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La Sauna
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Titolo:
La Sauna |
Autore:
Pegaso |
Contatto:
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Racconto
n° 3096 |
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Erano un paio di settimane che Giorgio frequentava quella palestra. L’aveva scelta perché gli era comodo l’orario, la famigerata “pausa pranzo”, ed i costi non erano eccessivi. Certo non era il Country Club, circolo a cinque stelle della sua città, dove pagavi l’aria che respiravi, ma era comunque un buon compromesso prezzo-attrezzature; l’ambiente era pulito ed i giovani della vicina università rendevano più vivo l’ambiente. Non che lui fosse vecchio, tutt’altro, ma a quasi quarant’anni si sentiva leggermente oltre l’età scolare. Quel giorno, dopo i soliti esercizi in sala pesi, venne invitato da Marco a fare la sauna. Costui era l’amico che l’aveva convinto a riprendere l’attività fisica: - Così smetterai di far lavorare i lardominali e comincerai a far rifunzionare gli addominali. - La sauna era un ambiente piccolo, ma confortevole. Due panche sovrapposte coprivano a ferro di cavallo le pareti posteriori, mentre su di un lato c’era il braciere. La prima cosa che notò Giorgio fu la presenza di una ragazza all’interno della sauna. - Mi scusi, ma non sapevo fosse mista - le disse cercando di coprirsi come meglio poteva il sesso. - Figurati, non ti preoccupare. Però la prossima volta indossa un costume. Ciao, sono Ambra. - - Molto lieto, mi chiamo Giorgio e se quest’animale di amico mi avesse avvertito lo avrei già fatto. - Intanto Marco rideva per la simpatica situazione in cui si erano trovati. Passarono ancora un paio di settimane. Giorgio aveva capito il funzionamento della sauna mista e non aveva più avuto problemi, ma aveva incontrato poche volte ancora Ambra e mai da sola. Era una ragazza solare, capelli castano chiari lunghi appena sotto le spalle, occhi verdi, un bel seno di misura giusta per una ragazza alta centosessantacinque centimetri con un fisico sportivo più che carino. Dal giorno del loro primo incontro le era rimasta in mente e tutti i giorni sperava di incontrarla per scambiare anche solo due chiacchiere. Quel giorno di aprile invece, aveva avuto la possibilità di lavorare quasi al suo fianco in sala, complici le vacanze pasquali che avevano svuotato la palestra; ed al momento della sauna si ritrovarono soli. Giorgio si sedette al suo solito posto nell’angolo, mentre Ambra si rilassò poco distante. Parlarono per dieci minuti, poi lui disse che sarebbe uscito per una rapida doccia fredda e quindi ricominciare. Lei invece, affermò che poteva bastarle e gli diede appuntamento per l’indomani. Fu grande lo stupore di Giorgio quando rientrò, vedendola distesa sulla panca, coperta appena dall’asciugamano. - Ma non dovevi andartene? - le chiese in tono amichevole. - Ci ho ripensato - gli rispose sedendosi e lasciando scivolare la salvietta. L’uomo rimase sbalordito. Quel corpo che aveva immaginato tante volte ora era lì davanti a lui in tutto il suo splendore. Ambra gli prese la mano e se la portò su una spalla, poi con la sua lo attirò più vicino. Giorgio le baciò la testa prima, poi scese al viso ed alle labbra. Aveva labbra morbide, perfette per essere baciate con passione e lui lo fece. Le lingue si unirono frementi mentre le mani di Ambra accarezzavano il corpo di Giorgio infilandosi nel costume sul sedere. L’uomo scese con le sue sulle spalle e poi sui seni, titillando i capezzoli della donna ormai duri. Lasciò le sue labbra e cominciò a baciarglieli prima e succhiarli avidamente poi. La distese sulla panca, e mentre continuava a succhiarle i seni portò la sua mano sul sesso bagnato di lei. Era un lago ormai. Umori le scendevano copiosi lungo le cosce permettendogli senza fatica di solleticarla nel migliore dei modi. Il clitoride prima, le labbra poi, mischiando infine i tocchi e regalandole piacere. Si era alzato appena ed aveva avvicinato il suo membro, ormai fuori dal costume grazie alle carezze che lei gli aveva dato, alle sue labbra che, vogliose e senza tanti preamboli, si dischiusero per accoglierlo. Succhiava che era una meraviglia, alternava veloci leccate ad interminabili momenti in cui il cazzo rimaneva quasi immobile tra le labbra. La voglia di Giorgio cresceva con il ritmo che Ambra dava al suo piacere, così la fermò per un attimo appena, giusto il tempo di distendersi sulla panca e farla sdraiare su di sé. Ora, mentre lei riprendeva a pompare come prima, lui si ritrovò il magnifico spettacolo della sua vagina gonfia di desiderio e quasi pulsante. Vi affondò la lingua senza esitazioni, prima leccandole le labbra per poi fargliela scivolare dentro. Alternò questi movimenti per un paio di minuti, quando Ambra si sollevò da lui dicendogli: - Scopami, con quella lingua mi hai eccitato come pochi hanno saputo, ora voglio il tuo cazzo dentro di me. - Giorgio si sedette sulla panca, il membro duro svettava verso il cielo e lei, girandogli la schiena, se lo fece scivolare dentro iniziando a muoversi. Giorgio portò le mani sui seni massaggiandoli e pizzicando dolcemente i capezzoli. La vista del suo cazzo che sprofondava in quel piacere lo eccitava; vedeva il buco del culo aprirsi e richiudersi con i suoi movimenti come ad invitarlo. Non ce ne fu l’occasione però; Ambra urlò il suo piacere fremendo e contraendo tutti i suoi muscoli. Sentendola Giorgio si trattenne ancora quel tanto che bastò per farle assaporare completamente l’orgasmo, poi dopo essersi sfilato la girò nuovamente verso di sé e lei, ben sapendo come fare, prese il membro tra le labbra facendolo venire quasi immediatamente. Ingoiò il primo seme bianco, poi diresse il getto verso i suoi seni in maniera di annaffiarli come fiori assetati. Si sedettero esausti sulla panca, guardandosi negli occhi. Lei si rivestì, ma senza pulire dal suo corpo di quanto ricevuto. Lui fece altrettanto. Un sorriso ancora e la porta della sauna si aprì. Un signore di mezz’età li vide ancora affannati; loro sorrisero uscendo.
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