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Toccare il cielo con un dito
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Titolo:
Toccare il cielo con un dito |
Autore:
Denise |
Contatto:
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Racconto
n° 3119 |
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Non le capita spesso. Ma stamattina, per una serie di combinazioni, si trova da sola. Non le dispiace la compagnia, ha sempre tanta gente intorno a sè, amici, parenti... casa sua sembra un porto di mare. Ma ora percepisce il silenzio come una sensazione piacevole ed è pervasa da un senso di pace e tranquillità. Il citofono suona, ma stavolta ha deciso di non rispondere. No, è un momento troppo prezioso per sciuparlo con qualche scocciatore che magari porta una bolletta da pagare o una ricevuta da firmare.
Ci sarebbero diverse cose da sistemare in casa, proprio la sera precedente una cena con amici e figli aveva messo sotto sopra tutto l'appartamento. Eppure se la prende con calma... una necessità inconscia di doversi fermare... fermarsi per ricaricarsi, per riflettere.
Decide di fare innanzitutto una doccia calda e rilassante. Mentre si spoglia si guarda allo specchio: lei è una donna sulla quarantina, ancora bella. Sì, il tempo ha reso i suoi tratti più dolci, il suo corpo più sinuoso, le forme più morbide, molto più femminile rispetto al suo fisico sicuramente più asciutto, sodo, ma anche più spigoloso di qualche anno fa.
Quanti uomini nel corso degli anni le hanno promesso di farle toccare il cielo con le dita e di questi quanti hanno mantenuto davvero questa promessa? Quanti uomini di quelli che si sono impossessati del suo corpo, ma non della sua anima, volevano possedere la femmina ma anche la donna? Quanti hanno pensato davvero di comprenderla nelle sue bizarrìe, di condividere con lei i suoi sogni e proteggerla senza chiedere niente in cambio?
Nella sua vita professionale e sentimentale, inutile negarlo, la sua avvenenza l'ha aiutata molto, di uomini che le ronzavano intorno, ce ne sono stati sempre tanti... troppi. Aveva modi gentili, uno sguardo invitante e si donava con generosità. Ma nei fatti non hanno lasciato nessun segno, nessuna grande emozione.
Tutti questi pensieri le attraversano la mente mentre si spoglia davanti allo specchio, osservandosi con la tenerezza di chi ha di fronte a sè qualcosa di cui volersi occupare con piacere. La sua pelle è molto vellutata, risultato di anni di attente cure, ancora abbronzata da un'estate che le ha lasciato il ricordo di un'avventura vissuta con voluttà travolgente. Ma anche lui si era illuso, con le sue prestazioni da latin lover irresistibile, di averla fatta godere come nessun altro, e lei glielo aveva fatto credere. Non toglie mai a nessun uomo questa illusione, l'orgoglio maschile ne resterebbe troppo ferito. E come sempre anche a lui ha donato il piacere senza aspettarsi molto in cambio.
Le sue mani avvolgono con delicatezza i seni e li rialzano appena per farli sembrare più grandi e pieni. Non che non ne fosse contenta... per quanto non troppo grandi sono sodi e ben formati. I capezzoli al primo contatto si irrigidiscono come su comando e lei, che in un primo momento è piuttosto distratta nel contemplarsi, riprova per sentire più consapevolmente quel brivido che avverte quando i capezzoli si tendono verso la mano per essere sollecitati ancora. Con il palmo della mano li massaggia con dolcezza per far scoccare la definitiva scintilla che sente dentro di sè ogni volta che vuole stare bene con se stessa.
Si guarda allo specchio e nota quell'espressione estasiata, si siede sullo sgabello davanti allo specchio per poter osservare ogni dettaglio del suo corpo. Si accarezza con tanta dolcezza, una dolcezza che pochi uomini conoscono: le loro carezze sono fine a se stesse, raramente trasmettono quella sensazione divina di brividi che le percorrono la schiena. Quando raggiunge il monte di venere si ferma, si guarda... le sue labbra rosee sono già gonfie e la perlina è cosi tanto irrorata che si staglia verso l'alto in attesa di essere trattata. Solo lei sa come ondeggiare nel mare del piacere, dei sensi; conosce i suoi ritmi, conosce le sue reazioni come nessun altro.
Il suo indice scende piano, gira intorno al clitoride per sentirlo vibrare, è come un piccolo membro. Sente la pulsazione sempre più forte, più prorompente perciò chiude le gambe per aumentare la pressione e strofinare la perlina ormai durissima. Gli umori iniziano a bagnarle le gambe ed è come un invito per lei raccogliere il suo dolce miele ed assaggiarlo... porta l'indice tra le labbra e passa delicatamente con la punta della lingua, ogni giorno sembra abbia un sapore diverso, ma ogni volta è ugualmente inebriante. Le dita s'introducono uno alla volta, e per sentirle fino in fondo appoggia i piedi sullo sgabello e porta il bacino più avanti. Lo specchio riflette questa sua immagine così rapita di sè e dei suoi piaceri, una posizione così sconcia ma, allo stesso tempo, così incredibilmente eccitante. Il pollice tormenta sempre di più il clitoride violaceo mentre con le dita sale audacemente lungo il suo tunnel di passione. Ormai sente vicina l'esplosione, trattiene il fiato, si ferma per prolungare ancora il piacere, ma è già tardi.
Inarca la schiena e reclina la testa trattenendo il respiro. Dentro di lei è partito un razzo violentissimo che le rapisce i sensi, sale fin dentro le viscere, scoppia sparpagliando mille fuochi dentro di lei. Sente scendere caldo caldissimo un fiume di lava. E' in preda a piccole convulsioni che non riesce e non vuole controllare, si fa pervadere dalla gioia di essersi donata un altro momento di godimento. Non le sfugge nessuno gridolino, non ha bisogno di questo tipo di sfogo, vuole trattenere tutto dentro di sè per cogliere ogni piccolo dettaglio dell'ondata di fuoco e fiamme che la travolge.
Lentamente le sue membra si rilassano, le pulsazioni si fanno più rade, il battito del cuore rallenta... torna la pace intorno a lei.
Sorride. È proprio vero che solo lei sa come si fa a toccare il cielo con un dito.
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