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Titolo: In negozio
Autore: Frasa
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Racconto n° 3092
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Oggi è giorno di chiusura ma, come spesso accade, passo ugualmente in negozio e noto la serranda mezza alzata. Guardo e vedo la tua auto parcheggiata lì davanti.
Penso che avrai avuto qualcosa da fare; guardo attraverso la vetrata e ti vedo indaffarata con dei documenti.
Busso e tu, spazientita, pensando ad un cliente, scocciatore e fuori orario, ti volti di mala voglia.
Vedendomi mi apri e con un sorriso - anche tu qui? - entro e chiudo la porta dietro a me.
Ho voglia di te, ne ho sempre ogni volta che ti vedo, e mi sorridi… oggi poi hai fatto le trecce e mi sembri ancora più porca.
Non resisto, ne approfitto subito, ti chiudo in un angolo, ti blocco le mani e ti bacio sul collo.
Come al solito fai la ritrosa e ti dimeni ma per poco: la mia lingua sul collo, il calore delle labbra ti inebriano e diventi cedevole. – Vuoi fare l’amore, vuoi che ti scopi o vuoi essere violentata? -
Sei una porca e stai gia sentendoti sciogliere.
– Violentami. -
Ti faccio girare, sollevo la maglietta come per togliertela ma la lascio a coprirti il viso.
Sei spaesata, non capisci, ti piego in avanti bruscamente e ti faccio appoggiare alla spalliera del divano.
Vorresti liberarti della maglietta, avere il viso libero, ma te lo impedisco.
Slaccio i tuoi amati jeans e raggiungo senza tanti complimenti il tuo fiore, ho voglia di leccarti, so quanto ti piace, ma no oggi no! Ti voglio violentare. Lo tiro fuori ed in un solo colpo sono dentro di te.
Sussulti e gridi, ti senti riempire, cosi all’improvviso ma ti piace, vorresti sollevarti, metterti più comoda, ma le mie mani te lo impediscono.
Ti senti pompare, un colpo dopo l’altro, senza pietà.
Sei squassata, ma non vuoi che finisca. Sei fradicia e senti il mio membro diventare sempre più duro e teso, sai che sto per venire.
Esco da te ed aspetto qualche secondo per far sì che la pressione diminuisca un po’. Intanto con le mani ti apro le natiche, bagno di saliva il tuo buchino, gli appoggio la punta del membro ed inizio a spingere.
Di nuovo ti lamenti, brucia ma oggi non c’è pietà: spingo con vigore e sono dentro, ti allargo, ti do giusto il tempo di adattarti a me ed inizio a pomparti: pochi colpi e mi disperdo in te inondando le tue viscere.
Ti aiuto ad alzarti, tolgo la maglietta dal viso: sei rossa ed accaldata, sfigurata dal piacere, mi perdo come sempre nei tuoi occhi.
Mi inginocchio davanti a te ed inizio a leccarti, sei fradicia e vieni nuovamente bagnandomi il viso.
Quanto mi piaci...