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Titolo: Geisha
Autore: Ambrosia
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Racconto n° 3040
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I capelli morbidamente raccolti lasciavano scoperto il collo affinché apparisse la seduzione di una breve apertura sulla candida intimità del corpo.
La sua aspirazione era quella di regalare un sogno fatto di sontuosità, romanticismo, passione ed esclusività.
Nella sua semplicità ella rappresentava l’essenza dell’edonismo. Il particolare più significativo ed erotizzante erano le sue labbra ben disegnate, valorizzate da un velo di rossetto il cui colore, simile a quello di una peonia, esaltava la morbidezza delle dolci forme.
Era così che ad ogni calar del sole ella attendeva il suo amante nel piccolo bilocale che era da tempo diventato il luogo dove i loro incontri si consumavano con un'interminabile passione.
Il minuscolo ingresso, arredato con bassi tavolini di legno arricchiti da centrini orientali e da lampade che emanavano una calda luce soffusa, era di per sé indice di eleganza e accoglienza. Il salotto si trovava proprio al centro della casa e rispecchiava quell'elegante sontuosità che trovava la sua completa espressione nella camera da letto della giovane Loto. Era così che si chiamava la ragazza.
Il letto a baldacchino, la cui struttura era di legno di tek scuro, era ricoperto da scialli di seta trasparente color arancio e giallo e i riflessi prendevano il loro colore particolare e suggestivo dalle calde luci posizionate ai lati della stanza, tanto da creare un ambiente al contempo rilassante ed intimo.
Era già tardo pomeriggio quando lui fece ingresso nel salone, annunciato dalle piccole campanelle che Loto aveva posizionato nell’angolo in alto della porticina d’ingresso.
Era come sempre impeccabile nel suo completo bianco il cui unico stacco di colore era dovuto alla camicia nera che, sbottonata, lasciava intravedere il colore ambrato della sua pelle curata e lucida. I capelli neri e lisci erano come sempre pettinati all’indietro; erano leggermente lunghi sulla fronte per cui necessitavano del gel per essere sempre mantenuti in ordine.
Appena lo sentì arrivare, ella si affacciò dalla porta della camera, si avvicinò lentamente a lui e sfiorandogli il braccio lo invitò a sedere vicino a lei. Tra loro non c’era mai stato bisogno di tante parole per capirsi, erano anime affini, si completavano e la loro intesa era esprimibile attraverso un semplice sguardo o attraverso lo sfiorarsi appena.
Lui ora le era accanto. Loto aveva aspettato questo momento per tutto il pomeriggio, immaginandosi mille volte di stringerlo tra le braccia e di sentire le sue labbra su tutto il corpo.
Le mani erano appoggiate sul divano, l’una vicino all’altra e, seppur le loro dita si stessero toccando appena, fu sufficiente per accendere in entrambi quella passione che li aveva portati a cercarsi sempre più frequentemente.
Quel pomeriggio lui era ben determinato a regalare alla sua fiore di Loto - era così che la definiva - momenti di profonda estasi; sarebbe stato lui questa volta a donarle piacere, lei avrebbe solamente dovuto godere dei momenti che era pronto a regalarle, tanto sapeva che ne avrebbe beneficiato anche lui.
Il semplice pensiero di sfiorare la sua pelle candida accendeva in lui una profonda e incontrollata passione che gli offuscava la mente e la ragione ogni volta che si trovava a contatto con lei e con i piaceri legati alla sua candida intimità. Era questo ciò che stava pensando nell’istante in cui ella cercò di scostarsi con timida ritrosia, tanto per non apparire precipitosa nel volersi concedere al suo amante, ma lui fu subito pronto a prenderla per le braccia per farla accomodare sopra di sé.
Il seno di lei era vicinissimo al suo viso, tanto che ella riusciva a sentire il suo caldo respiro che si stava facendo corto a causa della crescente eccitazione.
Come ipnotizzato dalla sua bellezza e sempre più determinato a farla impazzire di piacere, egli iniziò a sbottonarle il vestito che fasciava l'esile ma morbido e corpo. Ad ogni gesto faceva seguire il tocco delle labbra sulla sua pelle, fino a quando arrivò sui suoi seni i cui capezzoli sbocciarono sotto il dolce ed insistente sfioramento della lingua. Il suo tocco si fece sempre più determinato e profondo e, nel momento in cui lei inarcò il corpo verso le sue labbra, prese a mordicchiare le dolci rotondità dei seni provocandole scosse di eccitazione che la fecero gemere piano. Consapevole di suscitarle un intenso piacere, ma anche conscio dell’effetto che lei aveva su di lui, sapeva che il suo crescente desiderio avrebbe presto chiesto di essere soddisfatto. A quel punto la prese tra le braccia e la portò nella sua camera e l'adagiò nel letto lasciandola coperta solo con il sottile velo della pashmina di seta rossa che lei teneva sempre ai piedi del suo giaciglio. Nella penombra della stanza, il corpo di Loto veniva esaltato dal leggero gioco di luci creato dalle lampade. Lui si spogliò lentamente mentre lei lo fissava con occhi languidi di desiderio. Lo vide sfilarsi in ultimo i pantaloni ed adagiarsi al suo fianco scoprendola a poco a poco dalle trasparenze del velo per ammirare tutta la bellezza del suo corpo. Lui le sfiorò lentamente il seno, il ventre, giocando con il suo ombellico con la punta delle dita e con la lingua, disegnando piccoli cerchi concentrici in quella zona di estrema sensibilità erotica fino ad arrivare alla sua calda intimità che si schiuse al tocco sapiente delle sue dita. Non riuscendo a trattenere ancora a lungo il desiderio, divaricò con dolcezza le sue gambe ed insinuò la sua lingua proprio al centro della sua eccitazione per donarle ancora più piacere, stuzzicandola piano con piccoli morsi fino a quando lei, dominata da una travolgente passione, lo pregò di prenderla e di portare al soddisfacimento il grande desiderio che era cresciuto in lei. A quel punto si adagiò su di lei e la penetrò quasi subito, a testimonianza del grande coinvolgimento che anche lei era in grado di procurargli. Si mosse dapprima piano per far sì che la passione non si consumasse subito poi, quando lei prese a mordicchiarlo e a passargli la lingua sulle labbra per farle dischiudere e potervi entrare per stuzzicare ancor di più il suo desiderio, lui sentì che stava per raggiungere il massimo del piacere. L’apice della loro estasi di amore si consumò subito dopo con decisione, delicatezza e passione nell’arco di tempo che rimasero avvinghiati l’uno sull’altra.
Era la prima volta che Loto riceveva un completo dono di amore, creato solo per lei e goduto liberamente senza il timore di non portare reciproco piacere all’altra persona. Fu quella volta che Loto comprese che l’estasi può essere donata anche nel momento in cui viene anche solo presa in dono.