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Il Compleanno
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Titolo: Il Compleanno
Autore: Comando
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Racconto n° 3048
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Irma non era mai stata quella che si dice una donna di conturbanti fattezze; piuttosto snella, con una aria molto giovanile e minuta, si era sempre messa un po’ da parte quando si usciva in compagnia. Il suo aspetto timido e riservato era sempre stato calcato da quegli occhiali che le davano una aria un po’ sognante ed il suo modo di vestire non aveva mai accentuato le sue forme poco procaci.
In occasione del suo quarantesimo compleanno da single la sua amica più cara, Mila, aveva deciso che lo avrebbero passato in modo speciale. Il suo regalo sarebbe stato renderla… “diversa”. La portò dal parrucchiere per farle fare un taglio che la ringiovanisse e poi dall’ottico, via gli occhiali, sostituiti ora con lenti a contatto, e un breve giro per i negozi di abbigliamento sino a tornare a casa.
Quella sera uscirono a cena insieme, Mila aveva deciso che il suo regalo per l’amica sarebbe stato completo solo in quel modo. Il ristorante scelto era di gran classe: luci non troppo invadenti e camerieri discreti e silenziosi. Le due amiche, sedute reciprocamente una di fronte l’altra, chiacchieravano sommessamente.
Ad un tratto Irma sentì su di sè una presenza; un senso di disagio si fece largo in lei, alzò gli occhi ed il suo sguardo andò oltre l’amica sino ad incrociare gli occhi di uno sconosciuto seduto ad un tavolo vicino. Un uomo distinto, dai capelli brizzolati, cenava da solo con gesti pacati e lenti, di tanto in tanto alzava lo sguardo dal piatto e, come se una freccia scoccasse, la penetrava sino a scuoterla dentro. Cosa aveva quello da turbarla tanto, si domandava, mentre rispondeva distrattamente a Mila. Se fosse stata nuda, seduta a quel tavolo, avrebbe provato lo stesso effetto. Era come se si sentisse completamente esposta. Sentimenti contrastanti le si agitavano interiormente, un senso d'insicurezza misto al piacere di essere notata; strinse le cosce e sentì un senso di umido, avvampò sotto il trucco e poi le salì un senso di irritazione: quell’uomo la stava eccitando semplicemente guardandola. Aveva bisogno di rinfrescarsi, calmare le contrazioni che le agitavano il basso ventre mentre immaginava il suo perizoma ormai intriso di umori. –Che hai? Le chiese l’amica. -Nulla, sarà qualcosa che mi ha fatto peso, ho bisogno un attimo di andare in bagno e torno subito, per me ordina il caffé, non desidero altro. Si alzò andando verso la toilette delle donne con passo svelto e, appena dentro, aprì il rubinetto lasciando scrosciare l’acqua chinandosi sul lavandino, gli occhi chiusi per riprendere il controllo di sè. Non sentì la porta aprirsi, ma ne percepì lo spostamento d’aria, alzò gli occhi e lo vide, le sorrideva, enigmatico. –Buona sera, la osservavo stasera, lei è molto affascinante. Irma rimase senza parole, quello sconosciuto aveva osato seguirla e per giunta nel bagno delle donne. –Prima che lei parli, continuò lui con una voce calma e profonda, -sappia che la desidero ma basta solo una sua parola ed uscirò di qui. Lei avrebbe voluto scappare, rimanere, gridare, urlare o…baciarlo. Sentiva questo impulso fortissimo, ma non si mosse. Lui le si avvicinò e lentamente le soffiò sul collo mentre una mano le sfiorava i capelli e l’altra la coscia. Sentì il suo profumo di muschio e cuoio che la eccitavano, si appoggiò al lavabo mentre quelle dita scivolavano inesorabili lungo la sua gamba, le si infilavano fra le cosce sino a scivolare lungo la fessura, ad accarezzare il clitoride e poi affondare con dolce violenza nella sua femminilità sino a farla sussultare. –Ti voglio! Sussurrò lui con voce roca. –Sì. Rispose lei inclinando la testa all’indietro. La sollevò e la pose sul piano del lavabo, la gonna salì sino in vita mentre le sfilava il perizoma e le apriva le cosce. Lei lo lasciò fare appoggiando le spalle allo specchio e lasciandosi andare mentre la lingua di lui prendeva il posto delle mani. Era calda, umida, carnosa mentre lentamente le sfiorava il clito, ci giocava circolarmente e poi sopra facendolo uscire dalle pieghe che lo ricoprivano, lo premeva e poi se ne allontanava, giù, sino a penetrarla. Lei chiuse gli occhi per assaporare ogni istante. Li riaprì, era nel suo letto, a casa sua. Strano sogno, oggi era il suo compleanno, avrebbe compiuto quaranta anni, tra meno di una ora sarebbe passata Mila, le aveva promesso una sorpresa. Si accorse di essere molto eccitata, passò una mano fra le cosce e si sentì bagnata. Le era sembrato talmente reale che faceva fatica a staccarsene e con la mente riviveva ogni istante. Sorrise. Appena sarebbe venuta l’amica avrebbe dovuto raccontarglielo, già sapeva che le avrebbe detto:- Trovati un uomo, il mondo è pieno di uomini che non cercano altro che questo e se non ti ama, cosa te ne importa? Uno scambio alla pari.- Già, lei, la sua amica carissima, la faceva facile, ma Irma desiderava altro. Si appoggiò sul cuscino continuando a sfiorarsi come a cercare di ritrovare quel piacere, chiuse gli occhi per un attimo a cercare di riprendere quelle immagini. Sentì il suo membro scivolare turgido dentro, appoggiarsi appena all’ingresso, ondeggiare su e giù mentre le contrazioni si facevano più forti poi affondare con colpi lenti e profondi, lo sentiva pulsare dentro all’unisono con lei, si sentiva riempire ed un senso di completezza la inondava. Era lì, per un attimo aveva pensato di aver sognato, di essere nel suo letto, al sicuro nella sua casa ed invece era lì, in una situazione che non avrebbe mai immaginato di vivere, presa, posseduta da uno sconosciuto di cui sentiva il respiro pesante sul suo collo, l’odore del maschio che la inebriava mentre il suo ventre si spingeva in avanti a cercare quel contatto sempre più profondo. Ecco, stava per godere, sentì il brivido salirle lungo la schiena, la mente che si offuscava, chiuse gli occhi e, si ritrovò nel suo letto. Un sogno… no, non era possibile, era troppo reale! Di nuovo gli occhi chiusi, di nuovo lì, in quel bagno e lui dentro di lei… quale era la realtà?