I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
La farfalla
Biblioteca
Titolo: La farfalla
Autore: Consolidato
Contatto:
Racconto n° 2965
Altri racconti dello stesso Autore:
Esci dal lavoro e ti dirigi a casa in scooter. Non te ne accorgi ma ti sta mandando un messaggio e lo leggi solo davanti al garage, mentre stai tirando fuori le chiavi per metterlo dentro. Lo leggi e rimani attonita… questo è pazzo! No, non è pazzo, ha un piano, vuole farti una sorpresa, una di quelle che ricorderai per un pezzo. Vuole farti uscire dal bozzolo e volare come una farfalla.

Hai le tue cose da fare a casa, devi preparare la cena e sbrigare le faccende di ogni donna che lavora fuori e dentro, ma verso le 21:30, da sola ti rilassi e ripensi a quel messaggio. “Forse scherzava, non è possibile che voglia osare tanto…”. Ma intanto il tarlo ti rode dentro e quasi rapita ti prepari. Vai in bagno e fai una rapida doccia; mentre l’acqua scorre sul tuo corpo e ti sciacqui via il sapone, non puoi non accorgerti del turgore dei tuoi capezzoli e del calore che senti nella parte bassa ed interna del ventre. Sei eccitata, anche se non vuoi nemmeno riconoscerlo. Ma una forza superiore ti dice che, anche se sarà inutile e forse è uno scherzo, devi farti bella e sexy. Allora vai in camera e scegli un bel vestito da sera, fasciante e ben scollato; indossi le brasiliane preferite e ti metti le calze autoreggenti. Ultimo tocco: un paio di scarpe dal tacco altissimo sulle quale fai fatica a rimanere in equilibrio. Sei pronta ad uscire, ma per andare dove? Forse è tutto inutile, ma intanto sei pronta e ti metti davanti alla tele. Le solite scemenze sulle quali non puoi e non vuoi concentrarti. Stasera pensi solo a te e al tuo piacere.

Alle 23 arriva un sms: “Sono sotto casa. Apri il cancello del garage e scendi giù, sarò gia nel cortile”. Non puoi credere al display e speri ancora che sia uno scherzo. Non può essere così scemo da pensare di venire a casa tua. E invece, affacciandoti al balcone noti la macchina di lui che è parcheggiata dall’altro lato della strada.

Allora decidi di osare ed esci nel pianerottolo, chiami l’ascensore ed entri premendo -1. Il cuore ti batte forte, ma sotto ti stai bagnando al solo pensiero di vederlo e di baciarlo.

Apri la porticina che dal vano ascensore si affaccia nel cortile e invece di guardare verso di lui, istintivamente alzi lo sguardo per vedere se qualcuno è affacciato. Nel buio del cortile, tagliato a momenti solo dalla forte luce gialla del cancello automatico che gira come quelle della polizia, vedi che tutti sono in casa e nessuno affacciato. Comunque non lo vedi. Decidi di aprire il garage e sali in macchina. Aspetti un momento che sembra non finire mai, poi senti la portiera al tuo fianco destro, quella del passeggero, che si apre, dopo aver udito il cigolio del garage che si chiudeva alle tue spalle.

E’ completamente buio il garage, rotto solo dalla flebile luce sopra lo specchietto che ora fa intuire biciclette e sci ordinatamente riposti. Lui entra e ti saluta con un abbraccio forte. Vi baciate, ma non puoi trattenere uno: “Scemo, ma sei pazzo?”. Lo dici in modo non convinto e ti fai prendere dalle carezze di lui ricambiando con un lungo bacio che non ammette equivoci. Sei eccitata e poco importa essere nel garage di casa tua o in collina. Ora hai voglia di essere presa e di godere. Ti senti donna e vuoi farti coccolare come si deve.

La situazione abbastanza trasgressiva e la relativa scarsità di tempo rende tutto quasi più semplice. Non avete tempo per particolari discorsi introduttivi, volete entrambi la stessa cosa. Tu slacci i suoi pantaloni e glieli sfili, lui ti toglie il vestito mettendo a nudo le tue forme ora contenute solo da reggiseno, calze e mutande. Ma anche quelle presto scendono e vanno nel sedile dietro.

Tu allora togli anche le sue e rimanete così semi nudi a baciarvi appassionatamente.

“Ti prego - dici con voce sottile e sussurrata - voglio che mi entri dentro subito, ho bisogno di sentirti”. Allora salti sopra di lui e lo cavalchi, facendo solo attenzione a non fare troppo rumore, almeno all’inizio. Lui ha abbassato lo schienale e ora, da disteso, stringe i glutei e alza il bacino per accompagnare ed amplificare i tuoi movimenti. Comincia ad annebbiarsi la vista, troppo presa come sei dal suo cazzo che ti rovista dentro la fica ad ogni spinta e allora te ne freghi del rumore. “Sei uno stronzo, non puoi venire a casa mia e pretendere di scoparmi nel garage come una zoccola, vestita da zoccola, ti stai approfittando di me”. Lui non dà ascolto alle tue parole e, se può, aumenta l’intensità delle spinte dentro la tua fica. “Ahhh”, fai tu, “bastardo non puoi farmi venire così presto, ahhh”. Ma lo dici non convinta e questa volta assecondi le penetrazioni arrivando al culmine. Lui che ha capito come si mettono le cose non aspetta che tu ti riprenda e continua a muoversi da sotto verso l’altro, ora puntando anche i piedi a terra per darsi più vigore. Contemporaneamente ti prende la mano destra, la porta alla sua bocca e la lecca bagnandola di saliva. Ora la tua mano è tutta nelle sue labbra e gronda. Lui ti ordina: “Mentre io continuo a scoparti ti tocchi fuori come se fossi da sola e mi fai vedere come godi così”. Tu sei inebetita, ancora non ti sei ripresa dal primo orgasmo, hai un calore diffuso sulla fica e quasi hai fastidio a sfiorarti, ma senti che non puoi opporti a questo ordine e cominci a masturbarti con movimenti circolari sulle labbra e sul clitoride.

L’accoppiata è devastante, i movimenti di lui e i tuoi cerchietti intorno al clitoride ti fanno uscire di testa e cominci a sragionare. Allora aumenti il ritmo della tua cavalcata e del tuo massaggio. Ora sei fuori di te e dici: “Ti voglio vedere schizzare, devi smettere di dare ordini, mi fai sentire troppo troia”. Lui con voce maschile e forte: “Ti faccio sentire come sei e niente di più, ti piace il cazzo e voglio sentirmelo dire, dai”.

Tu ormai hai rotto ogni diga di pudore e replichi: ”Mi piace il cazzo, mi piace il tuo cazzo e voglio sentirlo tutto, dai mettimelo da dietro, ti prego”.

Lui allora lo toglie rapidamente e ti fa uscire da quella angusta posizione, si volta di fianco e ti offre la posizione in ginocchio, con il culo verso il vetro davanti, poi si posiziona dietro di te e ti prende la mano facendoti ricominciare a toccare.

Si appoggia saldamente dietro al tuo sedere e con facile gesto infila di nuovo il suo cazzo nella fica, mentre tu continui a toccarti. La penetrazione ora è diversa, forse meno profonda di prima, ma molto più potente perché lui può muoversi meglio. Le sue mani si attaccano saldamente ai tuoi fianchi e ti attirano indietro quando lui spinge in avanti. E’ qualcosa di devastante. Vieni ancora, ma di un’intensità più piena, non sapendo se per effetto anche delle tue dita o per un mix del tutto. Ma comunque vieni e allora cominci ad ansimare e ad incitarlo a venire.

Lui dà gli ultimi colpi lentamente e sempre più in profondità, ora aggrappato al tuo seno che afferra e massaggia. Poi senti che lo tira fuori e che il caldo ti avvolge l’incavo tra fine schiena e sedere. Ha schizzato sul limite del tuo culo, dove, in quella posizione, si crea quasi un contenitore naturale. Tu allunghi la mano e cominci a massaggiare proprio lì, quasi a volerne sentire la consistenza e la vischiosità.

In segno di riconoscenza ti bacia ripetutamente la mano e carezza le spalle.

Solo ora realizzi di avere la schiena imbrattata di sperma e di essere nel garage di casa tua. Man mano che la lucidità riaffiora chiedi a lui di prendere i fazzolettini che sono nel cruscotto e chiedi di pulirti. Lui con dolcezza ti pulisce il sedere e sembra quasi massaggiarlo. Poi però senti una nuova sensazione di umido e dei movimenti strani che preludono ad un fuori programma. Lui, infatti, ha sputato abbondantemente sul suo dito e ora, con l’indice sta massaggiandoti l’apertura del posteriore. Poi, però smette di colpo e ritrae il dito. Tu, dispiaciuta, non puoi trattenere un mugolio di disappunto.

Lui, invece, sicuro, si sposta su sedile del guidatore e comincia a rivestirsi. Mentre ha già le mutande indosso ti sussurra ad un orecchio: ”Non dobbiamo fare tutto subito, altrimenti non abbiamo più nulla di cui sognare; e poi… le regole le stabilisco io, ricordi?”.

Tu allora quasi sorridendo mentre stai infilando il vestito dalla testa dici: “Sei un vero bastardo, ma ti adoro.”.