Sgretolo ancora orgogliose asserzioni e violo patti fluidi con le parole per poggiare il capo in grembo a Calliope. Non posso vederla, ma sento le linee spezzarsi sulla nuca, scorticando i pensieri.
Giaci arcuata, lacerata di bellezza e disarmante senso. Le Tue tempie salate seccano la buccia del cuore: sono fibra viva e nuova, delirante dolore crudo.
Provo invano a racchiuderTi…
Non sei Mia, E mentre sfuggi l’abbraccio - violento - delle mie dita, Ti graffi via l’abbandono dall’epidermide.
Ma non arrivi al cuore. (che si gonfia e oramai vive del mio Sangue)
---
Dolore Di Dita D’amore Dentro. Distrutta Dolcezza D’incanto Dolente.