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Titolo: Ricordi
Autore: Cuorecomplice
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Racconto n° 2792
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La giornata é molto soleggiata. Dalla finestra un uomo guarda la spiaggia e le onde infrangersi sulla riva. Gli occhi incavati in un volto stanco, coperto da mille rughe, rughe di chi ha visto molte onde, molti soli, molte albe. L’età ormai non la conta più, troppi sono gli anni che appesantiscono la sua schiena, tanto da curvarla. Sulla spiaggia tante persone; lui le guarda disincantato, con gli occhi di chi ha già visto tutto, e nulla lo sorprende. Tra i tanti corpi che giocano o riposano sotto il sole uno attira il suo sguardo. Una donna legge seduta sul bagnasciuga, il mare spumeggiante le lambisce i piedi, gli schizzi le bagnano il corpo, piccole gocce che il sole fa brillare. Lei sembra non accorgersene e continua assorta la sua lettura. L’uomo la guarda attento, cerca di mettere a fuoco quel corpo, si sente attratto da qualcosa che non sa spiegare, forza la sua stanca vista sino a non vedere altri che lei. I dettagli si fanno più limpidi, nota la pelle abbronzata che la spuma del mare rende quasi irreale, i neri capelli che scendono attorno al corpo per poi portarsi sul davanti, la schiena libera a ricevere quel sole cocente. Il viso è lineare e dolce, piccoli tratti che rivelano una giovane età. Il costume minuscolo lascia poco spazio alla fantasia: il corpo è ben proporzionato, seni non particolarmente grandi, gambe slanciate e toniche, schiena perfetta.
“ Perché, perché la sto guardando attratto? “ si chiede l’uomo.
La mente va a ritroso, le immagini si mischiano, realtà e ricordo si confondono. Si vede giovane come non ricordava più di essere stato. È lui sulla stessa spiaggia, accanto ad una donna non ancora ben definita nel ricordo, gli abiti molto coprenti svelano che sono tanti gli anni che lo dividono dal presente. Il ricordo si fa piacevole anche se non capisce ancora il perché. Piano piano affiorano le immagini, si fanno più limpide, il volto di lei più chiaro.
Malgrado il sole evidentemente caldo, lei ha la pelle chiara di chi non può abbronzarsi perché non sta bene mostrarsi in pubblico. Lui le cinge i fianchi, passeggiano su quella spiaggia che i ricordi vedono vuota, solo loro due. I sorrisi di entrambi nel parlare rivelano una complicità antica, e il ritornare seria all’improvviso di lei, rivela pensieri che non dovrebbe avere.
Allora non era possibile.
Si fermano lungo la spiaggia per sedersi sul bagnasciuga, lui le mette un braccio attorno alle spalle e lei china il capo sul suo petto.
Un brivido attraversa l’anziano uomo, una sensazione strana che non sentiva da chissà quanto tempo.
Aveva ventanni e si sentiva forte, invulnerabile, bello.
I due volti si guardano. Le due bocche si avvicinano, si toccano sfiorandosi timide come per non farsi male. Le lingue si incrociano e si gustano, prima dolcemente, poi con frenesia.
Lui le scopre una spalla scostando il vestito di lino lunghissimo che lei indossa, svelando una pelle bianca e delicata che profuma di fiori. Gli sembra un prato da esplorare. Le slaccia il vestito chiuso da una cordicella lunghissima. Lei gli blocca la mano – no! non possiamo, non dobbiamo, lo sai - dice con la voce troncata di chi vorrebbe ma sa che non deve.
L’uomo ritrae la mano ma, preso dal desiderio, ritorna sui suoi passi.
- Ti amo, sì che dobbiamo - dice mentre continua a svestirla.
Lei lo guarda immobile ed impaurita, ma piena di desiderio. Lo aveva sognato a lungo quel momento, ma non poteva dirlo, non doveva dirlo.
L’uomo la spoglia lentamente con dolcezza e pazienza. Ora è nuda e non ha difese; d’istinto porta le mani a coprire i seni acerbi che nessuno aveva ancora mai visto. Lui le scosta le mani, ed osservandola si spoglia a sua volta. La donna lo guarda curiosa, non lo conosceva così; con la lingua si sfiora le labbra a svelare il desiderio. L’uomo le prende una mano e l’accompagna sul suo petto, lei fa un po’ di resistenza ma, quando sente il corpo caldo di lui, la paura svanisce e d’incanto si sente più libera. Lo accarezza, come a verificare che sia vero che lui sia lì.
Ora sono un corpo solo, si abbracciano per sentire il contatto della pelle, dei cuori, dei sensi.
Lui la bacia, prima sulla bocca, poi scende sul collo; lei si lascia andare, non conosce quelle sensazioni, si sente tremare dal desiderio. Una cosa nuova, mai provata, ma stupenda. La lingua di lui la esplora, dal collo va dietro l’orecchio, mordicchia il lobo, scende sulle spalle, giunge tra i suoi seni mentre i palmi delle mani li racchiudono. La bocca di lui si ferma su quei capezzoli ormai duri eccitandola sempre più. Lei gli prende la testa trattenendolo a sè, è troppo bello per farlo smettere. Lo sguardo di lei si sofferma sul fallo di lui, non lo aveva mai visto, lo guarda crescere, ha voglia di toccarlo; allunga una mano e lo afferra. Che sensazione sublime! Lo sente pulsare, sente i muscoli caricarsi di sangue che lo ingrossa, come se quel suo toccare gli trasmettesse piacere. Piccoli suoni escono dai due, sospiri che si confondono con l’infrangersi delle onde.
Lui la esplora con la lingua fra le gambe, una goccia di piacere si intravede in quel fiore non ancora colto. La succhia avido, come si trattasse di miele pregiato. Poi si alza e avvicina il suo grosso pene alla bocca di lei invitandola ad assaporarlo. Lei lo guarda, non sa cosa fare, con la punta della lingua sfiora timidamente la sua cappella, il gusto è aspro ma piacevole. Lui si spinge fra le sue labbra, l’invita ad assaporarlo per intero e lo fa avvolgere dalle piccole mani di lei.
Lei non sa perché ma lo fa, segue i movimenti di lui che fanno entrare ed uscire il grosso pene dalla sua bocca - succhialo, giocaci con la lingua - le sussurra. Lei obbedisce e stranamente il vederlo eccitarsi a quel suo fare eccita anche lei.
La fa sdraiare e le si mette di fianco, le bacia nuovamente i seni, mentre con la mano la accarezza tra le gambe, cercando il suo piccolo clitoride ancora semi nascosto.
- Ti voglio, ti voglio adesso – esclama lei con parole che sino ad allora non pensava nemmeno di saper pronunciare. Lui le allarga le gambe, con la lingua la prepara ad accoglierlo, non vuole farle troppo male, vuole che sia ben lubrificata. Poi le scivola sopra, struscia la cappella sul clitoride di lei che al contatto ansima. Lentamente si fa spazio nella stretta fessura, la punta è quasi dentro quando lei gli grida:
- Entra, adesso dai! –
Un colpo di reni lui, un urlo lei. Poi un lento movimento dentro e fuori che la fa ansimare. Lo stringe forte, lo attira a sè, quasi a non volerselo far scappare. La sente stretta attorno al suo pene, lo avvolge, una sensazione anche per lui nuova, quasi non riesce a contenere la sua eccitazione.
I sensi li avvolgono completamente, non si rendono neanche conto che il mare li cinge e li avvolge. Si agita su di lei frenetico, la bacia ovunque mentre spinge dentro il suo pene; lei lo cinge con le gambe, le braccia lo tengono stretto. Sono spariti i tabù e i “non si deve“.
Solo piacere, un piacere immenso, unico.
Non riesce più a trattenersi, esce velocemente da lei, agita il pene con le mani e un lunghissimo schizzo caldo la raggiunge tra i seni, fino al mento, fino alle labbra. Solo adesso scorgono il sangue. L’acqua del mare li ripulisce, poi un lungo abbraccio con le bocche unite a suggellare un segreto.
Si rivestono senza smettere di guardarsi, senza una parola.
Nuovamente abbracciati, soli sulla spiaggia, riprendono il loro cammino.
L’uomo torna anziano, lo sguardo perso su una spiaggia e su una donna bagnata dal mare.
Ora però vi è qualcosa di nuovo su quel vecchio volto: un sorriso.