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Come uno sciame
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Titolo:
Come uno sciame |
Autore:
Jo |
Contatto:
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Racconto
n° 2779 |
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Gocciola il sudore, corre lungo la schiena, lungo la fronte, lo sento scendere tra le labbra, ne gusto il sapore salato e il leggero scorrere sino al collo, ma non mi distoglie, niente mi scioglie dal tuo intimo abbraccio. Maschio, sì il mio maschio, l’uomo, il mio stallone qualcuno ti definirebbe, visto che anche ora sei lì che ansimi, che ti affondi nella mia carne, ti sento enorme dentro il ventre. Lo scorrere leggero delle tue dita lungo la schiena, sembri un pianista che accarezza i tasti, ora neri ora bianchi, componi sulla mia pelle leggere note di piacere, e d’avidità e quando il preludio diventa un levare di note, stringi forte i miei fianchi e io m’inarco all’indietro. Tra le palpebre socchiuse ti vedo, madido di sudore, rosso in volto e contratto nei muscoli, tesi sino all’estremo piacere, mi muovo con te, mi muovo dentro di te, confondo la mia carne con la tua, uomo, sì la confondo. Divento un unico corpo in ogni occasione, e ricordo ogni flash, ogni cosa che mi hai regalato in nome di questo strano piacere che ci unisce. Dondolo, mi faccio scivolare, mi strofino sulle tue cosce, affondo le unghie nel tuo petto e i tuoi polpastrelli giocano con i miei seni, con i miei capezzoli duri e irti verso l’alto, come se cercassero l’aria si spingono verso le tue dita, che sanno come suonare quella musica. Insieme ci muoviamo e roteiamo, ondulanti nei movimenti, e nei gesti, siamo all’unisono, siamo complici, lo siamo sempre, o quasi sempre… ma lo siamo da quando ho capito che di te non posso fare a meno, da quando inconsapevole del gioco, mi hai introdotto nei meandri del piacere. Mi vengono i brividi al ricordo, al pensiero del momento in cui mi dicesti, -chiudi gli occhi amore, lasciati guidare, fidati di me-. Era una delle prime volte che facevamo l’amore, i nostri sensi ancora erano sopiti dalla poca conoscenza, ma aperti ad ogni stimolo, fu allora che capii, fu allora che divenni “schiava” di te. Chiudendo gli occhi allora mi ritrovai in un mondo buio, sotto la benda sottile che mi premeva sugli occhi, un mondo fatto d’odori, di suoni che improvvisi mi si levavano accanto al viso e che non sapevo decifrare, di sapori che sfioravano le labbra e di pienezza che riempiva il mio ventre. Ogni cosa nel mondo di chi non vede è sottile, è incorporea, è ignota, ma la paura, lascia il posto al brivido, all’eccitazione forte, tanto forte da bagnare persino le lenzuola, tanto forte da sentire tra le pieghe del sesso, scorrere un leggero fiume di piacere. Un gioco dei sensi, per chi non vede, un gioco fatto di fiducia, di sospiri, di musica bassa e ritmica che accompagna come in un'altra dimensione…sentivo…ecco sentivo qualcosa che mi sfiorava, e che fuggiva, per poi tornare, freddo poi caldo ma è solo la mia immaginazione. Qualcosa mi prende mi tocca le labbra, un bacio? Una lingua, la tua lingua? Sì ..sei tu amore mio, è lei la riconosco ora, e ne sento le papille che gustano la mia saliva, i lembi della mia bocca come se volessero farli sparire. Ecco com’è diverso il mondo di chi non vede, sente e io ti sento, la tua lingua mi sembra nuova, mi sembra sconosciuta ed io l’avrei snobbata con gli occhi aperti, ma cosi, ne gusto tutto, ogni angolo. Lei sparisce con te, le orecchie tese, il cuore che batte all’impazzata, nell’attesa di chissà quale altra sorpresa, silenzio, solo le note di una musica ritmica e bassa che coprono ogni immaginazione, il sudore e il leggero fiume iniziano a scorrere. Qualcosa mi sfiora le braccia, risale leggero sino al collo, si ferma, indugia, nessun rumore, solo il mio respiro e un leggero fruscio, ed insieme qualcosa afferra i miei capezzoli, e sussulto, per la sorpresa. La mia attenzione era rivolta altrove, ecco, mi stupisci e il mio sesso inizia a pulsare forte, il clitoride diventa di marmo, sensazioni che arrivano da ogni parte, ma come puoi, sei solo tu…sei solo tu? -Amore siamo soli? Ho paura!- -Fidati di me- mi dici. Mi fido, sono troppo eccitata e confusa, e indifesa, e uno sciame di sensazioni ruota intorno al mio corpo, qualcosa di caldo cade sul ventre, e un profumo intenso invade l’aria, un olio profumato si ho capito. Partono mille mani, sul corpo, partono dal basso lo attraversano tutto, si fermano nelle parti più sensibili di me, è bellissimo e mi afferrano forte, aprendo le gambe. Sento i movimenti rotatori che mi massaggiano i seni, e l’olio rende il movimento liscio impalpabile ma forte. Sono in preda alla confusione, sono preda di tutto, non capisco da dove provengono le mille mani che sembrano sfiorarmi e palparmi, due rotelle concentriche ruotano sui capezzoli e insieme qualcosa si posa tra le mie gambe appena aperte. Insieme, senza che io comprenda da dove proviene ogni cosa, ogni sensazione, cerco di capire cosa o chi mi sta toccando, ma soprattutto quanti mi stanno toccando. Sento un leggero ronzio, che si avvicina al mio sesso e l’eccitazione mi fa perdere ogni controllo, le rotelle che girano intorno ai capezzoli e il ronzio che si poggia sul mio clitoride. I gemiti del mio piacere si levano alti, e il ronzio mi penetra riempiendomi di se. Morbida sento una lingua, credo, non capisco, non m’interessa, qualsiasi cosa sia mi sta facendo impazzire, mi sfiora il clitoride, il ronzio mi riempie, le rotelle ancora che ruotano intorno ai miei seni…e io che urlo senza controllo, -quanti siete?- Paura, piacere, incognita, sensazioni fortissime, e la musica che all’improvviso si alza di volume, come se accompagnasse la danza che mi sta travolgendo, si alza e si agita, diventa impetuosa, sembra un‘onda, sembra un rumore d’onde che travolgono, di tempesta che cade sulla terra….e …-siiiiiiiiii- Il ronzio sembra arrivare al cervello e ora mi sembra più grosso, entra in me, non ronza più è durissimo e morbido anche… e sei tu…lo so…e ti sento che mi spingi forte mi scuoti in fondo, spalanchi gli abissi del buio, pieno di un piacere inaspettato e immenso. Uno sciame vortica nel mio cervello, lo vedo, lo sento come un intero alveare e io ape regina godo, godo, e ruoto intorno e mi apro all’orgasmo più forte che avessi mai avuto…con te con nessuno…-amoreeeeeee-. Il ventre contratto, ancora adesso che ricordo, con te sotto di me, e sento come allora i morsi delle forti contrazioni che mi lasciano smarrita, e sfinita, che mi sconquassano la mente e il corpo quasi da fare male. Ti sento come allora, come sempre, dentro di me, e non posso farne a meno, mi hai stregata, mi allacci a te con le mani e lo sciame prende anche te, ruotiamo insieme, godiamo insieme, ci amiamo, ci rendiamo schiavi di quest’eterno gioco, come in quel giorno in cui tu mi dicesti: -Chiudi gli occhi amore, fidati di me-.
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