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Il corpo astrale
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Titolo:
Il corpo astrale |
Autore:
Ibiscus23 |
Contatto:
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Racconto
n° 311 |
Altri
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Mezzanotte e cinque minuti... sono in leggero ritardo... Il mio corpo astrale è atteso in visita da 4711. Si introduce sotto le sue lenzuola. La trova quasi sveglia, e già un po' eccitata. Dorme a pancia sotto, con indosso solo un pigiama di flanella. Intuisco che sotto è nuda.
Alzo il piumone e le lenzuola e le abbasso i pantaloni, fin sulle ginocchia, scoprendo il suo culetto bianco. Lo bacio e lo carezzo a lungo, mi chino su di esso, percorro con la lingua il solco tra le natiche. Spingo forte e ripetutamente con la lingua sul buchetto del suo ano corrugato, per eccitarla ancora di più, per farle credere ad un "attacco" da quelle parti.... Raccolgo le prime gocce dalla parte iniziale del suo sesso, che le contrazioni sempre più frequenti del suo bacino iniziano a far vedere...
Le sollevo un poco il didietro, il lato B, finisco di sfilarle i pantaloni e poggio il membro duro tra le sue natiche, mentre la mia mano compie un primo gesto di possesso, frugando tra i pochi peli del suo pube, giocando con le labbra che iniziano a schiudersi. Quando mi accorgo che il suo desiderio è cresciuto la faccio stendere di nuovo e poi sollevare, sul davanti stavolta, dopo averle sfilato la parte superiore del pigiama.
Quasi mi siedo sulle sue natiche, per non pesarle troppo addosso, e prendo i seni bianchi e gonfi tra le mani, impastandoli a lungo, sprimacciandoli come un cuscino di carne... Mi concentro sul seno sinistro... con la mano destra ne stuzzico l'areola eccitata, lo sento dalla pelle d'oca che la increspa, con le dita stropiccio il capezzolo, il fragolone di cui va tanto fiera...
Intanto mi chino con la testa e con tutta la sensualità di cui sono capace le bacio la nuca, la lecco sul collo, le mordo piano il lobo dell'orecchio... poi ripeto l'operazione dall'altro lato. Sento le prime gocce di umore colarmi dal membro, cadere sulla sua schiena, procurando a lei un lungo fremito, come se la bruciassero...
Le sussurro all'orecchio che voglio venirle in bocca... lascio che si rigiri e si sdrai sulla schiena, con un cuscino sotto la nuca perchè sia piu' comoda e le infilo il membro pulsante tra le labbra rosse... non ci metto molto a venire, visto con che desiderio me lo succhia, l'impeto con cui munge il mio glande paonazzo... Ingoia i primi schizzi di seme, poi io mi ritraggo e continuo a venirle sul volto, sui seni, sul ventre. Una volta mi ha scritto che lo considera un omaggio al suo essere femmina...
Mi abbandono sul letto a fianco a lei...
Mezzanotte e mezzo; dopo qualche minuto di riposo è la sua mano che mi viene a cercare. Solleva il pene ed inizia con sapienza a carezzarne l'asta. Ha le mani calde e bagnate, bagnate del mio sperma e dei suoi umori... Presto il calore riprende a corrermi dentro e il membro si solleva, riprende consistenza...
Si alza, sempre tenendolo in mano, donandomi per un istante lo spettacolo del suo pube quasi glabro, del suo sesso stillante, del clitoride roseo ed evidente. Si china di nuovo sul mio membro ed inizia a lavorarlo con le mani e con la bocca, finchè non torna abbastanza rigido come lo desidera, per infilarselo nella fica vogliosa. Con una mano la tiene aperta e con l'altra lo infila piano, muovendolo da una parte all'altra, infilandoselo poi fino in fondo e prendendo a cavalcarmi piano...
Piano, piano, con una lentezza che mi dava un piacere parossistico perchè la lentezza era accompagnata da una profondità incredibile... non si fermava finchè i nostri sessi non erano completamente attaccati. Le dico che mi piacerebbe averlo ancora piu' duro, ma con un gemito mi risponde che così le va benissimo, che anzi vuole fermarsi un attimo ... si ferma e godiamo assieme dell'estasi di essere una cosa sola, un solo corpo.
Riprendo io l'iniziativa dandole dei piccoli colpi di reni, dal basso in alto, lunghi e ficcanti, finchè non subisco la sua reazione,... prende a cavalcarmi come un'amazzone, con tutto un altro ritmo, fino a gridarmi e spruzzarmi addosso il suo ripetuto piacere...
Esce da me... resto nel mio letto, il membro ancora dritto e duro, il ventre impiastricciato...
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