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Mariarosaria
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Titolo:
Mariarosaria |
Autore:
Ossigeno |
Contatto:
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Racconto
n° 280 |
Altri
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Era una mattina di Febbraio; fredda, ma piacevole.. Ero deciso; quella mattina avrei fatto sesso con lei.. Andai in un paese vicino, in una farmacia dove non sono mai tornato, dove mi sembrò che la ragazza alla cassa mi rivolgesse uno sguardo complice infilando la scatola di preservativi nella busta.. La mia panda corse verso casa sua..
Le avevo telefonato un paio di ore prima, svegliandola, dicendole che volevo parlarle di persona.. Mi aveva detto di vederci nel pomeriggio ma io l'avevo richiamata.. Tanta era la voglia che avevo di lei che avevo la vista appannata...
Rimasi una decina di minuti davanti al portone aspettando trepidante che giungesse l'ora dell'appuntamento.. Salendo le scale cercai di darmi un contegno; ero eccitato fino all'inverosimile.. Quando mi accolse in casa dovetti farmi violenza per non saltarle addosso.. Lei era alquanto turbata, le mie telefonate l'avevano colpita.. Mandò i bambini in camera loro dicendomi di accomodarmi in salotto.. Le chiesi di indicarmi il bagno e di aspettarmi sul divano.. Grande fu il mio rammarico quando mi accorsi di esser entrato nel bagno padronale dove lei non teneva la cesta dei panni sporchi; avrei voluto scaricare la tensione sulle sue mutandine usate ma così non fu.. Uscii dal bagno con gli occhi fuori dalle orbite; sembravo un assatanato; vedendomi in quello stato mi chiese se volevo un bicchiere d'acqua.. Rifiutai guardando i suoi seni nascosti da un maglione giallo e le sue gambe chiuse in un pantalone blu.. Lei mi chiese cos'è che volessi dirle di così urgente; ma io la immaginavo già curva su di me con il mio membro tra le sue labbra.. Lei non immaginava cosa volessi fare; era terrorizzata che le dessi delle notizie del marito che due anni prima aveva messo in valigia due camicie e il suo sax prendendo la porta per non tornare più.. Quando me ne accorsi mi resi conto che tutta la tattica che avevo preparato minuziosamente la sera prima per convincerla a fare sesso con me era andata a "donne di facili costumi"..
Le avrei detto che non cercavo un coinvolgimento sentimentale ma solo tanto, puro, brutale, sesso.. Io avrei messo tutta la mia voglia, tipica di chi, data l'età, lo farebbe dalla mattina alla sera, e in cambio avrei chiesto la sua esperienza che un paio di anni di incontri col vibratore di certo non avevano arrugginito.. Ogni volta che la sua micina avesse avuto voglia sarebbe bastata una telefonata per farmi giungere in suo aiuto.. Già pregustavo i week-end passati a casa sua (senza i marmocchi, spediti dai nonni)a farlo, farlo e farlo ancora..
Dovetti comunque proseguire con il mio piano e le dissi che la sognavo da un paio di notti e che avrei voluto che quei sogni diventassero realtà.. Lei non capì; pensò che le volessi donare il mio cuore ma era ben altro che volevo darle.. Quando si accorse delle mie intenzioni sussultò e disse < mi dispiace, conosco i tuoi genitori da tempo, non posso far loro questo >.. Io le ricordai di aver già raggiunto la maggiore età ma lei fu inamovibile..
Mi accompagnò alla porta precedendomi; alla vista del suo sedere che si muoveva davanti a me non resistetti e la presi per i fianchi tirandola a me e facendole sentire la mia erezione.. Lei si girò con occhi languidi ma controllando le sue voglie sussurrò < questa è la prima e l'ultima volta >.. Mi tirò giù i pantaloni e lo prese con la mano attraverso la fessura dei boxer.. Iniziò un movimento ritmico che mi fece perdere la cognizione del tempo; mi appoggiai al muro per non cadere; ansimavo ad occhi chiusi, ero schiavo della sua mano.. Raggiunsi l'orgasmo in un grido strozzato sporcandole i pantaloni e la mano e quando aprii gli occhi potetti solo intuire cosa stesse facendo l'altra mano immersa nei suoi pantaloni.. Venne in un brivido che si spinse fino al mio membro ancore stretto nel suo pugno.. Mi tirò su i pantaloni e senza dir parola aprì la porta di ingresso e dandomi un bacio sulla fronte mi chiuse fuori.
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