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Ancora tu
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Titolo: Ancora tu
Autore: Caramella bolognese
Contatto:
Racconto n° 2821
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Quando ho appreso che ti avrei rivisto, dopo tanto tempo, una strana vertigine mi ha fatto quasi vacillare, un'improvvisa fitta al basso ventre; la voglia di te, evidentemente solo in superficie sopita, mista al timore di venir nuovamente travolta dalla passione, mettendo in pericolo il rapporto costruito in questi lunghi mesi con un altro uomo.

La mattina di quel giorno aveva visto una lunga ed accurata preparazione, una scelta attenta dei vestiti e della biancheria intima da indossare, per essere più attraente che mai.
Non sapevo ancora di volerti, il mio legame, almeno a livello razionale, me lo impediva, ma c’era la volontà, forse narcisistica, di vedere nei tuoi occhi lo stesso desiderio.

Il tuo profumo, è stato quello a farmi rapidamente voltare, ancor prima che mi appoggiassi la mano sulla spalla, mentre ridefinivo i dettagli con alcuni colleghi appena fuori dalla saletta riunioni.
Il tuo sorriso, l’assenza di imbarazzo sul tuo volto, l’udire ancora una volta il mio nome in modo così sensuale e virile, mi hanno lasciato priva di difese, in lotta con la mia eccitazione e i miei sensi di colpa.

Hai subito iniziato il rituale di seduzione, lo sapevo che ti saresti vendicato, che non avevi ancora accettato quel mio rifiuto, quel mio metterti da parte per una storia, magari più banale, ma più sana. Era una questione d’onore il possedermi un’ultima volta.
Ti piace corteggiare, sei estremamente bravo e la tua origine meridionale, così diversa dalla mia, sicuramente ti aiuta; io però cerco di difendermi e, davanti ad una tazzina di caffè, ti racconto con entusiasmo della mia nuova vita, sebbene mi renda conto che questa mia allegria ti eccita ancora di più. Una sfida nella sfida.

L’ora dell’appuntamento con il mio capo è ormai prossimo e così ci avviamo alle scale per salire ai piani superiori, ma con un rapido movimento ed un pizzico di fortuna riesci a fermare l’ascensore e a spingermi dentro.
Noi due, soli. Non mi tocchi, non provi nemmeno a baciarmi, bastano due semplici parole bisbigliate all’orecchio per farmi capitolare: “voglio scoparti”.

Ora sono io a dirigere il gioco, evitando di farci notare troppo ti conduco nella stanza dell’archivio, luogo appartato e poco frequentato, chiudo a chiave la porta e spengo la luce.
E’ da quando lavoro qui che sogno di farci del sesso, un paio di volte mi sono addirittura sfiorata nella solitudine delle mie brevi ricerche lavorative.

Sono fremente, ti allento la cravatta e ti sbottono la camicia; ti bacio il torace soffermandosi sui capezzoli, che succhio avidamente, poi mi inginocchio e bacio il tuo membro, che pulsa impaziente nascosto dalla sottile stoffa dei boxer. Insinuo la lingua sotto l'elastico, voglio sentirne l’odore, godere nell’olfatto della tua essenza di maschio; scosto i miei lunghi capelli per guardarti negli occhi, per gustarmi le sottili smorfie che compaiono sul suo volto mentre sei in preda all’eccitazione.
Lo prendo in bocca, interamente, quasi per ingoiarlo, raccolgo i testicoli tra le mani strette a conchiglia, serrandoli dolcemente e li strofino scorrendo velocemente i palmi sopra di essi.
Ormai il tuo pene è turgido e gonfio, ma ho ancora un giochetto in serbo per te: lascio scivolare sul glande della saliva che percorre l’intero tuo membro e, giunta quasi alla fine, con la lingua la riporto nuovamente su.
Così, per più di una volta, interrompendo quando ti sento al limite; prima ho voglia di averti dentro di me, di sentire il tuo membro scivolare avanti e indietro nel mio sesso.

Non abbiamo molto tempo e rischiamo grosso, lo sappiamo bene entrambi; tu inoltre sei troppo eccitato ed hai voglia di concludere.
Mi prendi il viso tra le mani, mi alzi e con un lungo bacio mi giri e mi sbatti dolcemente contro lo scaffale pieno di documenti; non mi lasci il tempo neanche di chinarmi, me lo infili dentro con un colpo solo, da dietro, scostando leggermente il perizoma che indosso.
Davanti una tua mano strizza il mio seno, mentre l’altra stimola abilmente il mio clitoride e dietro il tuo bacino mi colpisce con colpi decisi e vigorosi.

Il mondo reale è là fuori e mi aspetta, ma intanto, dentro questa nicchia, temporale e spaziale, godo.