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Claus
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Titolo:
Claus |
Autore:
Doroty Patt |
Contatto:
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Racconto
n° 2844 |
Altri
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Accade spesso, ma recentemente di più, che io esegua il mio lavoro a Roma per motivi di pratica individuale-aziendale. Accade spesso che mi vesta Chanel per attirare gli sguardi dei clienti del palazzo Hermes di mio marito. Il trenta di Aprile attendevo con ansia l'arrivo di Claus Salgari, imprenditore della MGM Production's, una compagnia che tratta essenze da tutto il mondo. Dovevo testare una nuova fragranza per inserire nel nuovo profumo estivo della casa, ma il signor Salgari era in ritardo sulla tabella di marcia. Così chiesi alla mia segretaria, Livia, di portarmi le cartelle della nuova linea autunno-inverno, anticipazioni stagionali di Chanel, perchè volevo trovare l'abito per una cerimonia internazionale che si sarebbe tenuta a New York. Livia nella sua andatura dimessa arrivò contemporaneamente al signor Salgari, che a mio avviso poteva vestirmi meglio di un qualunque abito Chanel. Occhi neri, capelli neri, pelle olivastra e sotto il gessato Armani un corpo per mia soddisfazione decisamente portentoso. Lui mentre mi snocciolava, scuse e essenze, nomi e derivazioni da sotto la mia gonna di raso nero, la mia insenatura stava decisamente liquefacendosi dall'eccitazione... la voce di quell'imbusto era calda e profonda, roca e seducente. Quella bocca carnosa e quei denti bianchi li avrei voluti sui miei capezzoli turgidi e profumati di miele... Accade ad un tratto, lui si sporge sulla scrivania, e mi apostrofa con ardente concessione, io lo afferro per le mandibole e lo divoro totalmente con un bacio alla francese. Livia... era uscita e comunicai che non volevo essere disturbata per la prossima mezz'ora. Fui catapultata sulla cartella di Chanel, tra le 100 essenze orientali, fui sbattuta a ripetizione, da un nerboruto e tiepido martello di carne e sfere... ero inebriata, scompigliata, piacevolmente aperta alle sue intenzioni, mentre continuava ad illustrarmi la sua selezione di essenze. Non aveva che tirato giù la zip, per soddisfarmi, inorgoglirmi del suo ardito arnese. La mia gonna fu battezzata da una fontanella di caldo sentore liquido e diluito dai miei umori e lui ricomposto e con viso paonazzo segnò con il mio complice appunto l'essenza più costosa ma, alla sua uscita, io non seppi come giustificare le macchie sulla gonna e così richiamai Livia con la certezza di convincerla a portarmi una nuova gonna senza farle sospettare nulla. Ho ricevuto un fax proprio stamani, diceva: "Cara Doroty, non è mia abitudine farmi le mie clienti per convincerle ad acquistare la fragranza migliore... ma la tua bocca e il tuo sorriso mi hanno letteralmente sconvolto... spero solo di non aver abusato e fatto torto ad una delle donne più belle che abbia mai incontrato!" La mia risposta? "Caro signor Salgari, lei è stato il più abile rappresentante di essenze che abbia mai incontrato, con questo la saluto e provveda ad inviarmi il campione base non più tardi del giovedì PV... grazie dei suoi complimenti ma sono una donna sposata". Attendo che l'essenza arrivi, intanto mi godo ancora con grande gola quel delittuoso affronto alla mia carne. Ho scelto anche l'abito della linea Chanel del prossimo autunno, ma sono certa che l'avrò in dono dal signor Salgari vista la sua risposta alla mia risposta: "Ohhh... comunque accetta anche il mio regalo di Chanel quando arriverà l'essenza! Baci Claus"
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