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Collezione di lecca lecca
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Titolo:
Collezione di lecca lecca |
Autore:
Caramella bolognese |
Contatto:
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Racconto
n° 3147 |
Altri
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Siamo rimasti solo noi due in ufficio, un po’ per caso un po’ per nostra volontà; è tardi ed io non ho messo in ordine le penne come mi avevi (ri)chiesto nella mail. E’ una sfida, sono incazzata con te e le tue teorie orientali di autocontrollo. Ti sento arrivare, piombi nella mia stanza, mi prendi per un braccio e senza dire una parola mi trascini fuori, nel corridoio. Io mi divincolo, ma sento che là sotto mi sto irrimediabilmente bagnando. Sono eccitata e divisa tra la voglia cieca di quello che so succederà a breve e la rabbia per il tuo comportamento, per i tuoi complimenti mancati, per il tuo sfuggire da me. Ora siamo accanto al tuo tavolo; le penne, una decina in tutto, ancora rovesciate e sparse sulla superficie. Ti siedi, lasciando me in piedi, davanti a te; prendi in mano la matita grezza che tieni sul tavolo, dono di chissà quale viaggio in terre lontane, me la infili nella fessura tra le gambe, ancora chiuse e dritte e piano piano risali, con un movimento lento e provocante, fino ad incontrare prima l’orlo della gonna, poi il pizzo del perizoma. Quando mi penetri leggermente e sento la ruvidezza del legno stuzzicarmi il clitoride emetto un lungo sospiro e faccio per sedermi a cavalcioni su di te; uno schiaffo, dolce ma deciso, mi blocca e ascolto le tue parole come un ulteriore schiaffo: “Una dopo l’altra, forza, voglio una bella collezione di lecca lecca”. Rimango basita, non so cosa fare; io ho voglia di scopare, sentire il tuo cazzo che entra in me, leccarti e succhiarti tutto...e tu mi respingi. Con questi pensieri in testa ti vedo armeggiare nei pantaloni; allenti la cintura, abbassi i boxer e te lo tiri fuori. Finalmente lo vedo, è già quasi duro e questo mi eccita ancor più. Mi inginocchio per prendertelo in bocca, convinta sia tuo desiderio... mio lo è di sicuro; tu però mi prendi il viso tra le mani, mi baci e fai cenno di rimettermi in piedi. Ora capisco... la tua idea è ben altra, perversa e stronza. Masturbarti guardando me che mi infilo nella vagina, bagno con i miei fluidi, rimetto nel portapenne ad una ad una le tue maledette penne. Non so più cosa pensare, ma se vuoi giocare così..ok, ti accontento. La prima e la seconda...dosando bene i tempi ed i movimenti, vedo il potere che ho su di te accrescersi. La terza, la quarta e mi fermo, senza pietà. Tu mi guardi implorante ma muto, invocandomi di continuare; con la quinta in mano mi avvicino a te, ormai la mia figa è a diretto contatto con il tuo cazzo, la bagno con i miei umori e te la metto in bocca. Ormai sei totalmente sottomesso al mio volere; purchè ti faccia venire mi permetti di sedermi su di te e guido il tuo membro dentro di me. Il mio seno è a tua completa disposizione e ci bastano poche spinte per raggiungere l’orgasmo.
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