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Follia di K&A
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Titolo: Follia di K&A
Autore: Kris & Antony
Contatto:
Racconto n° 2953
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A. Sono salito in macchina, dopo vari tentennamenti ho deciso: devo incontrarla, devo vederla. È una bella serata d’estate, calda, ma non afosa. Mi piace viaggiare in macchina con i finestrini abbassati, con l’aria che ti arriva sul viso. Il tragitto è breve, venti minuti e dovrei essere da lei, se verrà... Non potevo più aspettare, il nostro finora è stato un gioco sottile, fatto di parole, confidenze, emozioni, confessioni, voglie.
I nostri sguardi si sono incrociati poche volte, ci siamo piaciuti subito, la sua voce mi mette i brividi, il suo corpo stuzzica i miei pensieri e i miei sogni; solo sentirla al telefono non mi basta più. Ho bisogno del suo corpo, voglio sentire il suo sapore, il profumo della sua pelle, le sue mani sul mio corpo, le sue labbra sulle mie, voglio tutto di lei.
Le ho mandato un sms, dicendole che l’aspettavo fra mezz’ora, senza chiederle niente, senza aspettare una risposta, “mezz’ora e sono da te”; potrebbe non esserci, non venire…
Sono quasi arrivato, manca poco, l’emozione aumenta il desiderio di vederla si fa incontrollabile.
Uno squillo sul cellulare, un messaggio, è lei…


K. “Ci sarò!”
Due parole, solo due parole... cosa diavolo sto facendo? Eppure non ho esitato nemmeno un istante. Non so cosa succederà, non me lo voglio chiedere, per una volta non voglio pensare al dopo, voglio solo vivermi questa passione, questa intesa, questa sintonia nata con poche parole, esplosa con uno sguardo, alimentata fino a farla sfociare in questo incontro. In cuor mio lo attendevo, attendevo questo suo primo passo, io non sarei mai riuscita a prendere l’iniziativa.
Ho poco tempo per prepararmi, mi infilo sotto la doccia pensando a cosa potrei indossare, scelgo un abito a fiori appena sopra il ginocchio. Metto in borsa le chiavi della macchina, il cellulare e il portafoglio, infilo i sandali e scendo.
Lo specchio dell’ascensore mi riporta alla realtà, mi guardo, ho il viso serio, lo sguardo perso, mi sento agitata ed impaziente. Il cuore mi batte all’impazzata, mi sorrido, andrà tutto bene.
Arrivo in Piazza Castello, lo vedo in lontananza, mi affianco alla sua macchina. Ci guardiamo... un istante interminabile, un sorriso a confortare entrambi i nostri cuori. Sappiamo tutti e due che stiamo facendo qualcosa di sbagliato, ma i nostri corpi si stanno chiamando, la razionalità non fa più parte del nostro rapporto. Scendo dalla macchina e salgo sulla sua.
Esitiamo un istante, forse ci stiamo ancora chiedendo cosa sia giusto, sappiamo perfettamente che appena i nostri corpi si sfioreranno non torneremo più indietro.
Avvicini la tua mano al mio viso, mi accarezzi sorridendomi, ti avvicini a me e mi sfiori le labbra. Un bacio leggero, timido, titubante. Le tue labbra calde placano la mia agitazione, mi abbandono a te, a questa nostra follia. Sai perfettamente quali sono i miei desideri. In questi ultimi giorni ci siamo scambiati le confidenze più intime, le fantasie più indecenti.
I nostri respiri si fanno più affannati, le mani impazienti; desidero toccarti, toccare il tuo corpo.
Ci allontaniamo i miei occhi nei tuoi: “Andiamo via di qui, in un posto più tranquillo...”
Facciamo il tragitto verso Superga praticamente in silenzio, ho paura a farti domande, non voglio entrare in argomenti che alimentino i nostri sensi di colpa.
Arriviamo nel parcheggio della cattedrale, c’è poca gente, alcune coppie sulle panchine. Ci mettiamo in una zona tranquilla appoggiati al muretto uno accanto all’altra. C’è un bel panorama, ci perdiamo in chiacchiere sulla città, scherziamo riconoscendo le vie... Si è alzata un’arietta fresca, un brivido mi attraversa la pelle, te ne accorgi e mi proponi di andare a prendermi la maglia in macchina.
Ti allontani, io rimango al muretto.
Quando torni, ti avvicini a me da dietro e posandomi il golfino sulle spalle mi cingi in un abbraccio. Mi stringi forte, affondi il viso tra i mie capelli, respiri il mio profumo. Sento il tuo respiro caldo sul collo, mi sento sciogliere, nella mia mente si accumulano tutti i pensieri dell’ultimo periodo.
Le tue mani attorno alla mia vita, il tuo corpo completamente incollato al mio, sento il tuo respiro farsi più intenso, sento il profumo del tuo dopobarba, la pelle liscia del tuo volto, le tue morbide labbra sulla mia pelle. Mi abbandono a te, senti l’arrendevolezza del mio corpo, le tue mani incominciano ad accarezzare il mio corpo, salgono verso i miei seni. Ti soffermi a saggiarne la consistenza attraverso la stoffa leggera del vestito, ti accorgi che i miei capezzoli si sono induriti sotto il tuo tocco, provi a tormentarli un po’, non riesco a trattenere un mugolio di piacere. Ti stringi ancora a me, sento la tua erezione spingere fra le mie natiche, il tuo desiderio si fa palpabile, un calore mi sale dal ventre.
Non c’è piu’ nessuno intorno a noi, mi chino sul muretto, con una mano percorri la mia schiena scoperta, mi accarezzi i fianchi, l’abito un po’ sollevato, mi sfiori le gambe nude...


A. Le mie mani scorrono sulle tue gambe, sulla tua pelle liscia, si infilano sotto il tuo vestito, salgono verso il tuo sedere, i miei pollici si incuneano nelle tue natiche, sento il tessuto del tuo perizoma infilato fra loro, sento il tuo piacere salire. Non conosco niente del tuo corpo, voglio scoprirlo poco a poco. Le mie mani continuano a cercare qualcosa di nuovo in te, scorrono all’interno delle tue cosce, scosto il tuo perizoma ormai bagnato, le mie dita cercano la tua parte più intima, allarghi leggermente le gambe, ti percepisco vibrare, sento sul tuo corpo un immenso calore, sento i tuoi umori colare lungo le cosce. Le mie dita affondano lentamente dentro di te, si muovono leggermente fra le tue grandi labbra e tu emetti un gemito di piacere. Mi chino sopra te, mentre la mia mano continua a toccarti, le mie labbra si posano sulla tua schiena, mordicchio il tuo collo, sento il tuo profumo, l’odore della tua pelle, quello che ho tanto immaginato, che ho tanto desiderato...
Tutti i dubbi, le paure, i sensi di colpa sono spariti, i nostri corpi si sono avvicinati, sentiti, toccati. Non si può più tornare indietro.
Sento crescere in me il desiderio, la mia erezione è sempre più intensa, il mio cazzo sempre più duro, lo sento impaziente, costretto nei jens.


K. Le tue mani continuano ad esplorarmi con sicurezza, il desiderio di te cresce in modo esponenziale, vorrei sentirti dentro di me subito, ma non voglio essere impaziente e non voglio sembrarti sfacciata. Respingo i pensieri ancora per qualche minuto, mi rialzo, mi volto, ti bacio. Le mie mani sotto la tua maglietta ad accarezzare la tua pelle a scoprire il tuo corpo, ti accarezzo lungo la spina dorsale, sulle spalle, sul petto, scendo verso l’addome, sempre più audace, sempre piu desiderosa di darti piacere. Infilo una mano nei jeans attraverso la cintura, con la punta delle dita sfioro la tua erezione, spingi con il bacino verso di me. I nostri respiri sono ancora più intensi, ti avvicini al mio orecchio e mi sussurri “Ti voglio...”
Non aspettavo altro, mi scosto, ti guardo negli occhi e con un filo di voce ti rispondo “...allora prendimi” e mi volto offrendomi spudoratamente a te.


A. Ti giri lentamente, appoggi le mani sul muretto, mi ripeti con la tua voce calda “Prendimi”.
Vorrei prenderti subito, all’istante, entrarti dentro con forza, passione... trattengo a fatica il mio istinto. Voglio sentire il tuo sapore, saggiare i tuoi umori, portarti al massimo dell’eccitazione. Ti sollevo il vestito, ti sfilo delicatamente il perizoma, allarghi le gambe, mi abbasso, bacio con passione l’interno delle cosce, la mia lingua scorre desiderosa sulle natiche. Con la mano cerco il tuo clitoride, con le dita gioco con lui mentre con la lingua disegno piccoli cerchi attorno all’ano, la punta a piccoli colpetti si spinge al suo interno. Sento i tuoi gemiti sempre più forti, il tuo piacere salire, il tuo corpo fremere. “Ti prego prendimi” mi dici ancora una volta, con voce forte, decisa. Mi alzo, mentre la mia mano continua a toccarti, mi sbottono i jeans, la mia erezione è ormai al massimo, sento il desiderio sempre più forte di entrare dentro di te.
Fissi le tue mani saldamente al muretto, sei china davanti a me, completamente bagnata, con una mano allargo le tue grandi labbra con l’altra accompagno il mio cazzo dentro di te e lo spingo pian piano fino in fondo.
Per un istante la mia mente torna a tutti i momenti in cui ho pensato, sognato, desiderato, immaginato il tuo corpo avvolto al mio, il mio corpo dentro il tuo.
Le mie mani cingono i tuoi fianchi, sento il tuo calore salire sul mio corpo, mi muovo dentro te lentamente, dolcemente, ma con passione, sento il tuo respiro sempre più intenso, il tuo piacere manifestato dai tuoi gemiti, dai tuoi umori.
Piano piano il mio ritmo aumenta, con più vigore affondo il mio cazzo dentro te fino in fondo, ad ogni movimento sento il mio ventre sbattere sulle tue natiche, il mio piacere aumenta...
All’improvviso un lampo nel cielo illumina i nostri corpi nudi, un tuono anticipa le prime gocce di un temporale, per un attimo fermo il mio movimento, il tuo continuo ondeggiare mi fa capire di non smettere. Il rumore delle gocce sui nostri corpi nudi, il nostro sudore misto alla pioggia, i tuoi continui gemiti sotto il mio vigoroso movimento dentro te... sento il mio piacere salire, capisci che ancora qualche movimento e potrei venire dentro te, mi fermi.
Ti scosti dal muretto, ti giri verso me, il tuo viso pieno di passione, i tuoi capelli ormai fradici, la pioggia incessante, mi sorridi, mi baci calorosamente…


K. Il mio respiro è affannato, il nostro comune godimento è ormai al culmine, i tuoi movimenti sono sempre più veloci e vigorosi, ma ancora un momento prima dell’estasi, voglio prima sentire il tuo sapore. Il sapore di un uomo dolce e passionale.
Le nostre lingue a giocare a stuzzicarci mentre la pioggia ci riga i volti. Le mie mani su di te ad accarezzare e massaggiare il tuo membro, poi con un sorriso malizioso mi allontano dalle tue labbra e scendo a baciare tutto il tuo corpo fino ad arrivare all’oggetto del mio desiderio. Sono inginocchiata davanti a te le tue mani tra i mie capelli, non attendo oltre, accolgo il tuo cazzo impaziente fra le mie labbra e lo assaporo. Sa di te, di me, di pioggia, scorre agevolemente nella mia bocca, accompagno con la lingua ogni suo movimento. Spingi con il bacino per affondare il più possibile dentro di me. È l’estasi: pochi colpi e non puoi più trattenere la tua eslosione, mi scosto, voglio vedere il tuo viso, i tuoi occhi mentre godi. Vieni soffocando a stento un gemito, il tuo piacere sul mio seno, continuo a massaggiarti lentamente e risalgo a baciarti le labbra.
Percepisci che la mia eccitazione non si è minimamente placata, osservare i tuoi occhi godere, sentire il calore del tuo sperma sulla mia pelle, le reazioni al tuo piacere hanno accentuato ancora di più il mio coinvolgimento, non attendi nemmeno un secondo, mi afferri con decisione i glutei mi dirigi contro il muretto, mi fai salire a sedermi, ti accovacci davanti a me mi fai appoggiare una gamba sulla tua spalla, la mia figa completamente aperta alla tua bocca, la osservi e senza esitare affondi le tue labbra, la tua lingua. Ti incito a non fermarti, le mie mani fra i tuoi capelli… sono al culmine del piacere, per rendere ancora più completo il mio climax affondi due dita dentro al mio sesso e le muovi velocemente. L’unione dei due movimenti mi porta al culmine sento il mio ventre esplodere, non riesco a trattenere un grido, sembra un tuono che squarcia il cielo in questa notte di follie. Chiudo leggermente le gambe mi piego su me stessa, il respiro affannato, apro gli occhi, mi stai osservando, le tue dita ancora dentro di me. Sali e mi abbracci forte.
È stato bellissimo, ora ci sarà il dopo, la sofferenza, i sensi di colpa... ma fra un attimo, godiamoci ancora un po’ i nostri corpi incollati, i profumi di sesso e pioggia, le tue morbide labbra, il desiderio che non poteva restare insoddisfatto.