Com’è invidiosa la gente, non c’è nulla da fare.
Quindi in macchina con noi vengono Fabio, un amico di vecchia data di Francesca e la sua ragazza Lisa, che sia io che lei conosciamo pochissimo. È completamente diversa da Francesca: una bruna formosissima, con due tettone enormi e il viso tondo, è vestita con una maglia aderente nera e un pantalone attillato che ne esalta le forme abbondanti ma anche qualche chilo di troppo. Nulla a che vedere con il fisico asciutto di Francy, durissima e formosa quanto basta, ma atletica e senza eccessi.
In macchina parliamo, ma sì, sia Fabio che Lisa sono molto simpatici, troviamo parecchi punti in comune per parlare che proseguono in pizzeria e non ci rendiamo conto del tempo che passa, finchè al nostro stesso tavolo non chiedono il conto. Solo allora do un’occhiata all’orologio: - Porca puttana! È tardissimo, mi sa che il programma che mi ero fatto è bello che saltato. -
- Marco, ci sono problemi se accompagni tu Fabio e Lisa? -
- No figuratevi - Andate pure a scopare voi se ci riuscite, io devo farmi i miei bravi 50 chilometri e non posso trattenermi un minuto di più da queste parti.
- Allora ragazzi dove abitate? - Fabio abitava ad un paio di chilometri da Francy, lì vicino, invece, combinazione, Lisa stava a metà strada tra quel luogo e casa mia, quindi poteva farmi compagnia per un tratto. La logica voleva che la prima a scendere, a mio malincuore, dovesse essere Francy, poi Fabio infine Lisa.
Sembrava che la serata si fosse messa d’impegno ad essere quanto più in bianco era possibile. Francy scese contenta, in fondo ci eravamo divertiti, ma con un po’ di magone. Comunque niente che non si potesse rimandare di un paio di giorni.
- Scusa, mica ti dà fastidio se rimaniamo tutti e due dietro? -
Cosa? E vabbè, i due ragazzi sono proprio simpatici, che mi costa fargli dare un paio di baci, baderò alla strada. Infatti finchè si limitavano ad un paio di baci ok, ma quando Fabio cominciò a gettare la testa tra le tette della sua ragazza, io stavo lì lì per dare di matto! Continuava tra un bacio e l’altro a martorizzare quelle tettone con la testa e le mani, tanto che io dallo specchietto non sapevo se impiccarmi o desiderare che quella dannata maglietta si sfilasse, almeno avrei visto qualcosa. Ma la casa di Fabio arrivò, e la maglietta di Lisa, come prevedibile, rimase al suo posto, lo stesso non si poteva dire per la patta dei miei pantaloni.
- Ora però ti siedi davanti! - ordino a Lisa, ma lei accetta di buon grado. - Scusami per prima, ma non ne potevamo proprio più! Mi capisci vero? - mi dice ad un tratto.
- Eccome se ti capisco! - mi rendo conto che anche l’altra coppietta aveva un altro programma per il fine serata. Il mio cazzo nel frattempo avrebbe bisogno di una martellata.
- E poi fa sempre piacere vedere una bella ragazza all’opera. - noto Lisa che guarda la patta dei miei pantaloni, ormai è inevitabile, non può non averla notata.
- Si, vedo che lo spettacolo ti è piaciuto. - Il mio imbarazzo è smorzato dalla voglia che ho represso da ore, quindi non mi faccio problemi.
- Eccome! Anzi se posso permettermi hai proprio delle gran belle tette! - - Anche il tuo “attrezzo” non è male, e anche tu sei un bel ragazzo. -
Sono da poco uscito dall’autostrada, vedo uno spiazzo e mi ci butto con la macchina senza troppi complimenti.
- Ma tu non dovevi tornare a casa? - - Sì, ma prima posso salutarti? - la ragazza non si aspettava una mia reazione tanto diretta, ma io non le do il tempo di rispondere, la faccio girare con la schiena verso la portiera e le prendo le tette tra le mani. - No dai, Marco, non è giusto - mi dice, ma non oppone resistenza anzi mette le mani sulle mie come per scostarmi, ma in realtà mi affonda nel suo petto ancora di più.
- Non ti preoccupare Lisa, solo un salutino tra amici, nessuno lo saprà mai. -
le metto le mani sotto la maglietta, finalmente posso sentire la sua pelle morbida e tastare le sue forme, quando le sfilo la maglia lei si gira verso di me e si stende, mentre io le cado addosso aiutato dal sediolino ribaltabile. Da vicino quelle tettone sono ancora più grandi, le scosto il reggiseno e succhio un capezzolo enorme, mentre l’altra tetta gode nella mia mano sinistra. La sua pelle grassoccia ha un sapore che mi fa girare la testa. Lei cerca il mio cazzo fino a trovarlo, quando mi apre la zip e lo prende per poco non le vengo in mano; mi gira sul mio lato, anche il mio sediolino va giù e lei comincia a menarmelo con maestria, fino a cacciarlo fuori e ad infilarselo in bocca. Succhia da Dio, ma io voglio di più. - Ci sono i preservativi nel cruscotto… - sussurro. - Sì dai, voglio vedere come scopi!!! - Oramai è anche lei senza controllo. Le sfilo i pantaloni, ha delle cosce piene e grosse che martorizzo di linguate e morsicotti e una passera pelosa e carnosa che continua a grondare di umori.
- SIIIIIIIIIIIIIIIIII DAI MARCO, SFONDAMI! -
L'affondo tutta insieme, la sbatto con forza con tutta quella massa di carne tra le mani; mi sta dando delle sensazioni esagerate, una donna così sotto il mio cazzo. Non ho niente da rimpiangere. La serata ha avuto un risvolto inaspettato ed eccezionale! - Sì tesoro, godi, godi anche per gli assenti!!! - Sto lì a pomparla un tempo infinito, con le mani le prendo il culone, la bacio, la graffio tutta, le mordo i capezzoli, le stringo le tette, finchè non veniamo in un secchio di liquido che si sparge un po’ dappertutto. Sto un bel po’ steso su di lei, con la testa tra le sue tettone, quasi a volerci annegare dentro; è la sua voce a riportarmi alla realtà.
- Non dovevi andare a casa? - - Ah già, domani, anzi più tardi, devo alzarmi presto. - - Non preoccuparti, la prossima volta vedo di farmi accompagnare a casa prima… -
- Magari la prossima volta invitiamo anche Francy e Fabio, perché no? -
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