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L'irrazionalità del peccato
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Titolo: L'irrazionalità del peccato
Autore: Erudiande
Contatto:
Racconto n° 279
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Chattare è diventata, per alcuni, un'ossessione, un modo per sfuggire alla realtà, una sorta di guscio in cui chiudersi. Non per me e le conseguenze di quest'hobby sono state estremamente piacevoli.
Nonostante sia fidanzato, avendo circa 20 anni, mi diverto a parlare con donne più grandi: il classico sogno sessuale di ogni ragazzo cerca di incunearsi inconsciamente anche nella mia mente.
Una sera, cominciai a digitare parole con una signora di circa 45 anni e che abitava non lontano da me. Eravamo molto in sintonia e lei era estremamente gentile. Dopo le classiche domande nauseanti affrontammo argomenti molto più delicati e, contando sul mio avvenente aspetto fisico, le inviai una mia foto. Non si sbilanciò molto sui commenti ma notai, nelle sue parole, un certo interesse per il mio aspetto. Purtroppo lei non aveva una foto ma riuscii ad ottenere di più: un appuntamento. Lei, insegnante d'inglese, il sabato non lavorava e accompagnava il figlio tredicenne a fare shopping in un negozio di cd. Fui costretto, per incontrarla, a fingere di essere un suo ex alunno in modo tale da non destare sospetti. Mi presentai più bello che potevo e appena la vidi rimasi folgorato: occhi castani, cappelli biondi corti e delle labbra che chiunque donna al mondo le avrebbe invidiato. Indossava una camicia bianca, una gonna un po' più corta del ginocchio e delle scarpe nere con un tacco non molto alto. "La classica donna da sposare" pensai. Feci la mia parte, la salutai e le mandai successivamente un sms sul cellulare: ". mi hai colpito, sei estremamente affascinante e non faccio che pensare a te".
Mi richiamò qualche giorno dopo e mi assicurò che potevamo incontrarci da soli. La prima volta avevo curato il mio aspetto fisico in maniera puntigliosa, stavolta diventai a dir poco ossessionante.
Mi presentai in perfetto orario nel bar concordato e lei era lì.
"Dio mio" le dissi. "Sembri una dea"
"Non esagerare Fabio, chissà quante ragazzine vorrebbero essere al mio posto stasera"
"Credo siano più i ragazzi che vorrebbero essere nei miei panni" risposi con fare sicuro.
Bevemmo qualcosa e mentre parlavamo, notavo la luce del neon che illuminava quel viso così affascinante. Ero come ipnotizzato e pensavo: "Chissà se immagina cosa vorrei fare.".
Lo immaginava e come! Appena usciti dal locale entrammo nella sua macchina e disse : "Ho prenotato una stanza d'albergo. Voglio stare un po' con te".
Il cuore cominciò a battere all'impazzata e non vedevo l'ora di arrivare. Entrammo in un hotel molto lussuoso e salimmo in camera. C'era dello champagne e cominciammo a bere. Lei era fantastica, sublime, conturbante. Avrei voluto toccarla, baciarla, accarezzarla.
" Vorrai sicuramente fare l'amore con me vero? "
" Sarebbe fantastico " risposi.
" Fai l'amore con la tua ragazza ?" chiese lei.
" Non si sente pronta, ha paura" dissi.
" Non preoccuparti, quando sarà il momento sarà tutto naturale.".
All'improvviso, con uno scatto, si voltò e mi prese per la mano dicendomi: " Lo so che vorresti fare delle cose assurde con me, racconta dai, cosa mi faresti ?".
Mi colse alla sprovvista e balbettai: " Beh, ti bacerei.".
" Scemo, so benissimo che vorresti giocare a fare lo schiavo, a giocare con i miei piedi e cose del genere. Non avere vergogna, lo so che ti eccito ".
Si stese sul letto e disse: " Inginocchiati dai e baciami i piedi ".
Obbedii ma lei dopo un po' aggiunse : " Ehi, sali sul letto e scopami. Non ho voglia di giocare a fare la padrona "
Mi tolsi le mutande e infilai il mio pene nella sua vagina. Mi accolse il calore di quello splendido fiore e un gridolino della donna. Cominciai a penetrarla con vigore ma lei mi fermò: "Allora? Hai fretta? Devi essere molto ma molto lento.".
Aggrovigliò le gambe intorno alla mia schiena e con il movimento del bacino dava il ritmo alle mie spinte. Era fantastico guardarla negli occhi mentre gemeva di piacere.
Era incredibile: stavo facendo l'amore con una donna bellissima, affascinante e di 45 anni.
Ogni volta che mi avvicinavo all'orgasmo lei si fermava dicendo: "Dobbiamo godere insieme".
Dopo mille indugi sentenziò: "Ora, ora, più veloce, spingi, dai.". Giungemmo ad un orgasmo meraviglioso, le sue grida furono memorabili. Ci abbracciammo sfiniti e, come di consuetudine, fumammo una sigaretta.
"Allora, ti è piaciuto?" mi chiese.
"E' stato bellissimo, tu sei una donna stupenda. Peccato sia già finito"
"Finito?. Ma se abbiamo appena iniziato. Ora facciamo un bel giochino" mi disse con aria divertita.
"Le regole sono queste: a turno, ognuno di noi, esprimerà un desiderio e l'altro dovrà esaudirlo senza ribattere"
"Ok" esclamai.
Si sedette sul bordo del letto e disse: "Leccami la figa".
Fui più che onorato di eseguire un ordine del genere e cominciai ad assaporare la sua "figa". Aveva un profumo meraviglioso ed era caldissima. Laura, questo il nome della mia regina, si contorceva ad ogni mio bacio e questo mi rendeva tremendamente soddisfatto. Al suo nuovo orgasmo, cinque, sei sussulti mi fecero eccitare ancora di più e ora toccava esprimere il mio desiderio.
Apro una parentesi: credo che una buona percentuale di uomini, soprattutto ragazzi, provi attrazione verso i piedi femminili considerandoli un elemento di fascino sessuale. Quindi, non nascondiamoci dietro falsi pudori etichettati come perversioni o peggio ancora come feticismo. Si tratta solo di godere pienamente del corpo femminile. Appena posso cerco di baciare i fantastici piedi della mia ragazza e con particolare eccitazione ricordo un giorno in cui lei, seduta sulla sedia, si faceva baciare la vagina e contemporaneamente mi masturbava col piede. Il momento dell'orgasmo fu meraviglioso. Torniamo a noi.
. "Masturbami con i piedi" le dissi.
Lei cominciò ad accarezzarmi il viso con le sue fantastiche estremità che io non persi tempo a baciare. Scivolò fino al mio pene duro e prendendolo tra l'alluce e il secondo dito iniziò un movimento regolare. Non appena le intimai "Più veloce Linda, più veloce", lei aumentò pazzescamente il ritmo e schizzai sperma ovunque, anche sui suoi piedi ambrati. Era una donna leggermente stravagante, sotto tutti gli aspetti, e di lì a poco me ne sarei accorto. Ora toccava a lei e istintivamente disse: "Ti sei divertito vero? Ora devi pagare un certo prezzo per essere riuscito a sottomettermi. Lecca tutto il tuo sperma dal mio corpo".
"Ma Laura.." risposi.
"Mi dispiace, è un gioco" e sorrise.
Ero in una stranissima situazione ma si sa: il sesso non ha limiti. Aveva alcune gocce di liquidi sulle gambe e pulii pazientemente. Lo stesso feci con i piedi e fu abbastanza divertente. Nonostante tutto provavo piacere in questo gioco.
Il clima si faceva sempre più bollente e ora era il mio turno ma prima che potessi proferir parola lei mi anticipò: "Ultime due mosse per ciascuno".
" Allora, dolce Laura, succhiamelo e ingoia tutto" ordinai.
"Dolce? Anche i vezzeggiativi?. Comunque sarà un piacere succhiarlo ad un bel ragazzo come te".
Cominciò a mordicchiare i testicoli e fece una lunga leccata fino al glande. Lo accolse interamente tra le labbra e iniziò a succhiare con violenza, quasi facendomi sentire dolore. Era bravissima e capì il momento in cui stavo arrivando al capolinea e così accelerò i risucchi. Il mio seme finì diritto nella sua gola e lei lo ingoiò con piacere fino all' ultima goccia. Poi pulì il pene con tanta accuratezza guardandomi fisso negli occhi. A quel punto ero curiosissimo e mi chiedevo quale fosse stato il suo ultimo desiderio.
. "Sadomaso". Questo il suono che uscì dalle sue labbra. Ero quasi spaventato ma a quel punto avrei fatto di tutto. Nemmeno il tempo di dire si che fui colpito al volto con uno schiaffo molto violento. "Ehi" gridai con il viso rosso.
"Non sei un vero uomo ? Non sopporti il sesso duro?".
"Nient'affatto" risposi sicuro di me.
Ricevetti un altro schiaffo e fui legato alle sbarre del letto. Mi diede un calcio sul viso e non so quanti morsi sui capezzoli. I suoi denti diventarono arma nei confronti del mio pene che voleva esplodere di piacere nonostante il dolore. Si sedette e diede una quarantina di colpi violenti facendo affondare il mio pene nella sua vagina fino a farlo sanguinare un po' . Fu un amplesso molto gratificante e lei sembrava impossessata dal demonio, forse lo era davvero. Un demonio di nome Laura che mi ha fatto assaporare l'irrazionalità del peccato.