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La Kelly rossa
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Titolo:
La Kelly rossa |
Autore:
Luah |
Contatto:
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Racconto
n° 3015 |
Altri
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Ancora un aereo, ancora una notte a 10.000 metri d’altezza dove non ci sono più neanche le nuvole, sicuramente non gli angeli. Non ne ho voglia, una stanchezza immensa si sta impadronendo del mio corpo, le gambe mi tremano ed il peggio è che mi sento così stanca che so perfettamente che non chiuderò occhio. Ansia da notte transoceanica. Una delle poche cose positive é che sto viaggiando da sola e l'aereo è mezzo vuoto. Al check-in mi libero di un trolley, poi la sterminata serie di controlli post 11/09, ma tranquilli... la sala d’imbarco é vuota, meraviglia. Con la testa appoggiata alla moquette della parete dietro di me, le gambe rilassate, la borsa a tracolla, chiudo gli occhi e cerco di riposare. In albergo non ho fatto in tempo a cambiarmi, ho ancora addosso una gonna pantalone di lino nera di un famoso stilista giapponese, una delle poche cose che sono riuscita a comprare ad HK. Sembra un origami, é bellissima, le scarpe sono delle stringate maschili di pelle ricamata, una sciccheria, spero solo non mi si gonfino troppo i piedi. Mi stringo sulle spalle un golf di cotone bello e rustico, ho addosso solo una maglietta e l’aria condizionata promette essere selvaggia. Quando la fila dell’imbarco sta finendo mi alzo e, lentamente, passaporto e carta d’imbarco in mano, m’avvio. L’aereo é un vecchio 747, mi sono fatta dare un posto nella fila centrale che ha 4 posti, spero di essere da sola e potermi distendere, ma, quando arrivo al mio posto, dall’altro capo della fila c'è una giapponese - eye liner perfetto - che mi guarda, credo d'intuire che anche lei avrebbe preferito restare sola. L’occhio mi cade su una borsa rossa, se ne intravvede solo un pezzettino, ma é una Kelly di coccodrillo! Mi manca il respiro, riguardo la jap con interesse: si é infilata un paio di enormi occhiali neri Dior, ha addosso una camicia bianca e un paio di jeans strapazzati, cintura nera con inconfondibile fibbia ad H. Sono senza fiato, quella borsa a un metro da me mi toglie il respiro. Mi siedo e cerco di non pensarci. Mi calo subito mezzo lexo, metto una coperta sulle ginocchia, il cuscinetto a “U” dietro il collo, i tappi per le orecchie e, sopra ai tappi, le cuffie in dotazione, la crema idratante sul viso e le mani e la mascherina sugli occhi. M’allargo un po’ stendendo le gambe alla mia sinistra, tanto ci sono due posti vuoti. Forse sono riuscita a dormire un po', forse no, ad ogni modo un vuoto d’aria mi sveglia completamente; alzo un po’ la mascherina, vedo che hanno già servito la cena, le luci sono abbassate, siamo sull’oceano. Vedo anche che la mia vicina si é praticamente impossessata dei tre posti vuoti e posso anche sentire vagamente un profumo di vaniglia salire dai suoi capelli neri. Non so perché ma tra il profumo e l’idea della borsa un brivido mi scende lungo la schiena. Pazienza, rimetto a posto la mascherina, tolgo le scarpe spingendole via, allungo le gambe e cerco di riaddormentarmi, ma quasi subito sento una carezza alla mia gamba sinistra, lieve, una mano sta risalendo sotto la gonna. Non posso crederci, forse una corrente, forse la coperta di pile, forse sto sognando, ma in un lampo é lì, la sento, mi sta scostando le mutande, vorrei irrigidirmi, ma non posso, istintivamente m’infosso ancora di più nella poltrona scomodissima della classe economica così da poter aprire un po’ di più le gambe sotto la coperta. Comincia a lavorarmi la fica con destrezza: delicatezza ma allo stesso tempo decisione. Nessuno vede niente, debbo fare finta di dormire, sotto la coperta mi accarezzo le tette attraverso la maglietta e il reggiseno, stringo fino a farmi male per resistere e non emettere gemiti. Non é la prima volta che una donna mi tocca, in genere non é la mia esperienza preferita, perché la domanda che mi viene in testa é sempre: “ok, meraviglioso, ma... quando si tromba?”, ma la jap é veloce e furiosa ed io bagnatissima. Dal mio respiro capisce che ci sono quasi e allora si ferma, rallenta, io m'irrigidisco, c’ero quasi, aveva ragione, maledizione! La mia fica sta pulsando, con la mascherina mezza storta per controllare se ci sono hostess in transito, scivolo con la mano sotto la coperta dell’altra entro nello scollo della camicia e le accarezzo il seno: non ne ha molto, ma é rotondo e solido, le punte dei capezzoli durissime, comincio a giocarci a stringergliele e allora lei riprende, infila 4 dita nella mia fica e col pollice mi tormenta il clitoride comincio ad ansimare ad allargarmi ad offrirmi sempre di più – l’aereo é silenzioso, i nostri vicini dormono – quando in un attimo, seguendo le mie contrazioni, scivola dentro con tutta la mano. Sono sopra l'oceano indiano, con un pugno chiuso dentro di me che si muove lentissimamente su e giù. Lei si alza sul gomito destro e mi guarda, l’eye liner é ancora perfetto, forse gli occhi annebbiati, ma ci baciamo subito – da lontano sembrerà che ci stiamo parlando all'orecchio. La sua mano é dentro di me la sua lingua é nella mia bocca, io le sto strizzando le tette e lei viene sempre più vicina. Mi sussurra in inglese, andiamo in bagno, però prima fa i movimenti giusti con la mano e in un secondo l’orgasmo mi travolge: é una sorpresa, non me l’aspettavo, sto cercando di controllarmi dalla cintura in su, quando lei sfila la mano lentamente, molto lentamente e questo prolunga moltissimo il mio piacere. E’ grondante, si asciuga sulla coperta, mi vengono in mente i libri di Bukowsky quando scriveva che si asciugava l’uccello sulle tende e mi viene da ridere. Vedo che si alza e va verso i bagni di coda, saggia precauzione, c'è meno gente e sono più grandi. Dopo un minuto la seguo, il corridoio mi sembra lunghissimo, l'aereo realmente é quasi vuoto, le persone dormono o guardano un film di MrBean e il personale di bordo é sparito da un pezzo. Arrivo ai bagni e m’infilo in una porta semi aperta, lei é già dentro ed é completamente nuda, ha tenuto solo le sneakers di tela (precauzione fondamentale in un volo notturno). Mi spoglio anch’io. Lei é sottile e ha circa la mia altezza, un metro e settanta; si siede sul lavabo, il piede destro sul maniglione in caso di vuoti d’aria, io mi siedo sulla tazza chiusa e le affondo la faccia in una fica perfettamente depilata con solo una strisciolina sottile sul pube. E’ la seconda volta in vita mia che faccio questo, non sono una grande expert, ma credo di avere un dono naturale perché vedo che comincia a contrarre l’addome, ha praticamente le gambe spalancate sopra le mie spalle, i piedi puntati uno sulla parete l’altro a lato della porta. E’ dolce e salata allo stesso tempo, mi afferra la testa e comincia a sfregarsi con sempre più forza e più velocemente sulla mia faccia. La lecco furiosamente mentre con le mani cerco di aprirla, forzarle il culo prima con i pollici poi con tre, quattro dita, le succhio il clitoride strappandole piccoli gemiti e in pochissimo tempo s'irrigidisce un attimo poi comincia a tremare, sussultare; non smetto, anzi, le do piccoli morsetti con le labbra trattenendole il clitoride, la mia saliva mista ai suoi umori mi cola sulle tette, tra le cosce. Alzo la testa e la guardo: è bellissima, le braccia aperte per tenersi alle due pareti laterali grigie e non scivolare, la testa sul petto, i lunghi capelli appiccicati alla pelle dal sudore. Fa scivolare i piedi a terra senza smettere di fissarmi, poi mi bacia la faccia, la bocca, il collo, e scende leccandomi, seguendo la traccia del suo odore. Mi piace, con le mani seguo il contorno del suo corpo, le cerco la piccola "landing stripe" per farmi guidare la mano fino alla sua fica, la trovo e le metto subito due dita dentro, ma un piccolo vuoto d'aria ci allontana, lei mi fa girare: mi guardo allo specchio, è dietro di me, mi fa mettere un ginocchio sopra il lavandino, la turbolenza non è del tutto passata, debbo tenermi con le due mani ai lati dello specchio ormai appannato dove si vede l'impronta della sua schiena, lei si siede sulla tazza, sfila la cintura dai jeans, me la passa tra le gambe e con una forza insospettata in una persona così esile comincia a strattonare. Sono completamente aperta, la striscia di cuoio s'insinua con violenza nella mia fica, assecondo il movimento andando su e giù,scosto la faccia dallo specchio annebbiato per cercare di guardarmi e quello che intravvedo mi eccita ancor di più, ma come vorrei che qualcuno mi scopasse veramente in quel momento! La turbolenza continua, stiamo sudando, non so se sia l'eccitazione o la paura, il comandante ordina di ritornare a posto, una hostess bussa lievemete alla porta sollecitando l'uscita, ma non ce la faccio: m'inclino in avanti quasi a volermi baciare sullo specchio. Lei coglie il momento e con un'estremità della cintura comincia a frustarmi la fica: dapprima colpetti lievi poi sempre più forti, non riesco più a stare ferma, inarco la schiena, le mie tette ballano ad ogni colpo, lei smette e comincia a farlo con la mano destra, schiaffi secchi duri e precisi. Sto per esplodere, l'ha capito anche questa volta perchè m'infila con decisione due dita nel culo, istintivamente le stringo e aspetto che l'altra mano, con l'ennesimo preciso gesto, mi liberi dal dolore per farmi provare un immenso piacere. E l'orgasmo arriva fortissimo e liberatorio. Mi accascio sul minuscolo lavandino ansimando, ma lei non mi dà tregua, stantuffandomi il culo e sferzandomi la fica. Ed io continuo a venire aggrappata al rubinetto, sguaiatamente aperta e inconsciamente sperando che qualcuno mi scopi sul serio. Poi, dopo gli ultimi sussulti, incolla il suo corpo al mio e ci baciamo furiosamente. Passo una gamba tra le sue e metto un piede sulla tazza: lei se la apre bene con le mani e comincia a strofinarsi sulla mia coscia, porta le mie mani alle sue tette e mi sussurra di farle male, sono perplessa, non saprei che fare, ma strizzo, pizzico e subito mi accorgo quanto mi piaccia l'idea... Sto sudando, ho la schiena appoggiata alla parete zigrinata e mantengo l'equilibrio, lei si tiene con le mani ad una sporgenza sopra la mia testa e muove il bacino avanti e indietro e poi segue un movimento rotatorio. Ha la testa rovesciata all'indietro e ansima sempre più forte, anche perchè io le stringo i capezzoli tra l'indice ed il medio e ruoto lentamente i pugni chiusi, poi in un attimo comincia a venire e sento un fiotto bagnarmi la coscia, stringo ancora più forte e l'impressione che ho è di un giunco in una tempesta. Poi finisce tutto rapidamente, siamo due a due... cerchiamo di ricomporci, lei esce per prima, io provo a lavarmi e poi con le gambe che mi tremano un po' torno al mio posto, la cerco, ma lei non c'è, penso che sia entrata in un altro bagno per ripulirsi, mi siedo allargandomi un po', ma non riesco a dormire, sono troppo elettrica. Mi alzo, vado a bere qualcosa, ma forse la sto solo cercando e infatti la vedo, seduta vicina ad una ragazza bionda, cercando il varco tra i peli biondi là sotto, evidentemente. Aspetto in piedi nascosta nel passaggio del centro dell'aereo, ma tengo d'occhio quella fila. E infatti minuti dopo la scena si ripete, la jap va al bagno seguita dalla biondina... Evidentemente queste ultime operazioni non sono sfuggite ad uno stewart che ha preso servizio adesso e che con aria assonnata mi racconta che la jap è una ricca ninfomane e in ogni volo notturno se ne fa almeno tre, anzi la leggenda narra che riesca a godere solo ad alta quota. Ovviamente con la complicità dell'equipaggio che, in cambio del silenzio, guadagna laute mance. Improvvisamente ho capito tutto: ecco che ci faceva in economica una vera Kelly rossa di cocco!
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