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Il mio rifugio
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Titolo: Il mio rifugio
Autore: Moony
Contatto:
Racconto n° 3069
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Eccomi nella nostra piccola baita. Il nostro nido lontano da tutto e tutti. Son arrivata per prima e ora ti aspetterò. Apro la porta e respiro a pieni polmoni quell'odore forte di legno misto a lavanda che riempie la stanza. Apro le persiane e la luce bianca entra inondando ogni cosa. Cerco la scopa nel ripostiglio e mi metto a pulire; voglio che sia tutto perfetto per quando arriverai. Dopo aver ramazzato vado verso la cucina e metto lo spumante, quel buon Brut che adoro, in frigo, insieme a quella che sarà la nostra cena. Già pregusto il momento in cui lo sorseggeremo insieme.
Click click... il rumore delle chiavi nella porta. I passi si fanno leggeri e corro verso di te. Entri... bellissimo come sempre mi sorridi e i tuoi occhi mi paralizzano, ogni volta mi perdo nel tuo sguardo così dolce. Un mazzo di fiori in mano, la borsa a tracolla e il braccio infilato nel casco per tenerlo. Ti corro incontro mentre appoggi tutto sul tavolo, non ti do il tempo di parlare, ti stringo le braccia al collo e mi perdo in un bacio senza fine. Mi cingi la vita, le tue mani che tengono delicatamente ma con fermezza il mio corpo, che scivolano sulla stoffa leggera del vestito. Ci stacchiamo, - Buongiorno mogliettina - Buongiorno marituzzo - e ridiamo contenti.
Mi dici di non aver trovato particolare traffico nell'arrivare qui, anche se si vede che sei stanco. - Dai, vai a cambiarti, ti preparo un caffè - così, mentre metto i fiori nel vaso di vetro pieno d'acqua, tu vai verso la camera per metterti comodo. Fischietti felice e sentirti così mi fa sorridere di gioia. Oh quanto ti bacerei ancora e ancora e ancora. Non mi stanco mai delle tue morbide labbra, delle tue dolci carezze. Metto la moka sul fornello e ti sento arrivare alle mie spalle, mi giro e oh... quanto sei bello! Con semplicissimi pantaloni di tuta e una t-shirt eppure mi sembri stupendo.
Mi abbracci, poggio la testa sulla tua spalla e mi accarezzi i capelli - quanto mi sei mancato - con un dito mi tiri su il mento, occhi negli occhi, appoggi le tue labbra sulle mie. Come sei dolce, mi sento sciogliere e le gambe mi tremano, mi tengo a te per non cadere. Ogni tuo bacio mi fa perdere "la bussola", mi sembra di entrare in un sogno fantastico che non vorrei mai terminasse.
Mi prendi tra le tue braccia e porti sul grande letto di legno. Senza una parola, con gli occhi lucidi di gioia, ardore e passione, ti sdrai di fianco a me sul morbido copriletto a quadri rosso e arancio. Mi baci con passione mentre la tua mano inizia ad accarezzarmi il viso, il collo, si ferma sul seno e una scarica ci eccitazione mi scuote dentro. Scendo a baciucchiarti dietro l'orecchio, ti mordicchio e sento il tuo respiro farsi forte. Prendo il lobo tra i denti che muovo avanti ed indietro stringendo poco, giocandoci... resisti poco, mi fai sedere e sfili il vestito che indosso. Baciandoti ti tolgo la maglietta, le mani che corrono sul tuo petto, lo abbraccio lo accarezzo, lo bacio... ti sdrai a pancia in su in mia balia. Come una gatta mi avvicino a te ed inizio a baciarti il collo, tanti piccoli baci alternati a colpi leggeri con la punta della lingua.
Scendo e ti sento ansimare, lambisco i pettorali e continuo la mia discesa, arrivo alla tartarughina che timidamente riprende a far capolino, la mordicchio e non mi stupisco del fatto che tu non stia
patendo il solletico: basta guardarti per capire quanto sei eccitato. La via verso il piacere prosegue e la mia bocca ed i miei baci si spostano ancor più in basso raggiungendo l'elastico dei pantaloni.
Lo prendo tra i denti e tiro, alzi il bacino e i pantaloni scivolano verso le cosce tenuti tra le mie labbra. I miei occhi si spalancano piacevolmente sorpresi quando scopro che non indossi i boxer. Ti tiro via i pantaloni con le mani e li lascio cadere a terra. Mi siedo su di te, sulle tue gambe e ti accarezzo. Inizio ad alzare la sottoveste che mi copre, poco alla volta, fissandoti negli occhi e sorridendoti. La tolgo del tutto liberando il mio corpo che urla per esser preso. Non resisti, mi disarcioni buttandomi di lato, le tue mani ovunque, la tua bocca che cerca, scopre, saggia e assapora. La tua mano scivola sulla mia rosa che trovi già colma di rugiada, la carezzi, riempi le dita del mio nettare e te le porti alla bocca, ritorni ad intingerle ma ,quando fai per rimetterle tra le tue labbra, ti fermo la mano, l'avvicino al mio viso ed inizio a leccarti le dita, come un gattino con il latte assaporo fino all'ultima goccia. Vedo i tuoi occhi che si fanno grandi, con il viso rosso mi lasci finire per poi metterti su di me. Mi scivoli dentro senza ostacoli, ti fermi come in estasi a sentire le contrazioni del mio fiore che ti stringono e bloccano dentro di me.
Inizia la danza, i corpi uniti in uno solo, che si muovono all'unisono al ritmo dolce di musiche celtiche. Sento questa musica e non capisco da dove provenga, forse è solo nella mia testa, dentro di me, come se mi fossi unita ad una creatura fatata dei boschi. Ti muovi in me e son felice, le mie mani sulle tue spalle che ti stringono, tiro su le gambe e ti cingo la schiena tirando su il bacino per sentirti meglio, per sentirti di più. Mi sembri un dio greco, con quell'aria solenne, dolce e forte insieme, con quei capelli scuri e gli occhi profondi come un oceano in cui affondare. E ora sei tu che affondi in me e mi fai urlare, tremare, scoppiare in un orgasmo fortissimo, così forte che ti porta a seguirlo, sprofondando nel mio corpo, perso e felice. I corpi tremanti, i visi rossi, gocce di sudore che ci imperlano la pelle, i respiri affannati. Una parola tra le labbra che non riesce ad uscire, come due mimi ce la ripetiamo insieme - Amore - .


p.s. quale sarà la baita vera, quale quella desiderata, quale quella sognata? Ad ognuno la propria scelta. Io la mia la so!