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Beatriz
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Titolo: Beatriz
Autore: Paoloo72
Contatto:
Racconto n° 2983
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Sognavo di cadere tra le tue braccia, e non per un materno desiderio di protezione.

Evidentemente il postino si è sbagliato, ha messo la tua posta nella mia casella. Mi ringrazi ed accenni a farmi entrare, sei sola oggi. In fondo, anche se non ci siamo mai scambiati altro che qualche salve e buonasera sul pianerottolo, sono sicuro che tu sai che da quando sei arrivata nell’appartamento di fronte al mio proprio indifferente non mi hai lasciato. Lo capisco da quei meravigliosi sorrisi che ultimamente mi regali durante questi casuali e troppo rapidi incontri. E’ come se da te, a Cuba, un giorno tua mamma avesse fatto l’amore con gli Dei, per generare una creatura come te, Beatriz, che se volessi con quel sorriso potresti fondare una religione.

Ma oggi entro da te: permesso, grazie, accomodati… mi accogli con una tuta aderente che direbbe proprio che sei un’atleta in asilo politico, fuggita da Fidel. Invece no, Bea, sei una meravigliosa amazzone nera, e dovrei essere io a desiderare di sfuggirti, tanto sei bella!
I tuoi seni non enormi ma compatti, mani e piedi bellissimi… ma che fai, ma che fai… mi accogli a casa tua scalza, come fai a conoscere la via più breve per farmi impazzire?

Ti siedi accanto a me, con le gambe raccolte. Non fumi, non fumo. Ma non offrirmi nemmeno da bere, ti prego, baciami e lasciati baciare così, teneramente…
Ogni tanto riapri i tuoi occhi grandi, ed è come se la storia, in qualche modo, fosse passata un po’ di lì. Mi ci perdo e ci perdiamo sul letto grande e profumato che ci accoglie in una dimensione senza spazio. Siamo l’Uomo e la Donna che fanno l’amore, avidamente, come se il mondo dovesse finire.
Mi accogli tra le tue gambe aperte, ma non è un segno di resa, sai benissimo che qui sei tu quella che domina, poiché sei consapevole che il tuo nettare vitale è l’ultima variabile verso la mia follia. Posso soltanto sorprenderti per un po’
con la lentezza…lenta la mia bocca ad unirsi alle tue labbra più intime, lenta la mia lingua nel farti ansimare, e lente le mie di labbra nell’aspirarti dolcemente il clitoride che scopro teso e sensibilissimo. Ma non vi è tempo per altre porte, la tua bocca mi cerca avida, io oramai enorme ed ardente. Ti bacio e tu baci me, fusi in una felice rappresentazione dell’umanità felice…
Bevi, creatura divina, il mio seme, mentre ti sento contratta al sopraggiungere della fusione calda, che ci sorprende: nell’attimo supremo si dice che rivedi tutta la tua vita, ma io oggi, per un istante, credo di aver visto tutta la vita del mondo!

Poi Eros ci riconduce verso l'equilibrio dei sensi, ma sarà anch’esso caduco, temporaneo. Oggi hai vinto tutto: hai dimostrato all’universo che in realtà ogni equilibrio esiste per esser rotto.