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Il Gioco
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Titolo:
Il Gioco |
Autore:
Veleno dolce |
Contatto:
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Racconto
n° 3031 |
Altri
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Stavolta voglio scrivere liberamente, senza una trama, semplicemente le mie intenzioni per la serata. Stasera andrò a ballare e mi comporterò come tutti i venerdì: girerò in cerca di una preda. Sono una cacciatrice anche quando non lo dovrei fare... Avete presente quei gatti che stanno in punta... ecco, io sono così. Un felino che dolce pare fin a quando non tira fuori gli artigli. Ho incrociato uno sulle scale, non so ben spiegare l'effetto che mi ha fatto, ma non riesco a smettere di pensarci. Lui non è il tipico ragazzo che mi volterei a guardare, ma ha un suo fascino, per come mi guardava, per come muoveva il suo corpo. Io cercavo le amiche perse tra la folla e lui con una battuta impertinente ha apostrofato i miei lisci capelli neri. L'ho baciato sulla bocca... così, tanto per dargli una lezione... non si apostrofa una mora! Schermaglie. Lui mi annusa, io annuso lui; è tardi, ci dobbiamo salutare. Mi avvicino e gli sussurro: "Scalda il letto che arrivo". Sorride, mi prende la mano e mi bacia il palmo sensuale, mi guarda intensamente, dischiude la bocca, sta per dire qualcosa, ma lo lascio così, me sono andata. Il mio umore dice che ho una voglia sfrenata di caccia... e di preda.
Aspettatemi....
Lui è arrivato tardi...188 moro occhi scuri, con due amici, uno sguardo dolce intenso e profondo, sorride, apre la bocca e sorride, mi guarda. Sta guardando la mia maglietta, veramente sta guardando quello che è dentro la scollatura. Gli sorrido di rimando, non è per niente imbarazzato dal fatto che io l'abbia scoperto, mi avvicino, parliamo, “io ho scelto lui”, penso. Sorride ancora e non si muove, mette le mani in tasca. E' sulla difensiva, ha capito che qualcosa sta accadendo, ma non sa ancora cosa. Gli guardo il culo mentre si gira. Sento il suo bisogno di toccarmi, di guardarmi, l'eccitazione nei suoi occhi e nelle sue mani. Il desiderio di sentire le mie mani su di se. “Hai mai provato la percezione di avere incatenato una persona a te solamente col potere del tuo sguardo, col movimento del tuo corpo, il desiderio di vedere fino a dove puoi riuscire a portarlo...?” Appoggio le mie mani aperte sul suo addome e sento che lui vibra, gli sfioro casualmente il corpo e sento che scateno in lui il bisogno di toccarmi, di baciarmi, ma non mi lascio baciare. Sono provocante, sono maliziosa e dolce, sono delicata, sono preziosa e sensuale. Gioco, fingo di non sapere di aver scatenato un'enorme tensione sessuale fra noi, fingo di essere una brava bambina, che gioca col sesso, ma non sa di giocarci. Gli piace. Mi piace che gli piaccia, cerca le mie labbra, le trova, ma io non rispondo, mi volto, gli do le spalle e lui mi stringe e mette la faccia fra i miei capelli. Lo sento. Lo sento contro di me, e mi piace. Mi piace toccare il suo addome, mi piace passare le mani casualmente sui suoi capezzoli, sul suo sedere, avvicinandolo a me; sto giocando, e lui non resiste. Gioco a farlo impazzire e ci riesco bene. Continuo ad ammonirlo, ma non smetto di provocarlo. Continuo a tenerlo buono, ma mi piace che continui. La sua bocca cerca il mio collo, sento la sua lingua calda, mi sposto, ma con voluta poca convinzione, perchè sappia che vorrei ma non posso. Voglio che sappia che il nostro potrebbe essere il miglior incontro della sua vita. E capisco che lo sa. O forse anche lui gioca con me. Ma qualcosa mi dice che l'ho catturato, mi invita a cena, declino l'invito, ma lo guardo e i miei occhi gli dicono che gli darei più di una cena se potessi, e lui impazzisce per me. Dio come mi piace questo gioco. Ma è pericoloso, posso farmi del male. Posso volerlo anch'io. Lo prendo per mano e torniamo dove c'è luce, ma lui continua a stringermi, a respirarmi, e mi cerca. E mi trova. Calda, morbida e deliziosa, mi sento una dea, lui mi fa sentire una dea. L'effetto che ho su di lui mi fa pensare di potere tutto. Non so neanche il suo nome. Ma non è il suo nome che mi interessa. Olfatto che annusa il profumo del sesso che chiama altro sesso. Con la vista, che eccita il pensiero, senza però essere ostentata. Con il gusto, che non c'è nulla di più eccitante del mischiare sesso e cibo, di leccare e sentire quel sapore che ti invade tutto il corpo, e scende con un getto fino in gola per farti sussultare. Con l'udito, i gemiti che si fondono, gli urli, i sussurri, le frasi, sentire cosa vuoi che ti faccia e poi, il momento dell'orgasmo, quei forti gemiti. E infine il tatto, questo non è nemmeno da dire, ma si chiama tatto anche quando è la tua lingua ad insinuarsi, quando passa su tutto il corpo massaggiandolo, curandolo, giocando con ogni angolo, con tutte le sue parti, per infine arrivare alla parte più dura. Svisceri la carne, oltrepassi il gusto, il tatto, sprofondando nell'animo. Tremante, all'apertura di un piacere isterico, mi trovi. All'assaggio ti trovo ancora schiavo; nessuna domanda, precedo ogni ordine. La musica ci grida soffusamente, siamo contro lo specchio e la vista ci invade. Quello che vedo: percussioni infinite, lingua sul collo, le tue mani a sollevarmi le caviglie. Tu hai quel ritmo possente, di una forza quasi innaturale. E' l'unisono ululato di tutte le cose insieme, semplici e complesse, che si raccolgono sulle nostre mani, sugli occhi. Intrecci di cose morse con lentezza. Le parole che pronunci e che mi fanno restare. E' la vista complementare di noi. Le gocce dense sul seno di te. E scendere. Scendere, senza fermarsi. Torniamo in mezzo alla gente, prima lui e poi io, perchè nessuno ci veda insieme. Non riesce a smettere di cercarmi. Viene da me e avvicina la sua bocca al mio orecchio, balliamo un po', un ballo lento e sensuale, anche se la musica non lo è. Facciamo l'amore su una pista da ballo, in mezzo a centinaia di persone perse nei loro sensi. Cerca la mia bocca e io sfuggo ancora. Oddio, mi piace sempre di più questo gioco. Il suo corpo mi attira, la sua voce mi scalda, e le sue mani, sembra che vogliano prendere il più possibile per tenersi un'illusione quando tutto questo finirà. Fra poco. E non so ancora il suo nome. Arriva gente che conosco, lo mando via, prometto di raggiungerlo, ma non lo faccio, e non ci salutiamo neanche. Probabilmente non ci vedremo mai più. Lui mi ha donato delle belle sensazioni, ed io sono sicura di avergli donato una notte insonne, anche se sono gia le 7 del mattino. Torno a casa e non so se mi sento più stronza o più puttana. So solo che mi piace come mi sento. Giocato ho giocato, riso ho riso... venerdì notte ho provato l'emozione di un vampiro che ha assaggiato il sangue giusto.
Desidero sconvolgere la tua vita tranquilla con sogni agitati, sudati e ansimati.
Desidero farti entrare tutti i giorni per visitare i miei pensieri e le mie voglie notturne.
Desidero farti toccare l'abisso del piacere attraverso la mente.
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