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Penombra nella stanza
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Titolo:
Penombra nella stanza |
Autore:
Subsub |
Contatto:
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Racconto
n° 2850 |
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Penombra nella stanza. Luce morbida e soffusa. Osservò i suoi piedi stupendi dalle unghie pitturate di smalto nero infilati nei bellissimi sandali dal tacco alto che lui le aveva regalato. Indossava solo quelli. Li aveva messi per lui. E per lui si era data il profumo. Un suo regalo. Un profumo che ormai l'inconscio di lui associava alla sua pelle. E si era depilata il pube per lui. Il suo sesso ora aveva una morbidezza serica, fantastica ed eccitante. E quell'eccitazione adesso la sentiva scendere, liquida, verso l'esterno. Ma lui non c'era. Era lontano da lei. Si sdraiò sul letto, raccolse a sè le gambe e si accarezzò i piedi, poi risalendo le caviglie, i lati delle ginocchia, l'esterno delle cosce, i fianchi ed infine posò le mani aperte sui seni, stringendoli, assaporando la durezza dei capezzoli. Gemette. Dopo un lungo istante di immobilità la sua destra scese, sorvolò sfiorandola la pancia, assaporò il rilievo liscio e morbido del monte di Venere e si posò aperta sul sesso che ora reclamava attenzione. Si concentrò su di lui, sulle sue mani, sulla sua bocca. Quando il dito entrò in lei, risalendo il fiume in piena che scendeva dal suo profondo, inarcò la schiena, spinse i seni verso il soffitto, reclinò la testa indietro e sospirò. Le ci vollero pochi secondi per trovare il punto G, ma quando lo toccò tutto il suo essere esplose immediatamente, e tutta la tensione accumulata si fece strada in lei e proruppe dalle sue labbra in un urlo prolungato, profondo e soffocato. In quell'istante sentì il suo odore, sentì il tocco delle sue mani su di lei.
Il primo sole la sorprese svegliandola, strappandola dal sogno. L'amaro sapore della solitudine riempiva la sua bocca.
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