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Una ragazza normale
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Titolo:
Una ragazza normale |
Autore:
Luke |
Contatto:
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Racconto
n° 2880 |
Altri
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Una ragazza normale, sì. Tutti mi considerano una brava ragazza, una brava mamma, una brava moglie. Coniugo e coordino sempre tutto nella giornata: gli impegni, il lavoro, la casa. Brava, tutti mi dicono che sono brava ed organizzata, ma vivo nella consapevolezza che la mia vita non è piena, vissuta. Con Carlo, mio marito, ho un rapporto ottimo. Litighiamo poco, abbiamo un’ottima intesa sessuale e ci troviamo concordi nelle decisioni familiari. Spesso, quando siamo in intimità, mi sussurra frasi forti, del tipo -faresti l’amore con un altro?-, -e con una donna?-. Io ammicco per farlo contento, ma entrambi sappiamo che sono solamente provocazioni mentali, pepe e sale del sesso tra coniugi. Oggi, che mi trovo a raccontarmi e raccontare, devo ammettere che mai nella vita bisogna dare le cose per scontate, mai sentirsi organizzati e superiori. Infatti, l’occasione per sconvolgere la routine arriva per tutti prima o poi, occorre solo volerla e saperla cogliere. La mia occasione si chiama Marco, un amico dei tempi della scuola. Ricordo perfettamente il suo invito, era una giornata di fine maggio. Squilla il mio cellulare, è Marco che, invitando sia me che Carlo, mi comunica di aver organizzato una vera rimpatriata con tutti gli amici di scuola nella sua villa al mare per un fine settimana, per festeggiare i dieci anni dal diploma. Unica condizione, no figli. Marco avverte la mia perplessità e deridendomi, acuisce il mio senso di sfida, portandomi a dire -Si ok, ci saremo-. Marco era sempre stato un tipo allegro, che con il suo modo di fare risultava, a chi lo frequentava, corretto in ogni suo atteggiamento. Non era bello nel senso estetico della parola, ma appunto grazie alla sua allegria era molto corteggiato dalle donne, che lo avevano sempre trovato affascinante. Comunico l’invito a Carlo, che con grande entusiasmo accetta, consapevole che un week end senza figli e con amici di vecchia data non può che fare bene. Il gran giorno arriva, partiamo alla volta della villa sul mare; durante il tragitto ammiro il riflesso del tramonto nel mare, è una visione che mi ipnotizza ogni volta, quel colore argento instabile fa sì che ricordi piacevoli e non, tornino alla mente. Sono distolta dai miei pensieri, è il calore della mano di Carlo che mi accarezza la coscia. -Questa sera avremo modo di stare finalmente soli e, preparati, ho una voglia matta di possederti-. Gli sorrido con lo sguardo più sexy che riesco a donare e gli sussurro -Certo amore, non vedo l’ora-, e sono sincera. L’euforia di rivedere vecchi amici, lo stare soli, mi procura un crescente stato d'eccitazione. Sento il mio sesso pulsare e la mia pancia formicolare. Se… se… se non fossi una ragazza normale ora direi a Carlo di accostare per fare sesso sul bordo della strada, come una di quelle, ma sono una brava ragazza e certe cose non le fanno le brave ragazze. Arriviamo alla villa, molto bella dall’esterno, con alberi da alto fusto e una piscina che farebbe invidia a qualsiasi circolo sportivo. Quando giungiamo è l’imbrunire e l’effetto delle candele tonde che per tutto il perimetro sono state piazzate per l’evento, rendono la palazzina ancora più bella, più elegante, come una bella donna che si adorna di gioielli. Marco ci attende all’entrata, noto subito che in fondo, nel lato sinistro dell’edificio, sono parcheggiate numerose auto, sintomo che siamo in ritardo e che gli altri ospiti sono già sopraggiunti. Quando l’auto si ferma e il motore finisce di borbottare scendo e Marco, da gran galantuomo, agevola il mio movimento porgendomi la mano. A primo impatto ammetto fra me che è molto migliorato esteticamente, abbronzato e prestante nel fisico, e non nego che oltre al piacere che provo nel rincontrarlo dopo parecchio tempo, provo un altro piacere, più profondo, ma sono una brava ragazza… Marco è vestito in maniera sportiva, ma allo stesso tempo elegante, con giacca e pantaloni bianchi e maglia nera sotto. Ringrazio la mia organizzazione mentale, quando ho deciso di portare qualche abito più impegnativo per me e Carlo, al contrario di quanto lui sosteneva. Entrando nella villa, mi colpisce l’arredamento moderno che si discosta notevolmente dai rivestimenti e dai soffitti quasi barocchi. Nel complesso l’abbinamento è notevole e si comprende che Marco non ha badato a spese nell’allestire la villa. Marco ci dice che gli altri ospiti sono intenti a cambiarsi per la sera. In effetti in giro non incontriamo anima viva, solo un cameriere intento ad adornare un’enorme tavola imbandita. Marco ci lascia in camera e ci dice che alle 21 la cena sarà servita, ma prima di andarsene dice -Che bello avere qui anche voi, che bei ricordi e tu sei sempre più bella, Carlo è stato più bravo e più furbo di me nel posare i suoi artigli su di te - e va via. Le mie guance sono infiammate, lo avverto dal calore, Carlo sorride nel vedere il mio imbarazzo. Lo colpisco su una spalla e ridiamo di gusto. In effetti da ragazzi eravamo tutti e tre molto legati, passavamo molto tempo assieme, studiavamo assieme, vacanze nello stesso posto, fino a che Carlo mi aveva dichiarato il suo amore, con l’inevitabile lento allontanamento di Marco. La camera è sobria, ma accogliente. Mi rendo conto di essere felice, mi avvicino a Carlo intenta a provocarlo, lui capisce subito le mie intenzioni e mi frena ricordandomi che abbiamo poco tempo e che dobbiamo prepararci, e che la notte sarà lunga ed intensa. Prima di vestirci, ci regaliamo una doccia veloce e rilassante. Per Carlo preparo un completo scuro e una camicia chiara, con colletto aperto; la preparazione dei miei vestiti è tutto altro che semplice, li scelgo con cura e perizia. Dei due abiti adatti da me portati, scelgo quello nero lungo alle caviglie, sotto indosso un perizoma di pizzo, con reggiseno abbinato. Il vestito è bello e sexy, uno dei preferiti di mio marito, perché sostiene mostri le mie forme disegnando la mia silhouette con maestria. Come calzatura indosso un sandalo aperto con tacco alto e swarovski, molto sensuale. Un filo di trucco per guarnire il tutto e sono pronta. Mi sento bene quando mi vesto così e anche Carlo sembra apprezzare l’abbigliamento, tanto che non mi leva gli occhi di dosso ed io, quasi per punirlo dal rifiuto precedente, accentuo quei tipici movimenti che distinguono una donna sensuale dalle altre, per farlo morire. -Sei bellissima, non vedo l’ora di spogliarti, vedrai sarà una serata intensa-. Mi soffermo a riflettere che sono due volte che mi dice che sarà una serata intensa, che stia progettando qualcosa di speciale? Bah. Scendiamo per la cena, che bello rincontrare facce amiche, la serata trascorre allegra tra un -Ti ricordi la prof…-, -…e quando siamo stati in quella gita…-, -..e Marina quella della IV C che roba che era.- e cosi via. Carlo mi ha evitato per tutta la cena, sempre pronto a mettersi al centro dell’attenzione, facendo lo splendido con vecchie fiamme. Marco invece non mi ha lasciata un attimo, abbiamo cenato vicini, ridendo e sorseggiando un buon bianco frizzante. Mi ha raccontato della sua carriera, di come vanno bene gli affari. In un paio di occasioni mi ha toccato amichevolmente il braccio per attirare la mia attenzione su alcune situazioni comiche. Devo ammettere che quei lievi contatti non mi hanno lasciato affatto indifferente, la mia pancia e la mia testa sono state scosse, ma sono una brava ragazza e devo stare al mio posto. La serata, oltre che ad essere estremamente piacevole, mi ricorda quei locali dove luci soffuse e gente che si diverte attendono tutti un’unica cosa: il dolce della sera. In effetti le luci basse, l’aria tiepida, l’abbigliamento degli ospiti portano ad un unico pensiero, il puro e genuino divertimento. Dopo cena ci trasferiamo tutti all’esterno sul bordo piscina, dove l’atmosfera da serata estiva è ancora maggiore. Tutto intorno alla piscina sono disposti dei tavoli con sopra delle enormi coppe piene di long drink, riempite di cannucce dalle quali abbeverarsi tra un ballo e l’altro, infatti una musica da disco riempie tutta l’aria che ci circonda. Al secondo sorso di bevanda, comincio a sentirmi intorpidita e disinibita, considerato anche l’abbondante vino sorseggiato durante il pasto. La sensazione è piacevole, mi sento diversa, libera. Certo devo stare calma, devo ricordarmi che sono una brava ragazza, ma Carlo dove è? Ora che ho bisogno di lui. Intanto Marco non mi lascia mai, le sue premure, i suoi sguardi, mi rendono orgogliosa e fiera di essere desiderata. Perché a questo punto è innegabile che Marco mi sta facendo la corte, nessuna donna può resistere a tante attenzioni, ma io sono una brava ragazza e cerco di frenarmi, anche se all’interno delle mie gambe qualcosa vorrebbe diversamente. Quando Marco avvicina la sua bocca al mio orecchio, con la scusa di spettegolare su la vecchia ed antipatica prima della classe, è troppo tardi per alzare le difese. Il suo bacio dietro al collo e la frase -Qualsiasi cosa pur di far l’amore con te, dimmi cosa posso fare?-, mi lasciano interdetta e basita. La riprova di ciò che pensavo senza ammetterlo, e che Marco mi vuole. Carlo dov'è? Sento l’eccitazione andare alle stelle, lui mi prende per mano e mi trascina dentro la villa. Saliamo le scale, sono come ipnotizzata, mi sento posseduta. Entriamo in una stanza grande, presumo essere la sua. Come siamo dentro, ci baciamo con passione, lui ha un buon sapore di crema solare dopo la doccia, per un momento ho rimosso il mio essere brava ragazza. Sento le sue mani avvolgermi i seni, i capezzoli sono dritti, ora sarebbero visibili anche con il vestito, per quanto sono sporgenti. La mia fragola è bagnata in maniera indecente. Complice l’alcool, complici i miei sensi, ora sono completamente in balia di Marco e non ho nessuna intenzione di fermarmi, di reprimere le belle sensazioni che provo. Carlo dov'è? A questo punto non m'importa, poteva essere più presente. L’unico tarlo che mi reprime è che sono una ragazza normale, e le brave ragazze queste cose non le fanno. Questa constatazione, aggiunta alla consapevolezza del tradimento che sto per consumare, mi danno forza per dire a Marco -Fermati ti prego-. Lui ormai perso nella mie cosce, si alza e mi guarda sorridendo. Che vuol dire quel sorriso? Solo in quel momento vedo Carlo seduto su una poltrona nella semi-oscurità. Allora comprendo, capisco che ha assistito a tutta la scena, che assieme all’amico ha ordito una trappola nei miei confronti. La rabbia mi assale, mi sento avvampare, mi sento tradita e manipolata dalle persone che più avevo a cuore. Il silenzio nella camera è interrotto da Carlo -Tesoro, vedi, ho voluto metterti alla prova due volte, lo so, non è una cosa bella, ma credimi un giorno saprai apprezzare questo mio forte gesto. Intanto ti ringrazio perché hai avuto la forza di fermarti sul più bello e poi ti ringrazio perché hai dimostrato di saper apprezzare le emozioni, di essere anche tu un essere umano, con tutte le debolezze, e che anche te puoi cadere in tentazione- Sono infuriata, ma riconosco che Carlo ha ragione, finalmente per la prima volta non mi sento una ragazza normale, finalmente ho preso coscienza che anche io posso essere viva, trasgressiva, un po’ troia. Adesso la consapevolezza è piena e il gioco lo voglio dirigere io. Afferro Marco, e gli slaccio i pantaloni, il pene è ancora eretto, bello, maestoso. Mi tuffo con la bocca e lo ingoio quasi tutto, Marco si lascia sfuggire un gemito e Carlo mi guarda, si slaccia i pantaloni e comincia a toccarselo. Sono tremendamente eccitata, vedere il mio uomo sconcio ed imprigionato nella visione di me che succhio con forza il pene di Marco. Sento la mia fragolina gocciolare, il sapore di un pene nuovo tra le labbra mi sta facendo perdere la ragione. Mi alzo la gonna e mi abbasso il perizoma, mostrando le natiche aperte a Carlo, il quale non aspettava altro. Mi penetra da dietro. I suoi movimenti, da subito frenetici, si fanno sempre più forsennati. Sento il sedere che mi brucia, ma per la prima volta sento anche che sto per venire, senza essere ancora stata neanche sfiorata nella fragolina. E’ una sensazione bellissima, sentirsi presa contemporaneamente da due uomini, sentire le loro mani contemporaneamente toccare il mio corpo, essere desiderata, trasformarmi nel miglior giocattolo che i loro desideri abbiano mai atteso. L’orgasmo arriva devastante, mi sconquassa, le scosse nervose mi percorrono ogni angolo del corpo, urlo, ma il suono è soffocato dal sesso che mi riempie la bocca. Non c’è dubbio: mai nella mia vita ho provato un piacere così intenso, così pieno. I miei compagni non vogliono certo che la serata finisca a questo punto e d’altro canto Carlo, in un certo senso, me lo aveva anticipato con quella frase -sarà una serata intensa- ed aveva ragione. Marco mi gira e mi aiuta a sdraiarmi pancia all’aria sul suo imponente letto, intanto Carlo prende una confezione d'olio da massaggi, almeno mi sembra, e comincia a lasciare sulla mia pelle piccole colline di fluido. Con una coordinazione che mi lascia esterrefatta i due cominciano a massaggiarmi tutto il corpo. Marco si occupa del lato sinistro e Carlo di quello destro. Sono abili nell’arte del massaggio e sapientemente spalmano l’olio profumato su ogni centimetro del mio corpo. In effetti mi rendo conto solo ora di essere completamente nuda, fatta eccezione per i sandali con tacco. L’avermi lasciato solo quelle scarpe con tacco alto, mi fa sentire ancora più donna, ancora più sensuale. L’effetto del massaggio a quattro mani è devastante per i miei sensi che, mai sopiti, riprendono la loro corsa verso uno stato di eccitazione folle. Mai mi è capitato di gemere di piacere al solo contatto di mani forti e decise e, mentre loro si adoperano nel massaggio, mi accorgo che la nostra scena è fedelmente ripresa da uno specchio che adorna la parete di fondo. Il vedermi così tra le attenzioni di due uomini nudi, in evidente stato d'eccitazione, mi fa perdere la ragione e comincio a dire -Vi prego scopatemi ora-. Solo alla quarta richiesta, Marco mi allarga le gambe e si tuffa con la testa sulla mia fragolina, ormai completamente piena di umori. Comincia un lavoro minuzioso, occupandosi prima delle grandi labbra con piccoli morsi e leccate tutto intorno. Carlo intanto mi offre il suo pene, che voracemente lecco senza sosta. Il lavoro della lingua di sotto, mi fa delirare e comincio a fremere; Marco, infatti, comincia a succhiarmi il clitoride completando l’opera con la penetrazione di due dita che muove vorticosamente in senso orario. Voglio godere. -Ora penetratemi assieme, ubbiditemi, la brava ragazza vi ordina di renderla finalmente felice e libera-. Carlo si sdraia, io gli monto sopra e Marco mi prende da dietro. Mai provata una sensazione così profonda, così pura: ci muoviamo perfettamente mantenendo un ritmo cosi naturale, cosi perfetto. Ormai anche loro sono sudati e incontenibili, anche loro vogliono godere. Il mio orgasmo è un fiume in piena, perdo completamente la nozione del tempo e dello spazio, avverto solo una pace mentale, come se la mia mente fosse stata svuotata da tutto il resto. Il bello è che l’orgasmo è seguito, a distanza di pochi secondi, da altri due, come succede dopo un terremoto che è seguito da scosse d'assestamento. Il calore dello sperma di Marco, invade il mio sedere e Carlo mi riempie la pancia, la prima sensazione che avverto è la sazietà. Rimaniamo distesi e ci addormentiamo. Solo alla mattina ci accorgiamo che Marco è andato via durante la notte. La mattina siamo pronti per ripartire; prima di salutarci Marco mi dice una frase che nella mia vita non dimenticherò mai -ciao cucciola, è stato bello rivederti e ricorda che la differenza tra una ragazza e una donna è che la seconda ha consapevolezza d'essere donna -. Il fine settimana termina in macchina quando Carlo mi dice -Ti voglio bene, sei fantastica, va tutto bene? Ti vedo pensierosa- ed io convinta -Sì, mai stata meglio, mi spiace solo non sentirmi più una ragazza normale- e sorrido ammirando il riflesso del mare.
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