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Pomeriggio in due
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Titolo: Pomeriggio in due
Autore: Carnivora
Contatto:
Racconto n° 3145
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Passeggiando nel supermercato sotto casa, tra un reparto e l’altro, il mio pensiero si perdeva nella scelta di un vino che si adattasse perfettamente a ciò che dovevo servire a un gruppo di invitati tanto esigenti quanto mal desiderati. Invece di occuparmi della cena con relativi commensali, pensavo a come sarebbe stato bello provare un bel paio di scarpe piuttosto che stare lì a scegliere tra un vino con retrogusto di fico o di rose... Mentre la mia mente attraversava tutti i reparti, arrivando alla cassa sentii improvvisamente un brivido attraversarmi la schiena, le mie braccia colpite da qualcuno, un respiro caldo accarezzarmi il collo nudo, le mie cosce sbilanciate e i miei sensi sul punto di perdere l’equilibrio, finché una mano mi cinse il polso e mi sentii avvolgere le spalle da un braccio vigoroso che accarezzava ogni centimetro della mia pelle, finché non si avvinghiò tutto.
Mi girai e guardai con eccitazione e sorpresa un ragazzo bellissimo, con due grandi occhi nocciola esaltati dalla pelle scura, deliziosa come cioccolata che in quel momento avrei voluto far scorrere tra le mie labbra umide.
Lui sembrò guardarmi con aria soddisfatta, mi sorrise; io arrossendo scostai lo sguardo per riappoggiarlo su di lui subito dopo e in un attimo ci ritrovammo nella sua auto.
Non ci presentammo nemmeno. Senza dir una parola mi sedetti alzando la mini di jeans e aprii un bottone della mia camicetta rossa, leggera, che lasciava trasparire le forme, accavallando con tutta la mia femminilità le gambe e mettendo in mostra le cosce roventi, sapendo di invitarlo continuamente a sognare di inabissare il suo viso lì in mezzo.
Assaporai le sue occhiate sempre più intense, che passavano velocemente tra i miei seni, dai capezzoli, che iniziavano a spingere sulla stoffa lieve, alle cosce, che maliziosamente ogni tanto spostavo, incrociandole un pò a destra un pò a sinistra, facendogli intravedere le mutandine rosse trasparenti, ormai impregnate della mia essenza.
Ci dirigemmo verso la periferia, allontanandoci dal grande traffico; io ero accanto a lui, radiosa, con la camicetta appena allacciata e il suo sguardo malizioso mi intrigava, si insediava in mezzo alle gambe, mi eccitava moltissimo. Inclinai un po’ il sedile, mentre lui guidava con la mano sinistra e con l’altro braccio mi cingeva le spalle, ogni tanto ci scambiavamo un bacio furtivo, incuranti delle macchine che ci superavano.
La sua mano scivolò nella mia camicetta, la sbottonò ancor di più; vide i miei seni svettare dal reggiseno a balconcino, i capezzoli gonfi e duri che spingevano, strizzò un capezzolo con due dita, mi morsi le labbra traboccanti di desiderio, gli offrii le mie cosce stupende e la sua mano scivolò lentamente, alzai le natiche per fargli posto e lasciargli esplorare tutto.
La sua mano si perse dentro di me, nel mio corpo, nella mia carne, nel mio sesso aperto, rosa, irrorato in ogni parte.
Strofinò a palmo aperto il clitoride grosso, duro, scivoloso.Entrava e usciva, entrava e usciva,arrivando alle mie natiche aperte e gocciolanti; la mia mano cercava la sua zip sentendo il suo desiderio salire a dismisura. Mi lasciai andare, mi toccai i seni, li schiacciai con ardore, sfregando i capezzoli, mentre le sue dita assediavano il mio sesso...l’orgasmo stava per arrivare fulmineo e inatteso; il mio viso si illuminò, il mio corpo fremeva tutto, muovevo le cosce con insistenza, lanciai uno strilletto di intenso piacere.
Mi godetti per alcuni minuti il mio meraviglioso orgasmo in silenzio, non avevamo molto tempo, dovevamo rientrare; in uno slargo invertì il senso di marcia, cercammo un posticino per fermarci, lo trovammo dopo pochi minuti sotto alcuni alberi al riparo da occhi indiscreti.
Ci baciammo finalmente con voluttà, le nostre lingue si incrociavano avidamente, le nostre salive scorrevano tra le nostre labbra, le nostre mani si cercavano, la tensione era ancora altissima. Lui molto eccitato, duro, voglioso di me, io ancora bagnata e non sazia, aprii finalmente la zip, leccai i suoi boxer attillati, assaporando il suo sesso ormai durissimo; accucciata tra le sue gambe lo baciavo con brama, lo leccavo, lo succhiavo, lo feci svanire nella mia bocca rovente.
Le mie natiche scoperte lo invitavano al piacere e lui con forza iniziò a insidiarle e a spingersi sempre più dentro per poi uscire, fuori e dentro fuori e dentro...
Mi fermai un istante e con la bocca stillante miele lo baciai mentre le sue dita mi cercavano ancora, spostandosi tra le mie cosce e muovendosi in ogni angolo delle mie caverne....il mio sesso colava umori dolci e succosi, ero piena di lui e gridai con ingordigia.
Mi prese il viso tra le mani e cominciò a schiacciarlo sul suo sesso, sempre più velocemente, mentre le mie dita gli devastavano la bocca facendolo gemere.
Iniziai a danzare sinuosamente sulla sua mano mentre sentivo l’orgasmo soggiogarmi, non potevo trattenermi.
I nostri corpi erano ormai uno solo, pervasi da una eccitazione violenta e incontenibile.
Venimmo copiosamente, bagnando tutto, dissetandoci l’uno dell’altra.
Ci rilassammo alcuni minuti con baci teneri e affettuosi, ne avevamo bisogno...il tempo era volato, bisognava tornare a casa, ma un pomeriggio cosi non lo avremmo più dimenticato. Ci demmo un ultimo lungo bacio e tornai a casa, continuando a sognare per tutta la notte...