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Salope - La Festa -
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Titolo: Salope - La Festa -
Autore: LordBilly
Contatto:
Racconto n° 2928
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All’ingresso della villa ci attende il mio caro amico e padrone di casa, che immediatamente ci accoglie con la sua simpatia e savoir faire.
Le donne sono sempre state il suo unico interesse e spesso rimangono attratte dal suo fascino. Constato che nemmeno tu rimani indifferente, visto che è evidente il rossore che compare sul tuo volto non appena con galanteria ti bacia la mano.
Mi diverto a vedere come reagisci, o meglio, come non reagisci, quando lui sfiora con una mano il collarino e, vista l’incisione, sorride ad entrambi.
Devi farci l’abitudine, capire che queste non sono risa di scherno, bensì d’ammirazione.
Ci fa entrare nella sua villa e ci guida.
Tu, come fossi Alice nel Paese delle Meraviglie, ti guardi attorno rapita dalla bellezza delle pareti, arricchite da lussuose opere d'arte, e dalla lucentezza dell’atrio che ci porta verso la sala principale. Ci accomodiamo e tutti gli altri ospiti, quattro in tutto, vengono a salutarci.
Rimani a dir poco stupefatta nel vedere che sei l’unica donna.
Ah già, mi ero scordato di dirti di questo dettaglio.
Terminati i convenevoli, incomincia la cena.
Il padrone di casa, naturalmente seduto a capotavola, ha preteso che ci sedessimo vicino a lui.
Sono convinto che in realtà a lui importi poco della mia presenza, dato che le sue attenzioni sono rivolte esclusivamente a te, ma la cosa non mi disturba, anzi, aggiunge un po’ di pepe alla serata anche se non ce ne sarebbe bisogno.
Arrivano una dopo l’altra le varie portate. Il cibo è ottimo e la compagnia è simpatica.
Noto che lui non disdegna di far scivolare la mano in direzione delle tue gambe e tu, da brava Salope, lasci fare.
Verso la fine della cena il nostro amico, alzatosi in piedi e rivoltosi ai commensali, proclama che è arrivato il momento del dessert.
Guardandoti t’invita ad alzarti.
Cerchi di intravedere una qualsivoglia forma di sorpresa nei miei occhi, ma l’unica cosa che ricevi per risposta è un sorriso velato.
Tutti si alzano, io mi avvicino a te e sussurro di lasciarti andare senza alcuna preoccupazione, qualsiasi cosa succeda.
Giunge un cameriere, lo segui, non puoi esimerti dal farlo.
Dopo svariati minuti, si apre la porta della cucina e compare una lunga tavolata ricolma di svariati tipi di frutta; ma lo spettacolo più sensuale è vedere la tua figura troneggiare nel mezzo. Completamene nuda a parte il collarino che è ormai il tuo più fedele compagno di viaggio.
Sì, sarai tu il frutto più gustoso, destinato a loro, e si nutriranno di te fino a saziarsi.
Conosco i tuoi pensieri, l’irrequietezza che combatte contro l’eccitazione, la vergogna nel sentirsi esposta al loro sguardo.
Gli occhi bendati ti impediscono di vedere, ti domandi dove io sia.
Un brivido ti travolge non appena senti una moltitudine di mani accarezzarti ovunque: quattro, sei, otto... provi a contarle, ma il piacere che quelle mani ti donano piano piano ti rende meno lucida.
Le carezze si fanno sempre più intime, senti le loro dita violarti in profondità e darsi il cambio portando all’estremo questa dolce agonia, aumentando in te la voglia di concederti oscenamente. A turno gli invitati assaporano le tue labbra baciandoti con passione e tu ti abbandoni a quei baci lascivi.
Ti fanno alzare.
Tolta la benda puoi finalmente vedere che sono seduto in disparte con il mio amico a godermi la scena; lui non partecipa perché, dopo avermi quasi supplicato, mi ha fatto promettere di poterti avere solo per sé quando ne avrà voglia.
Gli altri uomini, nel frattempo, si spogliano e facendoti inginocchiare ti circondano con la loro maschia virilità: quattro contro una.
Accetti la sfida facendo esplodere quella parte di te che per troppo tempo è rimasta soffocata.
Sei meravigliosa, non sei tu a dare piacere a loro, ma sono loro oggetti del tuo piacere.
Ti prendono ovunque con ferma decisione facendoti urlare di gioia.
I tuoi gemiti sono una dolce sinfonia per le mie orecchie. Pensano di offenderti, dicendoti che quel collarino è il tuo marchio, che sei una puttana, una troia, nata solo per godere.
No, non ti offendono, ti danno solo vigore in più, e me lo confessi lanciandomi strali di fuoco: i nostri occhi si incrociano per un attimo poi torni a concentrarti sul piacere spasmodico che quelle quattro belve scatenate ti stanno regalando.
Tu agnello sacrificale immolato sull’altare della lussuria di questi lupi affamati! In realtà sei la Regina del Piacere, quel Piacere estremo che hai sempre desiderato fosse parte integrante di te, ma che non hai mai avuto la forza di far tuo... almeno fino ad oggi.
La stanza si riempie dei vostri sospiri che, minuto dopo minuto, si fanno sempre più intensi e vibranti.
Sei uno spettacolo per gli occhi: uno dopo l’altro i tuoi schiavi arrivano al punto di non ritorno svuotandosi delle loro residue energie dopo averti provocato un numero infinito di orgasmi.
Quello che rimane sul campo di battaglia, sono quattro carcasse maschili alle quali hai prosciugato ogni stilla di energia e tu, con gli occhi socchiusi e il respiro che lentamente si acquieta, ti stai gustando questa sensazione di appagamento.
Non appena riapri gli occhi e mi guardi abbozzando un dolce sorriso, capisco che hai apprezzato ciò che, grazie anche al mio amico, ti ho offerto.
Gli uomini ti applaudono, ti baciano dolcemente.
Non c’è più in loro quel cinismo, quella sensazione di essere da loro schernita, umiliata, quando eri ai loro piedi.
Hai capito che era tutto un gioco… un gioco per farti provare la gioia di sentirsi oggetto e soggetto di piacere.
Sei accompagnata in bagno affinché tu possa lavarti e profumarti.
Al tuo ritorno, mentre la festa prosegue gioiosa, ti offro la possibilità di liberarti del collarino, simbolo del nostro rapporto.
Volevo solo farti assaggiare quello che da sempre cercavi, ma ora è giusto che tu sia libera di scegliere se andare avanti o tornare quella che eri una volta.
Alla mia richiesta, abbassi lo sguardo, accarezzi il collarino, dopodichè ti avvicini a me e mi dai un caldo bacio sussurrandomi all’orecchio: - Grazie -.
Sorridendomi fai scivolare una mano sulla mia patta.
Non hai più bisogno di dire altro… sei proprio una Salope.