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Il nido d'amore
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Titolo:
Il nido d'amore |
Autore:
Marcus |
Contatto:
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Racconto
n° 306 |
Altri
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In certi momenti non mi rendo ben conto della fortuna che mi è capitata. Mai e poi mai ho avuto un periodo così splendido. Mi sembra impossibile, eppure sì sono proprio io. Io, io, io libero in questo posto meraviglioso con la più bella ed amabile compagna che mai e poi mai avrei potuto desiderare. Nemmeno nei miei sogni più rosei avrei osato immaginare una situazione più felice. M'incanto a guardarla mentre lei, dall'alto di questa scogliera fissa il mare. Sì lo so già, lo leggo nei suoi occhi, tra qualche tempo sentirà l'impulso d'andarsene da quest'isola. Lei è così, ad un tratto questa sua necessità si fa troppo forte e deve andarsene. Non so se la seguirò. Lo so, lo ho sempre saputo, eppure ciò non mi ha trattenuto dall'amarla ed è forse questo pensiero di perderla che me la fa amare con tanta forza, come se potessi trattenerla in virtù di questo legame. La fine mi è nota e mi costerà dolore. Ma non devo pensarci ora. Non devo affliggermi con questi pensieri di rincorse e d'inseguimenti fino al limite del mondo, ma lei esercita su di me un fascino che mi sconvolge sin nel profondo. Mi accorgo che, anche se stiamo assieme da qualche tempo, il desiderio e la passione che provo per lei non scemano. Non ho mai vissuto un'esperienza di coppia con tanto ardore. So bene che mi sto comportando ed esprimendo come un adolescente, ma lei è il mio grande Amore. Desidero il suo corpo in modo quasi febbricitante e mi sento appagato solo quando siamo una cosa sola, vorrei stare dentro di lei per ore. Lei mi ricambia con altrettanto calore e sensualità. Così facciamo spesso all'amore, anche qui sullo spiazzo erboso in cima alla scogliera proprio davanti al nostro nido d'amore o più giù tra i cespugli di sparto che crescono sulle dune di sabbia in riva al mare. Ecco anche in questo momento il mio sguardo non riesce a staccarsi da lei. A tratti mi sembra che le raffiche di vento caldo possano far volare via la sua figura eretta e così esile. Mi avvicino e comincio a baciarla a partire dalla nuca, scendendo con piccoli baci leggeri come il tocco di una piuma e poi giù lungo la schiena, lei si volta verso di me e un solo sguardo è sufficiente a farmi capire che mi vuole nuovamente, il suo fascino è tale che questa semplice occhiata mi eccita. Sì mi fa capire che vuole sentirmi subito dentro di lei. Non c'è nessuno qui in alto sulla scogliera, oddio a dire il vero la settimana scorsa c'era un guardone, ma non m'importava che ci vedesse fare l'amore, per la verità non si è avvicinato e mi è parso molto discreto. Poi io, devo dirvelo, sono forse un po' esibizionista e mi sono lasciato andare esibendomi in numeri speciali, per così dire, perché la situazione mi aveva eccitato come una bestia. E così è stato con mia grande soddisfazione che lei si è messa a gridare più forte del solito mentre veniva. Glielo ho fatto vedere io a quel moscio come un vero maschio fa godere la sua femmina. Be', ad onor del vero, devo dire che qui la situazione è proprio favorevole per abbandonarsi ai più sfrenati giochi d'amore e che tutto m'aiuta ad esibirmi in prestazioni sessuali extra sia per numero sia, soprattutto, per qualità. Non solo questo posto mi fa sentire tranquillo e rilassato, il cibo è ottimo, il mare è stupendo, la spiaggia poco frequentata e tutti sembrano intenti a farsi i fatti loro, ma soprattutto è la mia compagna così bella e appassionata che mi tiene in stato di costante eccitazione. Oddio non è poi che io abbia questa gran esperienza in questo genere di faccende, parlo limitatamente alle tre o quattro storie che ho avuto sino ad ora. Sì, certo a chiunque piacerebbe una tipa così sensuale ed eccitante, ma ho notato che questo desiderio quando si realizza sembra spaventare un poco noi maschi. Credo che molti di noi tendano a cercare compagne meno sessualmente attive, per così dire, non solo perché si sentono in fondo insicuri delle proprie capacità, ma anche perché così ai furbini resta l'energia e il tempo per darsi da fare in giro senza sentirsi l'alito della loro tipa sul collo. No, io non sono assolutamente così, credetemi sono essenzialmente monogamo e quando una mi piace così tanto ho voglia di fare sesso con lei soltanto e quando lei mi fa sentire che mi desidera fisicamente mi sembra proprio di volare. Scusatemi sto divagando, ma cercate di capire che la mia lei mi ha scatenato una tempesta di passioni e d'ormoni quale non avevo mai provato. Devo averci nel sangue un tasso di testosterone da lasciare basito un toro da monta al mio confronto. Tornando appunto a quel cretinetto di guardone (cui devo però essere grato per avermi fatto arrapare come poche volte), non credo che lei se ne fosse accorta ed io non glielo ho detto per paura che ciò la inibisse. In fondo la mia lei è molto timida. Così mi sono avvicinato e l'ho presa da dietro tenendola con forza, quasi con violenza, avendo però cura di non farle male, proprio come a lei piace, e così facendo le ho impedito di voltarsi e di vedere quel tizio acquattato dietro le rocce. Ad un certo momento mi veniva quasi da ridere, infatti lo squallidone era vestito con colori che, secondo lui, avrebbero dovuto essere mimetici. Roba da torcersi dalle risa, ma chi credono di prendere in giro 'sti tizi? Dev'essersene poi andato a casa con le pive nel sacco, forse lo aspettava una compagna deprimente come lui o magari pure figa di legno, come si dice. Ben gli sta. Mi piace stare qui al sole, accanto a lei a guardare le onde dall'alto di questa scogliera, mentre i nostri corpi si sfiorano appena. Tacciamo perché non osiamo esprimere la nostra felicità. Non devo pensare al futuro, ma godermi questo sole caldo, la gioia del momento, questi posti meravigliosi e più d'ogni altra cosa questa compagna stupenda. A tratti vorrei che il tempo si fermasse, che quest'attimo si cristallizzasse nella sua perfezione. Alzo gli occhi e vedo nelle sue pupille il riflesso delle onde e della maretta che s'infrange tra le rocce. L'altra notte mi ero svegliato di soprassalto, avevo avuto un incubo, mi sembrava che lei se ne fosse andata ed ho avuto paura, ma poi ho sentito il suo corpo caldo e morbido accanto al mio nel nostro piccolo nido d'amore e mi sono riaddormentato con un sospiro. Possibile che non riesca a pensare ad altro che a lei, il resto non m'interessa più. Le appoggio la testa sulla spalla calda di sole e profumata di salsedine è come se una scarica elettrica passasse attraverso i nostri corpi ci è venuta ancora voglia di fare all'amore, sento che vuole essere accarezzata e penetrata, il suo sesso si apre roseo e umido alla mia vista eccitata. Mentre la comincio a toccare come le piace e sento il suo desiderio montare inarrestabile come la marea, mi accorgo che c'è nuovamente qualcuno dietro la roccia del guardone, come ora la chiamo. Guardo bene e mi accorgo che questa volta gli squallidoni sono ben due. Ma bravo, si è portato pure il socio, ma bene continuate così. Chi ci porterete settimana prossima, forse un'intera scolaresca del collegio delle Orsoline in piena esplosione ormonale? Be' per la verità forse dev'essere rimasto impressionato dalla mia sapienza ed abilità erotica. Quando uno ci è portato come me non scherza in 'ste faccende. E va bene, se vuoi guarda pure, e schiatta d'invidia. Ma aspetta un po', si è pure portato il binocolo e il suo socio ha la videocamera con microfono incorporato. Cosa diavolo volete fare? Forse un pornazzo di basso costo con attori non professionisti. Parassiti! Sì, stanno proprio dandosi da fare, 'sti due pervertiti. A questo punto ci ha portato però l'educazione permissiva d'oggi e le scuole che non fanno il loro dovere, roba da chiodi. Ma insomma, adesso però stiamo proprio esagerando, non è possibile, un mondo dove non ti lasciano nemmeno scopare in pace, non c'è proprio più privacy, nemmeno per noi gabbiani.
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