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Bambola di carne
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Titolo: Bambola di carne
Autore: LadyUozz e IreneFlower
Contatto:
Racconto n° 2796
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La campagna tranquilla e dormiente mi accoglie nel pomeriggio in cui varco la soglia della sua casa. Sono perfettamente truccata, indosso un abito sobrio ed elegante, una camicetta grigio perla, una gonna nera al ginocchio, calze color carne, scarpe chanel con tacco da 5 centimetri, capottino rosso bordeaux. Insomma, sono una donna normalissima.
Mi accoglie caloroso e scrutatore e mi offre un drink, il suo sguardo mi conferma l’ottima scelta degli abiti e risveglia la passione che serpeggia incontrollata sotto la pelle.
Il calore del desiderio riempie l’ambiente, come stregata dal suo sguardo mi spoglio quasi del tutto, lentamente, conservo solo lo string che indosso sempre, una specie di mutandina in lattice di gomma molto resistente ed elastica.
Rimango immobile e imbarazzata alcuni minuti, nuda davanti a lui, come se stessi sostenendo un esame. Mi pizzica i capezzoli facendoli immediatamente inturgidire. Il suo sguardo di sofferma sui fori quasi invisibili che attraversano da parte a parte i miei capezzoli.
Un gesto perentorio ed inequivocabile mi fa girare, piegare il busto in avanti in modo da offrire le mie natiche alla sua ispezione.
Sembra gradire la mia perfetta depilazione, le sue dita scivolano sullo string provocando una tensione immediata; la mia eccitazione è tangibile.
Con premura mi porta davanti ad un grande specchio, in modo da farmi vedere le varie fasi della mia trasformazione in manichino umano. Unico segnale: il foulard nella mia mano. Se lo lascerò scivolare a terra vorrà dire che qualcosa non va.
Siamo entrambi eccitati quando inizia la trasformazione, il rischio, l’inusuale “gioco” fa scorrere l’adrenalina in entrambi.
Mi inserisce in bocca una palla di gommapiuma con infilato un tubo di plastica schiacciato e sagomato alle estremita' in modo da sporgere dalla bocca al livello delle labbra. E’ la volta di una cuffietta in gomma del tipo usato in piscina, che racchiude al suo interno i capelli.
Poi sugli occhi mi fa aderire dei dischi di plastica con dei piccolissimi fori, quel tanto che serve a vedere qualcosa, ma non piu' dello stretto indispensabile.
Lui prende delle bende di nylon e comincia a fasciarmi la testa, lasciando scoperti solo i fori per gli occhi e l'apertura per respirare. In breve il mio viso é molto simile a quello di una mummia egiziana, sento la bendatura comprimermi la faccia, respiro a fatica, ma l’eccitazione mi sostiene, mi sprona ad arrivare fino in fondo.
Mi guardo allo specchio, il mio viso é una maschera inespressiva, la superficie liscia, interrotta solo dai due forellini per gli occhi e dall'apertura del boccaglio per respirare.
Non vedo quasi nulla, sento pochissimo e respiro a malapena.
L’eccitazione è alle stelle quando intravedo Lui che prende dal suo borsone uno strano capo di abbigliamento, sembra un busto di pelle nera, ma è dotato di numerose cinghie di chiusura e sulla parte posteriore ha una specie di sacca interna anche questa dotata di cerniere e chiusure a laccio. Con rapidi e precisi movimenti me lo fa indossare, il contatto accresce in me il desiderio. Sono nelle sue mani, completamente.
Sollevo le gambe una ad una e le infilo nel busto. Mi piega gentilmente le braccia dietro la schiena, facendomele infilare nella sacca posteriore, stringe i polsi con un'invisibile cinghia bloccandomeli all'altezza della vita. Sento scorrere la lampo della sacca finchè il suo ferreo abbraccio che mi serra i gomiti uno contro l'altro. Uno alla volta stringe i lacci posteriori.
- Espelli l'aria più che puoi – la sua voce è un sussurro.
Ad ogni laccetto che stringe sento il mio corpo irrigidirsi e il respiro mi manca, ora ho un vitino da vespa, come quello delle dame del settecento.
Con perizia mi cinge un reggiseno imbottito di una misura spropositata al punto da sbilanciarmi in avanti.
La circolazione sanguigna rallenta... per un lungo attimo mi pare di svenire quando mi fa sedere sul bordo del letto. Lui mi scruta dubbioso, con un cenno lo rassicuro. Con maestria mi fa indossare la tuta in lattice, la mia seconda pelle. Mi osservo allo specchio.
Ora sono un manichino colore rosa innaturale. Le calze nere che mi infila sono intriganti.
Dalle spalle le maniche della tuta penzolano inerti, ma presto vengono riempite con un'imbottitura di gommapiuma e completate da una coppia di finte mani in gomma, con tanto
di unghie laccate di un rosso vivo. Ora è la volta dell’abito di seta rossa, le scarpe col tacco altissimo (16 cm!), poi mi infila una maschera che propone le fattezze del volto di una donna, truccato alla perfezione, e mi calca una parrucca a caschetto nera.
Eccitata all’inverosimile mi osservo e non mi riconosco in quella splendida bambola di carne.
Mi accomoda al desco ben preparato per una cena alla quale io non posso fare onore e lo osservo, muta, impassibile, mi nutro della costrizione.
Finita la "cena" mi guida nuovamente in camera, mi sfila l’abito di seta rossa e mi fa stendere delicatamente sul letto per toccarmi su tutto il corpo, sento il suo leggero massaggio attraverso la pelle sintetica, le sue dita insinuarsi maliziose tra le gambe che istintivamente allargo mentre mi lascio sfuggire degli indistinti mugolii di piacere, soffocati dal bavaglio che quasi mi impedisce di respirare. Lui avvicina il suo viso al mio inguine e inizia a leccarmi proprio sopra, dove lo string comprime il mio pisello, oramai in preda ad una tremenda eccitazione. Il contatto delle sua lingua attraversa la sottile membrana di gomma e la sento leccare avidamente il mio sesso eccitato.
Intanto la sua mano si insinua nella cerniera abbassata e comincia l'esplorazione
della mia intimità posteriore, un dito mosso con sapienza sta insinuandosi nel mio sfintere
caldo ed ospitale. Mi dimeno convulsamente per invitarlo a proseguire nella penetrazione, lo desidero!
Ma lui toglie il dito e comincia a leccarmi avidamente. Mi fa impazzire!
Improvvisamente sento un qualcosa di naturale che si apre un varco e mi penetra con dolce determinazione. Le successive spinte, sempre più determinate mi spingono ad avvinghiarlo con le gambe mentre mi dimeno in preda all’eccitazione... mi sto sciogliendo dentro alla mia costrizione... lui incalza a sua volta eccitato... lo sento esplodere dentro di me, squassata da deliranti onde di piacere.
Dopo pochi minuti sento le sue mani che vogliono girarmi, si insinuano nella costrizione e liberano il mio sesso, immagino si soffermi ad ammirare l’eccitazione... sento la sua bocca avvilupparlo, succhiarlo golosamente, fino all’esplosione immane del mio godimento...