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La pelle scura
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Titolo: La pelle scura
Autore: Portainteriore
Contatto:
Racconto n° 3073
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La sua pelle scura mi tormenta, sono curiosa di sapere da dove viene, perché è sempre con lui, perché lui le concede sempre tutto.
Lei si muove ondeggiando, sinuosa; la sua pelle dall’odore intenso risveglia all’improvviso il silenzio della notte e con forte impeto si abbatte su di me dolorosa, bruciante. Ed è sempre lui a guidarla, lui a chiederle questo, ed è questo che pretende da me.
Lui decide di lei, lui decide per me.
Quando ci siamo conosciuti, io e il mio amore, lei non c’era naturalmente, ma dopo qualche tempo me la fece conoscere e quel giorno capii quanto lei era importante per lui.
Non poche volte l’ho trovata nel nostro letto, lì, tra le sue mani; mi aspettavano insieme ed insieme hanno giocato con me tante volte, mi hanno avvolta con i loro corpi, forte e potente quello di lui, esile e sinuoso quello di lei, insieme uniti, l’una nell’altro stretti, lei usata da lui come sguainasse una spada, lei ed io unite da lievi e poi sempre più taglienti contatti di pelle, fino a farmi piangere.
Lui l'ama troppo, sono insieme da tanti anni, insieme hanno visto altre donne, insieme le hanno sfiorate, toccate, insieme le hanno fatte gemere, urlare, piangere.
Viene dall’Africa.
Un giorno, tanti anni fa, lui la vide a casa di un’amica, rimase colpito dal suo corpo sinuoso e flessibile, dalla pelle liscia e lucida, dal suo carattere forte, espressione di una durezza per la quale lei sembrava nata.
Quella sera stessa, a casa dell’amica, la portò a letto con loro e forse quella fu la prima donna che fece tremare, che fecero gemere insieme.
Da quella casa uscirono insieme quella notte e in tante altre case entrarono e riuscirono insieme; mai le sue donne, neanche una, riuscirono a dire di no. Come me, tutte avranno tremato davanti a lei.
È bello vedere la fierezza di lui, quando la stringe tra le sue mani, quando la guida nei movimenti… e lei non sbaglia mai, è sempre disponibile, totalmente flessibile s'insinua tra le sue mani con il suo corpo intrecciato tra le sue dita forti, pronta a seguire ogni suo gesto, pronta ad insinuarsi tra le pieghe del mio corpo, mentre io tremo e in silenzio aspetto il momento, l’istante, in cui lei sarà su di me, implacabile.
È bello poi, sentire le sue mani, forti ma delicate, passare sul mio corpo in quel momento atteso e sperato in cui è lei ad essere messa in disparte, poggiata lì come un oggetto inanimato, usato e riposto. Quelle mani che so essere colme di amore per me, ma che adesso bruciano passando su quel mio corpo che ha subito in silenzio i capricci di lei. E hanno soddisfatto i desideri di lui.
Sono lì che la guardo, mi eccito a scorrere con gli occhi il suo corpo, quella pelle scura, esotica; chissà che sogni fa nascere dentro di me, penso… mi fa godere, mi fa soffrire, la amo, la odio, mi fa paura ma la desidero.
La desidero perché so quanto lei mi tiene legata a lui, è un paradosso ma la sua presenza tra di noi diventa la nostra unione, la nostra complicità.
Per amore di lui lei danza, danza nel nulla, ma danza tra le sue mani ed è questo che lui vuole è questo che ci fa diventare un unico groviglio d’amore. E io danzo, io danzo per amore di lui quando lei mi tocca, mi accarezza, viene su di me spinta da lui e nei suoi occhi vedo me riflessa a cercare il coraggio di guardarlo per dirgli “guarda cosa mi fa, lo fa per te, lo fa perché tu lo vuoi, guarda i suoi segni su di me, sulla mia pelle chiara; come i tasti di un pianoforte noi due vicine, a contatto di pelle suoniamo, lei un sibilo, io un gemito, come piace a te come tu ami vederci, come tu ami usarci”. L’espressione di lui, quando sono insieme, è perduta nel piacere, fiero di saperla completamente sua e poterla maneggiare, di far volteggiare a suo piacimento quel suo corpo esile. Si vede la sua eccitazione, la si percepisce; con lei sa di esercitare su di me un forte sentimento di sottomissione e guida il suo corpo su di me, con quella cadenza regolare che mi fa sussultare, gemere, tremare.
Nei momenti in cui lei non c’è l'abbraccio, lo accarezzo, cerco dentro di me il coraggio per dirgli - lasciala, non la portare più qui, nel nostro letto, le tue mani usale su di me, non stringere più lei, accarezza me, stringi me - ma non trovo il fiato.
In fondo so che lui mi ama, io lo amo e in tutti questi anni la sua presenza non ha mai scalfito la nostra unione d’amore e allora gli sorrido, lo abbraccio e penso… lei ci sarà ancora.
Nei momenti in cui lui non c’è la osservo cercare i suoi occhi; mai io ho li ho visti, lei ha occhi solo per lui e io ho paura a guardarla, vorrei parlarle ma so che non mi ascolta, è lì, immobile, pronta a flettersi ed ondeggiare come piume di pavone per dargli gioia. Ma io so che lei da sola, senza di lui, non volerà mai, da sola rimarrà avvolta su se stessa, senza un'anima, senza emozioni... è solo una frusta di cuoio intrecciato!

Dedicata a chi amo.