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La notte del 31-12-2002
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Titolo:
La notte del 31-12-2002 |
Autore:
Gabrianna |
Contatto:
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Racconto
n° 307 |
Altri
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Nonostante Cristina indossasse la calda pelliccia di visone ed Alessandro un lungo cappotto di pelle nera, avvertirono ancor di più l'aria pungente di quella sera di fine dicembre. Alessandro si ritrovò a frugarsi nelle tasche alla ricerca di un biglietto con nome ed indirizzo del loro appuntamento. L'aveva scritto frettolosamente mentre colloquiava una sera su Net meeting con Giuliano un simpatico quarantenne fiorentino, cui non pareva vero di essere accettato da una coppia su quella chat. Avevano giocato un po' con la cam, s'erano guardati, piaciuti, Cristina aveva alzato anche la gonna oltre le ginocchia e poi lasciato intravedere ben oltre il solco dei seni. Giuliano ad un certo punto, rotto il ghiaccio, lanciò la sua proposta. Alessandro che erano anni che immaginava un ultimo dell'anno diverso, guardò Cristina e capì che non le dispiaceva affatto: "Fai come vuoi gli disse, io non ho problemi", lasciando comunque al marito, come al solito, la responsabilità dell'incontro. Ed accettarono. Varcato un antico cancello di ferro battuto, faticarono a trovare l'interruttore delle luci, nascosto a metà pianerottolo, poi salirono le scale d'un antico palazzo senza ascensore, il primo piano era tutto occupato da uno studio notarile, al secondo, i festoni natalizi appesi alle grandi porte in legno, rendevano un po' più ospitale il condominio. Salendo, Alessandro giocava a guardare le cosce della moglie che, aperta la pelliccia, gli mostrò le calze argentate, i capelli lunghi biondi, risaltavano nella tenue luce delle scale. Alessandro era eccitatissimo, ma aveva anche timore, stava facendo una cosa che aveva sempre sognato di fare, ma allo stesso tempo temeva che qualcosa non sarebbe andata per il verso giusto, la troppa agitazione lo fece scivolare e rischiò di rompere la bottiglia di champagne che teneva nella mano destra. Cristina si fermò per prima davanti al portone, si riavviò i capelli e, vedendo che il marito indugiava a raggiungerla, per nulla intimorita, girò la chiavetta d'ottone del campanello e si trovò di fronte un uomo, moro, alto, robusto; da subito Cristina lo trovò più bello e lasciò la sua mano nella stretta forte dell'uomo. Ad Alessandro toccarono le solite banalità per togliersi dall'imbarazzo, ma ebbe improvvisa la sensazione d'aver solo accompagnato la moglie ad un incontro. Era un appartamento dai soffitti alti e dagli infissi vecchi pitturati di smalto bianco, con grossi radiatori di ghisa, tubi esterni e quadri con vecchie cornici alle pareti, nel corridoio, in una vecchia ma grande libreria, tanti volumi dalle copertine sbiadite. Era un appartamento austero in cui Giuliano era venuto ad abitare alla morte della nonna che lì aveva vissuto per oltre novant'anni. Si dimostrò subito attento ad aiutare Cristina a togliersi la pelliccia, che appese ad un monumentale attaccapanni. L'abito di seta nera fasciava il sedere di Cristina e lo incorniciava esibendolo allo sguardo dell'uomo. Incominciarono a raccontarsi poi accompagnò gli ospiti a visitare l'appartamento di circa dieci stanze, spiegando libri e quadri e qualche lavoro di restauro fatto o programmato. In fondo al corridoio v'era una stanza più grande in cui la tecnologia l'aveva fatta da padrone con computer, scanner, stampante, macchine fotografiche , tv e impianto stereo. Giuliano, durante la visita aveva più volte colto l'occasione di accarezzare i fianchi di Cristina. Raggiunta la sala da pranzo rimasero incantati a vedere una tavola così ben apparecchiata: piatti con bordo dorato e grandi posate d'argento, fini bottiglie di vino e spumanti delle migliori marche. Giuliano offri il posto di capotavola ad Alessandro, Cristina si sedette a fianco del marito, aveva il padrone di casa di fronte a sè. Le mani i Cristina con le lunghe unghie laccate di rosso spiccavano sull'argenteria; parlarono un po' di tutto, della loro vita, di Firenze, degli Uffizi, del Brunello, del Chianti. Poi Cristina che si sentì in dovere di aiutare Giuliano e si alzò a servire il dolce, avverti col seno la spalla dell'uomo che al contatto gliela strusciò ancor più contro e mentre lo faceva sentì la mano del marito accarezzarle il sedere, poi il discorso tornò sugli spumanti dolci e brut e poi ancora sul mare , sulle spiagge di nudisti, su Internet . Ormai s'era fatto caldo e gli uomini rimasti in manica di camicia cominciarono a sbottonare anche il colletto. Cristina si risistemò il rossetto sulle labbra ed aperte le pesanti tende della sala, accesi i lampadari, con una sigaretta tra le labbra apprezzò un comodo divano di caldo velluto. Lo spacco della gonna si era aperto a mostrare le cosce fino all'attaccatura del reggicalze. Alessandro chiese un pò di musica caraibica ed improvvisò qualche passo di mambo, "Dai facciamo festa orami ci siamo.. forza Cristina vieni a ballare " e presa per mano la moglie la strinse a se, Giuliano si alzò a spegnere le luci ed accese un piccolo faro colorato che proiettava nella sala fasci di luce colorata. Poi mentre il marito usciva sulla terrazza con la sigaretta accesa, Cristina si avvicinò alla finestra sulla parete opposta: il cielo di Firenze era uno spettacolo di fuochi d'artificio e nell'appartamento di fronte si vedeva un gruppo di ragazzi ballare tra palloncini colorati e luci psichedeliche. Cristina avvertì l'uomo dietro di sé, le si appoggiò contro, le mani a stringerla tra il suo corpo ed il davanzale. Sentì tutto il suo desiderio. Le parlava piano quasi ad alitarle sul collo, a bere il suo profumo, lei rimase immobile e lasciò che salisse con la mano sopra le sue ginocchia, lungo le cosce, le sfiorasse l'elastico del reggicalze ed arrivasse lì tra il pizzo del body ed i morbidi peli. Alessandro dal terrazzo vide che la moglie stava col busto proteso in avanti, le mani appoggiate alla finestra con le gambe leggermente divaricate e capì che le mani dell'uomo la stavano frugando dentro la sua rosa bagnata e aperti i pantaloni, comincio a toccarsi: era troppo forte l'eccitazione di vedere la moglie toccata, frugata, accarezzata. Non ne poteva più, ma si impose di resistere per prolungare il proprio piacere. Rientrato si avvicinò allo stereo e per avvertirli che c'era inserì "Io non so parlar d'amore". Poi, presa la moglie tra le braccia, cominciò ad accarezzarla , stringerla, ed andò con le mani sotto il vestito e la sentì bagnata. Ma Cristina seguiva con lo sguardo Giuliano e provò piacere a vederlo accarezzarsi il membro da sopra i pantaloni. Cristina salì sul tavolo e dalla finestra di fronte la videro ballare, dimenare i biondi capelli, videro il vestito scendere ai suoi piedi ed un body rosso dorato splendere sul corpo della donna che voltata offriva il suo sedere, buono, gustoso, grande, vestito solo d'un perizoma. Alessandro e Giuliano offrivano alla dona la loro masturbazione, lenta, vogliosa, forte. Cristina si avvicinò al marito chiedendogli il suo membro splendidamente eretto, ma bastò che lo avvicinasse lentamente alle sue labbra rosse per farlo schizzare vinto, distante. Alessandro, scoppiato, usci ancora sul terrazzo a fumare, vide Giuliano spogliarsi: muscoloso, forte, peli neri sul torace, un membro dritto, grande, lo vide avvicinarsi a Cristina prenderla tra le braccia ed appoggiarla sul tavolo con le cosce aperte verso di lui, spostarle il perizoma ed infilarla senza fatica: era un lago di voluttà. La teneva per le natiche e cominciò a sbatterla forte facendole sentire i testicoli contro. Cristina urlava ormai senza ritegno, gemeva , e quando Giuliano la alzò e con le mani sotto le natiche se la avvinghiò al suo bacino e cominciò ad alzarla ed abbassarla sul suo membro, Cristina si sentì svenire, poi l'uomo l' appoggiò sul tavolo girata, si inginocchio dietro di lei e cominciò ad insinuarle la lingua tra le natiche. Alessandro, con in mano la bottiglia di champagne , si mise di fronte alla moglie e la baciò forte, la senti spasimare e contorcersi dal piacere, mentre il membro di Giuliano le apriva con forza il sedere. E Giuliano le arrivo tutto dentro con un ultimo spasimo forte, finale. Con un botto si stappò la bottiglia e lo champagne sprizzò sul viso, sui seni rotondi, sul ventre, tra le cosce di Cristina, ebbra d'amore. Alessandro nel box della doccia, appoggiato l'orologio ad una mensola, erano le 00,30 del 1 gennaio 2003, si lasciò correre addosso l'acqua tiepida, e pensò che Franco e Gianna erano al cenone all'hotel Lorenz, che Marco e Patrizia ballavano il valzer nella balera, che Giorgio ed Anna erano davanti al camino della loro casetta di campagna a godersi la tv, che Renzo e Nadia assieme alla loro compagnia del mare stavano sicuramente giocando ai loro ipocriti scherzetti di coppia. Lui, scoperto il glande del suo pene orami vinto, si sentisse bene o male poco importava, aveva realizzato il traguardo del suo sogno di trasgressione , quel sogno che gli aveva impedito di apprezzare da qualche anno a questa parte il divertimento della notte del 31 dicembre. Sulla terrazza Cristina sfinita baciava riconoscente Giuliano.
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