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Travallier Jamais
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Titolo:
Travallier Jamais |
Autore:
Humbert |
Contatto:
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Racconto
n° 2831 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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- TRAVALLIER JAMAIS - c’era scritto su quel muro della Sorbonne. E mi è rimasto impresso nella mente quello slogan situazionista; dei tempi in cui si discuteva di come la Proprietà Privata fosse solo un furto e di come a quel furto, a quel peccato originale dell’umanità sociale, si dovessero ascrivere tutte le nefandezze del mondo. E qualcuno, forse in modo troppo semplice, o forse solo malato di omeomorfismo facile, trasponendo piani e figure, finiva per accusare la stessa perversione possessiva di essere la causa primaria, anche dei nostri malanni d’amore. Troppo facile pensare che sia un problema di proprietà o di merci anche quello annoso della figa. Si tratta di questione ben più complessa ed a ben altro piano etico si deve far riferimento per affrontare e dirimere l’annosa questione del – Perché proprio lei? Perché proprio io? - Ridacchiavo come uno scemo pensando a quante stronzate possa partorire la mente umana quando sei ubriaco fradicio, hai qualche canna di troppo in corpo, e sei solo come un cane in quella strana barca che chiami casa, circondato da ricordi, disegni, poesie di una donna sola che non dimenticherai mai e che ti ha rovinato la vita. Ma se la Proprietà è un furto, la Verità è dunque un peccato? Mi suonava nella testa, ovvia conclusione del salto di piano etico, dal sociale al sentimentale. Se la Proprietà Privata è la maledizione della vita sociale, è la Verità allora ad essere la maledizione della vita sentimentale? Ed allora che bugia sia. In questo mondo bugiardo costruiamo un mondo dove la Verità sia bandita per sempre. E così, con questo sogno nella testa, ancora appesantito dalla notte, quella mattina la rividi. Bella, rossa, nuda e senza pudore ai miei occhi. L’avvicinai mentendo, come mentendo l’avevo allontanata da me. La cercai bugiardo e scanzonato, e lei mi accettò per quello che ero. Un falso, lurido porco con un’idea ossessiva nella mente. Lei. La sua figa. Baci rubati, amori proibiti, sesso crudo e rabbioso. Nella trappola di un mondo senza Verità assumevano rapidi il contorno di una storia d’amore. Amanti di tutto il mondo unitevi. E mentite. Non dite il vero. Tradite! E’ il peccato che rende speciale una storia normale. Diceva la voce del baffuto statista dal palco del suo comizio. Scopare mai più! Diceva un’altra voce. L’anima mia situazionista.
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