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La Giornalista 2
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Titolo: La Giornalista 2
Autore: Spiritolibero
Contatto:
Racconto n° 2795
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Quella mattina in redazione mi sentivo molto svogliato. Vero avevo riposato poco, forse era il tempo uggioso, forse era altro, ma di lavorare quella mattina, proprio non volevo saperne. Misi gli occhiali ed accesi la tv che era sul muro davanti a me. Il tg nazionale stava facendo vedere l’ennesima strage al mercato in Iraq. Finite le immagini il video mise in primo piano il volto dell’autrice del servizio? Rimasi di sasso e cominciai a sudare freddo. No! Non era possibile! Laura, balbettai… ma è Laura quella lì. Sentii un colpo sulla mia spalla, era il mio direttore che mi diceva: “Hai visto? Sei stato un buon insegnate, complimenti Marco”. La sudorazione e la salivazione erano a mille. Non riuscivo a parlare e dentro di me non sapevo se gioire o sentirmi un verme. Finito il servizio in tv presi il telefono. Feci il numero e riattaccai subito. Forse ho fatto quel numero cento volte, ma alla fine mi decisi. “Pronto, sono Laura”. “Ciao Laura sono Marco” farfugliai. “Marco chi scusa?”. Ecco, lo sapevo, come poteva ricordarsi di me? Che stronzo che sono. “Marcooooooo... che sorpresa! Sono felice di sentirti, come stai?”. “Ciao Laura, ti chiamavo per farti i complimenti, ho appena visto il servizio, brava”. “Marco, hai visto? Noi donne non ragioniamo solo con l’utero, abbiamo anche un cervello, ma non sono arrabbiata con te, ti devo il mio successo e ti dirò di più, appena torno verrò a ringraziarti di persona, vestita come la prima volta, ricordi? Marco, ma ci sei? Pronto?”. Sì che c’ero, ma avrei voluto sprofondare sotto tre metri di terra. Era stata una bellissima lezione di umiltà per me. Non riuscivo a parlare e la sentivo chiamare il mio nome. “Marco ci sei? Sei ancora in linea?”. “Sì, Laura sono qui” balbettai. “E’ solo che non so cosa dirti, mi sento umiliato, ma sono davvero felice per te”. “Dai Marco, non ci pensiamo più, e poi, non te l’ho mai detto ma mi piaci un casino. Sotto la tua scorza da duro c’è un’anima molto dolce, lo sento anche adesso. Ti vedo che sorridi sai?”. Sì, è vero, stavo sorridendo, felice per lei. “Marco ti dico una cosa, appena torno ti invito a casa, almeno una cena te la devo no?”. “Ok dissi, ma pensa a te ora, stai attenta e torna presto, un bacio”. “Grazie Marco, un bacio a te e sii orgogliosa della tua allieva che ha messo l’utero da parte, ahahaha…”. Ecco, lo sapevo, è tremenda, non perde occasione per rinfacciare, ma stavolta il tono della sua voce era come un invito, come se volesse dirmi qualcosa. Chiusi il telefono e rimasi non so quanto tempo fisso davanti alla tv. Lo squillo del messaggio del cellulare mi risvegliò. Era ancora lei. “Appena torno, ho voglia di fare l’amore con te, dolce maschilista…”. Non sapevo se essere felice o meno, in fondo l’avevo proprio combinata grossa con lei. Ma avevo capito fin da subito che oltre al corpo stupendo aveva la stoffa della giornalista, ed ora per di più era pure un'inviata.

Un sabato sera senza un diversivo era una rottura di scatole. Comunque, visto che non avevo programmi e non avevo voglia di uscire, dopo una doccia rilassante mi misi in poltrona a guardare la tv.
Il campanello. “Chi rompe a quest’ora? Non aspetto nessuno” dissi tra me. E mentre aprivo la porta ecco Laura davanti a me che non mi dà neanche il tempo di parlare, si lancia su di me buttandomi a terra sul tappeto persiano davanti al camino acceso: “Marco, sono tre mesi che desidero questo momento… adesso sei mio…”.