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La sedia migliore
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Titolo: La sedia migliore
Autore: Daikini
Contatto:
Racconto n° 317
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Fino a 12 anni è di solito tutto ok; qualche volta puoi capitare in una famiglia in cui il padre ti violenta e se ti va un po' meno di lusso, ti passa anche ai suoi amici .. ancora peggio puoi capitare in una di quelle famiglie esagerate dove ci sono tante mai di quelle aspettative, tante mai di quelle illusioni, tanti mai di quei progetti su di te che a tre anni già leggi e scrivi, a sette vinci le olimpiadi di Matematica e a quindici muori anoressico.
Dopo i 12 anni comincia la farsa. Prigioniere di gabbie senza sbarre, le ragazze si avventurano sul sentiero già percorso da tutte le donne, segnato dai maschi.

Queste idee passavano nella mente di Clarissa, in quella giornata piovosa, mentre studiava per l'interrogazione di Matematica del giorno dopo e guardava quel deficiente di De Agostino, come cacchio si chiamava quell'opiniostista del menga, che faceva a fette Alba Parietti in una trasmissione di quel rincoglionito di Costanzo. Clarissa osservava con mente analitica e senso dell'umorismo quelle trasmissioni perché le piaceva vedere fino a che punto le persone mentono a se stesse e come questo mentire, le portava lontano e le rendeva prede di miserabili come appunto De Agostino. E allora le partiva la fantasia ... si immaginava che mentre De Agostino offendeva la Parietti, dicendole che aveva fatto soldi mostrando cose che era meglio che ormai stessero coperte (odioso) e facendo pubblicità sulle sue avventure amorose..., lei invece di dire << Non è vero... l'ho fatto per questo o per quest'altro..>> se ne uscisse così, in diretta, davanti a tutto il popolo italiano << E allora? Se ho fatto tanti soldi mostrando tette e culo e gambe per anni, mi sembra che sia comunque più carino che fare pochi soldi come te offendendo e sputando veleno sulle persone.. Riguardo poi al fatto che ora mi devo coprire, lo farò te lo assicuro, per evitare che le persone come te, di fronte a tanta topa, si sentano imbarazzati e in paranoia perché non gli si rizza più nulla.. terribile ve? Sei un morto di fame De Agostino col cazzo moscio. >>

<< Clarissa hai finito di studiare? >> chiese la madre della ragazza rientrando in casa.
<< No, ma è lo stesso mamma, queste cose le so già ...se mi interroga non c'è problema. Che devo fare? >> ogni occasione era buona per stare con sua madre, bellissima femmina, secondo Clarissa, ma inesorabilmente in cerca del principe azzurro, della storia d'amore vera e duratura, dell'uomo della sua vita. Il padre aveva trovato la donna della sua quando Clarissa era piccola e se ne era andato di casa con questa ballerina brasiliana che lo aveva prosciugato di tutti i suoi soldi e poi, dopo che gli era preso un mezzo infarto (il cuore non aveva retto alle esigenti richieste della giovane compagna?) lo aveva messo in un ospizio .. Nessun dolore per questo nel cuore di Clarissa. Di uomini se ne erano presentati parecchi in quegli anni, (per cento vite), ma resistevano poco. La verniciata d'oro, che la madre dava loro all'inzio, miseramente si frantumava dopo poco tempo e tutti quei meravigliosi pregi, che lei aveva veduto in loro, diventavano tremendi insopportabili difetti. Clarissa, se si guardava un po' in giro, amici della madre, genitori dei suoi amici ed altri incontri occasionali con coppie, non poteva far a meno di vedere sempre il solito cliché:
- verniciata d'oro iniziale
- periodo del pocipoci (in pratica dove i piccioncini tubano, si coccolano)
- prima fase incontri sessuali (favolosi sempre sotto la verniciata del punto 1)
- seconda fase incontri sessuali (comincia ad essere noioso, ma non possiamo ammetterlo)
- terzo fase andiamo al cine e cominciamo ad uscire con gli amici sennò passiamo le serate a guardarci negli occhi e al massimo una sveltina.
- chiusura terribile piena di disprezzo e volgarità, nella migliore delle ipotesi
- lento stillicidio, fatto di corna, ricatti, litigate
- oppure continuiamo ad illuderci che siamo la coppia più bella del mondo, ma di solito lui la incorna ogni tanto e lei qualche volta la dà a qualcuno. Condiamo il tutto con qualche bambino, qualche chilo in più, poca cura di se stessi, una noia mortale.
Quando confidava a sua madre queste deduzioni, la madre le diceva << Sei troppo intelligente Clarissa, non so se è un bene o un male, per te, ma cerca di essere un po' più romantica.ma vedrai, che quando si avvicinerà quello giusto ...ti siederai sul trono della regina al fianco del tuo principe.>>

No, non voleva proprio capire.. ormai non c'era più nulla da fare. Lo schema mentale era fossilizzato. Troppo in su con l'età per cercare di scardinarlo. C'era il rifiuto di farlo, da qualche parte, nel cervello, probabilmente si formava una protezione con una password, e non potevi accedere là mai più. Quante donne passano da una storia ad un'altra così? Hanno giurato e spergiurato che non ci ricadranno più, che gli uomini qui e là un sacco di improperi... e appena uno si ripresenta, anche sfigato come non mai, e poggia l'occhio in un certo modo, ecco che il tutto ricomincia in un loop senza fine.

Clarissa a 18 anni aveva fermamente deciso dentro di sé, che del trono non ne voleva sapere, voleva una sedia migliore per la sua vita di donna. Magari la sedia di metallo su un palcoscenico di qualche locale pornografico dove il suo spogliarello veniva seguito da un po' di maschi col cazzo duro che pagavano bene. Sentire l'eccitazione del maschio le piaceva, le sarebbe piaciuto anche concludere con una bella scopata, ma spesso i suoi amichetti venivano dopo 3 minuti. Non potevano rispondere a ciò che lei chiedeva. Il risultato era, alla fine, (discorsi riportati successivamente), che lei era carina sì, ma il culo ...il più brutto che avevano visto (come quel coglione di Lorenzo con Tati), oppure che sì era carina, ma troppo poco mentale, non ci potevi fare un ragionamento serio (come quel coglione di Fedro con Marika), insomma palate e palate di disprezzo su di lei che era sempre molto gentile e disponibile, offriva sempre bocca culo e fica, ma ..tutto quello che sapevano fare i ragazzi, di fronte alla loro incapacità di scoparla era riempirla di merda. E aveva smesso di darla? No ogni tanto si ritrovava con qualche sua amica un po' più ribelle e si leccavano la fica a vicenda, un bel 69 al femminile. Quanto ridevano in quegli incontri.. Mimavano i maschi le loro parole, i loro gesti, usavano cazzi di plastica, mani, dita, godevano come mai e non nasceva nessuna pretesa di fedeltà o di inventarsi l'amore per continuare a trombare. La sedia migliore era quella della sua cameretta, che usavano per riprodurre l'ambiente del locale porno ...